Recensione Fullmetal Alchemist

I fratelli Elric in azione...

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Alla ricerca della pietra filosofale...

Fullmetal Alchemist è una serie che ha spopolato in Giappone e che tuttora gode di un’attività di merchandising non indifferente. Nata dalla geniale mente della mangaka Hiromu Arakawa, può vantare un indiscutibile successo sia in versione anime che in forma cartacea.
La serie animata (omonima) consta di 51 episodi cui si aggiunge un film, uscito anche nelle sale cinematografiche e non solo per l’home video. A conti fatti però la storia è per gran parte composta da “filler”: infatti lo studio BONES è potuto partire da una ottima base, quella raccontata nel manga, per poi superarlo sviluppando la trama in modo autonomo ed eccellente.
Ma quella che ci apprestiamo ad analizzare in questa sede è principalmente l’opera originale: il fumetto di Hiromu Arakawa. Nato nel febbraio 2002 sulle pagine della rivista mensile della Enix “Monthly Shonen Gangan”, può essere considerato come la prima lunga opera di questa autrice che sin da subito ha evidenziato indubbie doti di sceneggiatrice, anche se non sempre i disegni sono stati all’altezza delle storie narrate.

I fratelli Elric...

Il fumetto inizia in media res con i fratelli Elric che vanno alla ricerca della pietra filosofale in giro per un mondo "fantastico" (non ci sono riscontri con il mondo reale, ma non si tratta di un mondo fantasy); successivamente vi è un breve flashback che spiega tutto ciò che ha portato i fratelli alle loro scelte e poi si torna alla storia vera e propria. Il fumetto narra la storia dell’alchimista d’acciaio Edward Elric (detto Ed), un ragazzo appena adolescente che conduce una vita spensierata fatta di gioie familiari e vissuta in compagnia del fratello Alphonse (detto Al) e della madre, fino a quando loro serenità viene però sconvolta dalla morte improvvisa di quest'ultima. I due fratelli Elric, abbandonati in gioventù anche dal padre, non riescono a darsi pace e iniziano lo studio dell’alchimia con l’intento di provare la trasmutazione umana e riportare in vita la donna. Ma il ramo che stanno tentando di percorrere è tabù, e nell’alchimia il principio è che “non si può ottenere ottenere nulla senza sacrificare qualcosa di equivalente”. E così avverrà anche in questo caso. Durante l’esperimento, infatti, un mostruoso essere dalle sembianze inumane prende vita e Al perde il corpo, mentre il fratello maggiore Ed la gamba. In più, con l’ulteriore sacrificio del braccio, Ed riesce a fissare l’anima del fratello in un'armatura. Da questo sventurato antefatto parte il loro cammino: i fratelli Elric vogliono riavere indietro a qualunque costo i loro corpi e per farlo dovranno indagare sulla pietra filosofale. Durante il loro viaggio Ed diventerà alchimista di stato e entrambi verranno a contatto con varie personalità dalla vita e dalla mentalità opposte. Si troveranno ad affrontare ogni genere di dubbio che metterà a dura prova le loro motivazioni, specie quando avranno di fronte la violenza e il male che possono scaturire da un uso sbagliato dei poteri alchemici.

Analisi

E’ indubbio che FMA sia un prodotto di pregevole fattura, e le motivazioni sono molteplici. Punto di forza della saga è di certo la storia: coinvolgente, ricca di suspence, intrighi, misteri ed elementi comici (soprattutto nella prima metà) sapientemente mescolati con momenti più seri e crudi. A rafforzare questo vi è la presenza di numerosi personaggi carismatici, ben caratterizzati, ricchi di ambizioni, dal volto umano e verosimili nelle loro reazioni. Tra questi possiamo citare, oltre ai due protagonist: Roy Mustang, alchimista del fuoco; il maggiore Armstrong; Scar, l’uomo venuto da Ishbar, ma quasi ogni altro personaggio apparso nel fumetto riesce a essere unico e memorabile. È quindi evidente che non vi è un solo filone principale della storia, ma numerose sottotrame che vanno ad arricchire il background già pieno e concitato di eventi. Il merito di questo successo va senza dubbio alle coraggiose scelte della mangaka, capace anche di piccoli “sacrifici” pur di rendere ancora più accattivante questa storia ormai giunta al 10° volume. Senza contare le capacità registiche con cui vengono rilasciati un poco per volta piccoli indizi che, una volta ricollegati, vanno a disegnare lo splendido mosaico che risulta essere la storia.
Va detto però che questo fumetto non è comunque esente da difetti: infatti proprio la vastità della trama porta, a volte, a tralasciare elementi interessanti per soffermarsi invece troppo a lungo su argomenti “minori”.

Edizione e disegno

Ci troviamo di fronte alla classica edizione standard della Planet Manga, in formato 13x18, privo di sovraccopertina e venduto a 3.50 € a numero. Possiamo dire che l’adattamento è molto curato e non vi sono da segnalare errori di traduzione. Le onomatopee sono lasciate nell’originale giapponese con piccoli sottotitoli in italiano. Si segnala il classico bollino che lo accosta alla serie televisiva in onda su Mtv. Il lavoro è proposto in edizione economica, ma di buona fattura.
Il disegno è funzionale alla storia, con la presenza di super-deformed, lontano dall’eccellenza ma sicuramente curato. Dopo un inizio stentato si può osservare un netto miglioramento grafico con l’aumentare del numero degli albi. Buona regia della tavola durante i combattimenti, un po’ carente nei fondali, ma in sostanza un disegno decisamente fresco e dinamico.

Fullmetal Alchemist Fullmetal Alchemist manga è l’opera originale della serie e sembra essere, almeno per ora, nettamente superiore alla versione animata. È giunta ormai al 10° volume e ha fatto dei colpi di scena e dell’azione i suoi punti di forza. Non si tratta di uno shonen (ndr: manga per ragazzi) di azione, ma di un’opera dedicata ad un pubblico giovane capace di stupire, far riflettere, ma soprattutto intrattenere in modo originale. Dopo un incipit non celestiale, le sorti del fumetto si risollevano, anzi decollano, grazie alla presenza di personaggi interessanti come Mustang o Scar, ma soprattutto conditi da un’avvincente trama in grado di coinvolgere pienamente il lettore. Consigliato assolutamente.