Recensione Ghost In The shell: Stand Alone Complex Dvd 1

L'anime definitivo per gli amanti del cyberpunk sbarca in Italia grazie a Panini

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Ghost in The Shell: l’origine e il fenomeno

Ghost in The Shell è probabilmente il più noto lavoro del talentuoso Masamune Shirow, autore ed illustratore nipponico tra i più famosi al mondo. Ambientato in un futuro cybernetico ove droni, cyborg e robot la fanno da padroni, Ghost in the Shell vede come protagonista il maggiore Motoko Kusanagi, sensuale poliziotta dal temperamento aggressivo, posta a capo di una squadra del corpo di polizia Giapponese, la Sezione 9 - Pubblica Sicurezza, un gruppo di agenti speciali il cui compito è contrastare i più pericolosi criminali che operano in territorio nipponico proprio attraverso l’uso dei nuovi strumenti offerti dalla tecnologia.

Stand Alone Complex: la trama del primo dvd

La serie televisiva di Ghost in The Shell, denominata “Stand Alone Complex” è stata realizzata da Production IG e vede alla regia l’abile Kenji Kamiyama, già partecipe, sebbene in ruoli minoritari, in opere quali Blood: The Last Vampire (2000) e Jin-roh (1998).
Nei 26 episodi di questa prima stagione televisiva dedicata all’universo di Ghost in The Shell viene narrato un caso totalmente slegato dal film diretto da Mamoru Oshii; una simile scelta è dipesa, a dire dello stesso Kamiyama, dalla complessità del finale della pellicola del 1995, che avrebbe reso estremamente difficoltoso riuscire a riproporre nella serie televisiva il maggiore Motoko Kusanagi.
Abbandonata dunque la vicenda del “Signore dei Pupazzi”, viene quindi introdotto un nuovo avversario per la sezione 9, il fantomatico “uomo che ride”, leit motiv dell’intera serie televisiva, che fa la sua prima apparizione proprio nel dvd da noi analizzato.

Il primo episodio della stagione è un intricato caso poliziesco: il ministro degli esteri viene preso in ostaggio da alcune geisha robot all’interno di un piccolo ristorante. La sezione 9, Pubblica Sicurezza, dovrà dunque riuscire a salvarlo, ma presto si renderanno conto che non sempre le cose sono come sembrano...

Nel secondo episodio un gigantesco carro armato di nuova generazione, durante un test di messa a punto, sembra perdere il controllo e dopo aver distrutto gli altri mezzi blindati dell’industria che l’aveva realizzato, inizia a dirigersi verso la città più vicina al sito dei test. Nel timore di un hacking terroristico, onde impedire al mezzo di giungere in città, la squadra del maggiore Motoko Kusanagi è chiamata ad affrontarlo: riusciranno i piccoli Tachikoma, i mezzi multifunzione a disposizione della sezione 9, a fronteggiare un nemico colossale?

Nel terzo episodio un virus informatico infetta un determinato modello di androidi, spingendoli al suicidio. E’ un modello piuttosto datato ed ormai uscito fuori produzione, ciò nonostante oggetto di un attacco informatico. Chi può volerli distruggere e perché? Una vicenda romantica si cela dietro un gesto così folle ed irrazionale.

Gli ultimi due episodi narrano le vicende dell’“uomo che ride”, un fanatico hacker capace di celare la sua presenza dietro una enigmatica icona sorridente, il quale per svelare una pericolosa verità che a suo dire la polizia si ostina a nascondere, non si fa alcuno scrupolo. Alla ricerca del fantomatico hacker, la sezione 9 scoprirà degli abusi commessi dalla polizia di tokyo ai danni dei propri dipendenti inconsapevoli cavie di laboratorio.

Ghost in The Shell e Kenji Kamiyama

Oggetto di venerazione in patria come in Italia, il manga di Ghost in The Shell si caratterizza oltre che per le splendide illustrazioni di Shirow, anche per la ricercatezza e completezza delle sue analisi. Vero e proprio polpettone cybernetico, l’opera del maestro attinge a piene mani nella letteratura fantascientifica presentando una realtà futuristica estremamente particolareggiata, vivida e pulsante; un prodotto ricco di citazioni, note a margine ed accurate (talvolta fin troppo accurate) descrizioni che pur appassionando rendono pesante, a volte estremamente complessa e laboriosa, persino noiosa, la lettura.
A fronte di tutto questo l’autore della serie TV, Kenji Kamiyama ha sottolineato la necessità di realizzare dialoghi al contempo semplici ed esaustivi per evitare di dover realizzare su video quanto già fatto su carta e consentire all’utente finale di poter godere di un prodotto scorrevole e non indigesto. Un obbiettivo centrato in pieno: nonostante il difficile confronto con l’osannatissimo film di Mamoru Oshii, la serie tv di Ghost in The Shell, pur non recuperando l’atmosfera propria dell’opera del maestro, riesce a rivaleggiare con questa grazie ad una ottima regia capace di confezionare un prodotto valido, coinvolgente ed estremamente godibile. Va dunque dato atto a Kamiyama di esser riuscito a produrre una gemma rara: una serie televisiva capace di non sfigurare dinanzi ad un vero e proprio capolavoro dell’animazione nipponica.

L’edizione Panini Video

Il primo dvd di Ghost in The Shell: Stand Alone Complex, viene proposto da Panini Video con una custodia trasparente in formato simil Amray con annesso uno splendido cofanetto per contenere tutta la serie tv, dotato anche di una tasca interna per contenere i booklet informativi che vengono distribuiti nei vari dvd della serie.
La qualità audiovisiva di quest’opera è eccellente: il formato video è 16:9, le immagini risultano nitide e luminose come ci si aspetta giustamente da un prodotto di ultima generazione nel quale tanti sono stati gli investimenti di Production IG; le tracce audio (italiano 5.1 & 2.0 e giapponese 5.1) sono pulite e chiare, impeccabile dunque il lavoro svolto da Panini in questo ambito.
Il comparto sonoro realizzato da Yoko Kanno merita una menzione a parte, semplicemente deliziose alcune tracce audio, come la sigla di apertura e le numerose musiche che contraddistinguono i momenti salienti della serie. In merito al doppiaggio va inoltre sottolineata la straordinaria interpretazione di Stefania Patruno nella parte del maggiore Motoko Kusanagi, assolutamente impeccabile e perfetta in quel ruolo, sicuramente una spanna sopra gli altri. Buone anche le voci di Batou e degli altri componenti della Sezione 9, perfette quelle dei Tachikoma, assolutamente identiche all’originale nipponico, mentre alcuni dubbi lascia talvolta il doppiaggio dei personaggi secondari, forse troppo cacofonico, caricaturale e grottesco in taluni frangenti.

Tra gli extra da notare oltre alle interessanti interviste con Kenji Kamiyama (regista) ed Atsuko Tanaka (doppiatrice di Motoko Kusanagi nella versione nipponica), i brevi sketch dei Tachikoma presenti a seguito di ogni episodio, per un prodotto veramente completo in ogni suo aspetto. In merito alle interviste l’unico appunto che forse è possibile muovere all’operato di Panini riguarda la scelta del color rosso per riempire i font dei sottotitoli posizionati in alto, spesso difficilmente leggibili.

Ghost in The Shell: Stand Alone Complex Ghost in The Shell: Stand Alone Complex è certamente uno dei migliori, se non il migliore, prodotto d’animazione attualmente disponibile in Italia. L’edizione Panini risulta impeccabile, l’anime è certamente una perla rara: è una serie televisiva nuova e appassionante con un comparto audio video semplicemente stellare. Un prodotto imperdibile per tutti gli appassionati del cyberpunk e degli anima d’azione.