Recensione Ghostface

Sangue, Ninja e Sparatorie, e siamo solo al primo round!

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Articolo a cura di

Testi di Silvio "Shiruz" Mazzitelli
Qui in redazione siamo gente senza paura pronti a recensire qualsiasi fumetto in circolazione non curanti di quanto possa essere violento o splatter. Abbiamo addestrato dei veri guerrieri dell'arte otaku pronti a conoscere ogni minima arte marziale inventata o colpo segreto mai conosciuto, pronti a studiare ogni nuova uscita puramente action in uscita nelle vostre fumetterie di fiducia. E potevano questi intrepidi e coraggiosi guerrieri della carta stampata farsi sfuggire una nuova uscita succulenta come GhostFace?
GhostFace è il nuovo manwha di Hyung Min-Woo famoso autore di Priest, da cui è stata addirittura tratta una versione cinematografica hollywoodiana. La storia è ambientata in un mondo post apocalittico/futuristico da qualche parte in Asia, in un posto non meglio precisato. Fin dai tempi remoti si narra che esisteva un'isola sacra, inviolabile anche dal sovrano del paese e dal suo esercito, dove anche le leggi del mondo umano non avevano valore. Per questo motivo molti criminali vi trovavano rifugio. Ma su quest'isola esisteva una sola legge: chiunque vi approdava non poteva più lasciarla e chiunque violasse le leggi dell'isola veniva punito con la morte, quest'isola è chiamata l'isola di Sodo. Tornati al presente, in un mondo pieno di tecnologia e reduce dalla terza guerra mondiale, vediamo come quest'isola sia diventata una specie di mondo a parte, riconosciuta come zona extraterritoriale a livello internazionale e dove neanche i satelliti possono spiare. Da oltre mezzo secolo nessuno sa nulla di cosa succede sull'isola di Sodo.

Fino a quando un presunto guerriero proveniente da quest'isola compie un massacro per rubare una droga speciale per fini militari. Il ritorno di questo guerriero all'isola di Sodo darà per la prima volta il via a un'operazione militare che ci porterà all'interno della misteriosa isola. Questo primo numero è più un'introduzione alla storia dato che in pratica non si capisce ancora tanto della trama. Anche i personaggi principali sembrano appena accennati ma già solo a vedere il loro look sembrano promettere bene. Il nostro istinto ci dice che dal prossimo numero inizierà una fiera di mazzate, sbudellamenti e esplosioni (che ci stanno sempre bene, ammettiamolo) degne di nota. Una cosa che colpisce di questo "manwha" è che nonostante appunto l'autore sia coreano il formato non assomiglia affatto al classico volumetto orientale ma ricorda in tutto e per tutto le graphic novel americane. Infatti non solo ha lo stesso formato ma anche le pagine sono tutte a colori.

Anche i personaggi sono un ottimo mix fra lo stile orientale e americano, fra tizi muscolosi e tamarri, fanciulle tutte curve e personaggi con vestiti e fattezze di stampo orientale. Molti noteranno che alcuni personaggi sembrano usciti da un videogioco, per esempio alcuni corpi speciali sembrano indossare una tuta uscita da Metal Gear Solid compresa la benda sull'occhio, mentre le donne ninja sembrano uscite da Mortal Kombat. In effetti l'atmosfera da videogioco viene ricordata anche solo guardando sulla copertina dove noterete che non c'è scritto volume 1 ma Round 1.
Per finire, il formato del volume è ottimo, com'è consuetudine della Flashbook da cui è pubblicato questo manwha. Come abbiamo già detto è un formato uguale a un comic americano più che a un manga, con tutte le pagine a colori stampate su un'ottima carta, che ne giustificano il prezzo. Attualmente in patria sono usciti solo 3 numeri ma si dice che in totale sarà composto da 5 numeri.

Ghostface GhostFace è di sicuro un prodotto che stimola la curiosità di chiunque cerchi un mix fra lo stile orientale o occidentale, ma ci sentiamo di consigliarlo anche ai lettori voraci di comics americani che vogliono avvicinarsi al mondo del fumetto orientale. Noi in redazione attendiamo con impazienza il prossimo numero per vedere se le pro/pre/messe di questo primo numero saranno mantenute.

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