Recensione Garo

Quando anime e telefilm si incrociano

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Garo!!

A fronte di una politica editoriale senza dubbio coraggiosa, è finalmente disponibile nei negozi specializzati Garo, telefilm giapponese appartenente al filone dei tokusatsu e frutto degli sforzi di Dynit. E’ la prima volta che la casa bolognese si scosta dal mercato degli anime, importando un prodotto senza dubbio particolare e che nel nostro paese è ormai una rarità, almeno sugli schermi televisivi.
Nonostante negli anni ’80 ci sia stato un vero e proprio boom di questi “family action”, tra i quali potremmo citare ad esempio Ultralion, successivamente sono stati destinati a scomparire dal mercato occidentale, probabilmente per una mutazione dei gusti e un’impossibilità di evolversi per tali produzioni.
Oggi però, con l’avvento del digitale, forse i tempi sono maturi per un gradito ritorno. Oramai anche con un budget molto ridotto si possono ottenere effetti di pregio, come anche produzioni amatoriali nostrane hanno ampiamente dimostrato, ragion per cui risulta facile svincolarsi da uno stile poco credibile e infantile che spesso caratterizzava questi telefilm.

Il cavaliere e la principessa

Kaoru Mitsuki è una giovane pittrice; ragazza semplice e un po’ ingenua, si troverà a fronteggiare una forza più grande di lei. Il direttore della galleria d’arte presso cui esporrà i suoi quadri è infatti stato vittima di un maleficio, e uno degli “Orrori” - così sono chiamate le creature demoniache che hanno cominciato a infestare il nostro mondo - ne ha preso possesso, con l’obiettivo di divorare giovani donne.
Ma per fortuna arriverà in soccorso della bella Kaoru un giovane misterioso, Koga, il quale rivelerà speciali abilità di combattimento e riuscirà a fronteggiare il demone, anche grazie alla sua speciale armatura dorata. Purtroppo però nello scontro Kaoru viene a contatto con il sangue dell’Orrore, e in questo modo il suo destino sarà segnato: entro 100 giorni la sua vita finirà...
Iniziano così le avventure di Garo, che si giostreranno tra le eroiche gesta di Koga, il cui passato è avvolto dal mistero, le disavventure di Kaoru e le incursioni sanguinose degli Orrori, alla costante ricerca di umani da divorare.

Diversamente da altre produzioni, Garo mescola molteplici elementi, creando un mix convincente. L’ambientazione dalle tinte horror e fantasy si riflette anche a livello di fotografia, che predilige ambientazioni cupe e tinte scure, soprattutto nei momenti che coinvolgono i personaggi malvagi; questi ultimi sono spesso protagonisti di scene abbastanza truculente, per quanto non vi sia traccia di elementi splatter. Anche la regia cerca di seguire un tenore “serio”, anche se forse sarebbe potuta essere più convincente nei momenti in cui si tratta di focalizzarsi sul carnefice e la sua vittima.
In questo contesto la presenza di Kaoru, vero pesce fuor d’acqua, costituisce l’unico elemento di contrasto, in grado di regalare qualche momento simpatico, soprattutto considerato che Koga è il classico protagonista bello e tenebroso. Certo bisogna ammettere che di fatto questo tipo di contrapposizione caratteriale è qualcosa di già visto in molteplici serie, e che del resto anche la storia in fin dei conti non richiama altro che il classico cliché del forte cavaliere che salva la bella in pericolo; ciononostante in parte lo specifico contesto creato dagli ideatori e in parte il character design dei Cavalieri Mistici e dei loro nemici, contribuiscono a rendere la visione tutto sommato interessante allontanando pericolose sensazioni di “già visto”.
La sceneggiatura invece mostra qualche incrinatura. Certamente positiva è la struttura degli episodi, che si svolgono al giusto ritmo per far procedere la trama principale, che ad ogni puntata permette un piccolo passo avanti, e per garantire il divertimento senza momenti lenti o grosse pause.
Per contro i dialoghi sono forse la parte meno riuscita di questo Garo. Fatta eccezione per qualche battuta tra Koga e Kaoru, tutto sommato inaspettate e simpatiche, tutto il resto è assolutamente prevedibile, in particolar modo gli scambi con i nemici, tanto che non sarà troppo difficile anticiparne qualcuna: decisamente troppo scontate.

Basta parlare...

Ma Garo è soprattutto una serie d’azione ed è proprio in questo ambito che mostra gli artigli. Sebbene non si possa gridare al miracolo, le coreografie sono senza dubbio piacevoli e varie, e la macchina da presa permette di seguirle tutte senza problemi. Pregevoli alcune tecniche speciali, davvero d’effetto, anche se ogni tanto si nota qualche inevitabile influenza di produzioni più blasonate.
Un importante aspetto che si ripercuote anche nelle scene d’azione è la massiccia presenza di effetti speciali in computer grafica, come accennato nell’introduzione. Qualche incertezza ogni tanto si nota, ma complessivamente si attestano tutti su un buon livello, risultando anzi spesso decisamente ispirati, in particolare quando si ratta di uccidere gli esseri umani nello specifico modo che contraddistingue l’Orrore o durante gli scontri, in cui Koga mostra attacchi speciali davvero d’impatto.
Va comunque sottolineata l’importanza di questo aspetto: la bontà di tale effetti è quello che permette a Garo di risultare interessante per l’esigente pubblico moderno, permettendo da un lato scontri che sembrano tratti da un anime, dall'altro a rendere credibile la fantasiosa ambientazione.
Peccato che, figli di un’eredità da cui è impossibile sdoganarsi, alcuni elementi risultino poco convincenti, come l’armatura dall’inevitabile gusto pacchiano, ma tutto sommato nel complesso si può chiudere un occhio, dato che non inficiano drammaticamente il risultato.
Non particolarmente ispirata la colonna sonora, ma compie ugualmente il suo dovere; molto meglio invece gli effetti audio, soprattutto durante le battaglie riescono a dare quel tocco in più.

Il DVD

Dynit riserva a Garo un’edizione più che buona. Dentro l’amaray standard troviamo il DVD9 di cui salta all’occhio una serigrafia davvero pregevole e azzeccata.
Il comparto video è in 4:3 e garantisce un’ottima definizione, complice ovviamente un master recentissimo. Buono il contrasto, mentre sono assenti rumore video e altre amenità.
Le tracce audio presenti sono 4: Giapponese Dolby Digital 2.0, Italiano Dolby Digital 2.0, Italiano Dolby Digital 5.1 e Italiano DTS 5.1. Queste ultime due sono evidenti ricostruzioni, che più che altro sfruttano i suoni d’ambiente e la musica per creare un effetto più avvolgente, riuscendo a giustificare la loro esistenza. La qualità del suono è più che buona; da segnalare forse un volume un po’ troppo basso sul canale centrale della DD 5.1 rispetto alla DTS.
Prima di passare agli extra, due parole di elogio sul doppiaggio, ottimo sotto tutti i punti di vista, sia per la recitazione che per le voci. Operazione non sempre facile quando si tratta di produzioni nipponiche...
Oltre ai 4 episodi il DVD di Garo contiene anche innumerevoli speciali, tra cui le schede dei personaggi, bozzetti illustrativi, il Making Of (prima parte e probabilmente l’elemento più interessante), i trailer, le sigle e l’anteprima del gioco per PS2, peraltro decisamente promettente.

Garo Che piaccia o no, Garo è una ventata di novità nel panorama odierno. Dalla sua ha senz’altro una storia piacevole da seguire, dall’ambientazione originale, ricca di azione arricchita da una realizzazione tecnica molto interessante sia qualitativamente che artisticamente. Certo questo per molti non basterà: qualcuno storcerà il naso per alcuni elementi intrinseci del genere cui appartiene questo telefilm, qualcuno per qualche ingenuità di troppo; tirando le somme non si può dire che Garo sia adatto a tutti. Grazie anche ad un’edizione DVD promossa a pieni voti, resta una buona serie, consigliata ovviamente a chi l’ha apprezzata su Mtv, ai nostalgici del genere o a chi, semplicemente, cerca un telefilm dalle tematiche legate al fantastico.