Recensione Great Teacher Onizuka

Oltre 40 episodi in compagnia del più grande insegnante del Giappone!

recensione Great Teacher Onizuka
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L’universo di Onizuka nasce nel 1990 dalla matita di Tohru Fujisawa con la pubblicazione di Shonan Junai Gumi, in cui vediamo il futuro Great Teacher ancora alle superiori. Circa 6 anni dopo viene pubblicato il manga di GTO, che riscuote un grande successo da cui l’adattamento televisivo, anch’esso molto ben accolto dal pubblico. Ad un primo confronto con Shonan Junai Gumi, appare subito che in GTO Fujisawa ha voluto fare di Onizuka un vero ribelle, sottraendo le sue stravaganze all’impeto giovanile cui molto si scusa per renderle appannaggio di un personaggio che, soprattutto messo a confronto con gli altri insegnanti, è un vero anarchico, sebbene del tutto apoliticizzato. E proprio sulla portata del messaggio di divertimento e rivolta veicolato da GTO, tanto semplice e dirompente quanto purtroppo ingenuo, è il caso di riflettere un poco. Come infatti l’ingenuità smussa la corrosività della serie, così la mancanza di pretese intellettualistiche e la grande allegria e spensieratezza che la pervadono la rendono difficilmente addomesticabile dagli sciocchi patiti della controcultura.
Possiamo quindi promuovere fin da adesso Onizuka nella classe degli anarchici, consci che egli non rompe totalmente con il sistema, ma anche che un individuo come lui riesce veramente ad accendere una luce nelle tenebre.

Great Teacher Onizuka

“È vero che sono un po’ stupido, un attaccabrighe e probabilmente non la persona più adatta all’insegnamento, ma se io fossi un professore non farei mai lo sbaglio di chiamare i miei alunni rifiuti”

Eikichi Onizuka è un ex teppista di strada, teppista anche di prima categoria, di quelli che solitamente finiscono o a far lavoracci o nella criminalità. Lui, invece, un po’ per il desiderio di poter flirtare con le giovani studentesse, un po’ per prendersi una rivincita verso una scuola che tratta quelli della sua razza come rifiuti, ha deciso di diventare insegnante, per precisione il più grande insegnante del Giappone.
Laureatosi all’università di 5° categoria di Eurasia ( 1° lezione: disprezzate tutte le distinzioni di merito assegnate dalla società ) riesce, dopo qualche peripezia, a farsi assumere nel prestigioso istituto privato Seirin, dove gli verrà affidata la difficile 4° sezione del 3° anno ( delle medie ), una classe capace di far uscire di testa vari professori prima di lui. Tutti gli studenti della sezione infatti provano un giustificato risentimento e disprezzo per la classe professorale, sentimento fondato tanto sugli effettivi difetti di molti di loro quanto sulle delusioni ricevute da quegli insegnanti che si compiacevano a giocare a fare gli amici degli studenti ( 2° lezione: diffidate dei prof ). Nei confronti di Onizuka però, dopo la diffidenza iniziale, proveranno tutti fiducia semplicemente perché il professore si è ripetutamente dimostrato dalla loro parte, assumendosi di volta in volta tutti i rischi del caso e non ritirandosi codardamente nel suo ruolo istituzionale al comparire di autorità superiori ( 3° lezione: diffidate soprattutto dei professori che vi fanno le moine ma poi vi subordinano agli altri membri del corpo docente e ai “grandi“! ).
Ma come non fidarsi d’altronde di uno che ricorda, lui stesso prima di tutti, che lo spirito di classe tra gli studenti è un valore di gran lunga più elevato da preservare che l’ubbidienza al corpo docente o comunque alle regole? ( 4° lezione: cfr. ep. 4 “Io non potrò mai avere fiducia in qualcuno che fa la spia sui suoi compagni”. )

Eikichi Onizuka’s Special Lessons

Di opere contro l’idiozia della scuola-istituzione ce ne sono tante, anche in Occidente. Quelle occidentali però - una per tutte Dead Poets Society - sono in realtà imperniate su di una falsa rivolta che, volendo preservare il valore della cultura, all'atto pratico non sarà altro che la morale dello studentello un po’ dotato beniamino del prof di letteratura di turno.
GTO invece è un’opera di tutt’altro stampo che, armata di divertimento, s’oppone realmente al sistema (educativo): in esso infatti il valore della cultura non trova posto alcuno, rimane invece il valore dell’autentica amicizia, dello spirito di classe, del divertimento contro il grigiore dei libri e delle lezioni, della grandezza di spirito contro la grettezza di voti e gratificazioni buoni solo a far germogliare un’odiosa competitività.
Valori incarnati tutti insieme in Onizuka, che innanzitutto è uno che cerca davvero di dare una mano ai suoi studenti, una mano non a fargli capire che 2+2 fa quattro o quanto profondamente soffriva il Leopardi di turno, bensì a soffrire di meno, divertirsi di più e passare meno tempo possibile su noiosi e mortiferi testi scolastici.
D’altro canto però, quanto insegnato dal Great Teacher, uscendo dall’ambito prettamente scolastico, assume anche un forte valore di rifiuto contro i miti del successo e della competitività imposti dalla società odierna. Miti che, badate bene, assumono spesso le accattivanti forme di un “Avanti i migliori” ma che poi si rivestono di grande squallore allorché si rivelerà l’altra faccia di una morale del genere, cioè una competitività sfrenata che porta l’uomo a sgretolarsi tra gli ingranaggi di una società che, non volendo usare il termine retorico di inumana, ha comunque ben poco di quella gioia di vivere, allegria e spensieratezza che Onizuka introduce appunto nel tristo istituto Seirin.

La serie, della durata di 43 episodi, si dipana in svariate puntate o al massimo mini-saghe autoconclusive, le quali portano comunque avanti un discorso cronologico ben definito, ovvero l’inserimento progressivo di Onizuka nell’istituto Seirin e il graduale conseguimento della fiducia di tutti gli studenti. Ad ogni episodio o mini-saga è riservato trattare le avventure di Onizuka in relazione ad un particolare studente o situazione; ciò che è eccezionale, in un programma tanto classico, è che le singole storie attraverso le quali vediamo Onizuka guadagnare la fiducia della classe, mettono in scena personaggi di buona profondità e un‘analisi della situazione di non minor valore. Il tutto però tra grandi risate e con apparente spensieratezza, ovvero la leggerezza di episodi filler con contenuti da fare invidia a serie intere niente male!

Edizione Italiana

L’anime è stato portato in Italia da Dynit che ormai lo ha ripubblicato più volte in varie versioni, con prezzo ed extra variabili. Eguali per tutte la soddisfacente traccia video e le due tracce audio ( 2.0 DD ita e jap ) con sottotitoli abbinati. Disponibili un po’ ovunque e a prezzi estremamente variabili ( si va dagli oltre 80 euro fino addirittura ai 30 per lo stesso identico prodotto ) sia la prima versione in 9 dvd singoli con box raccoglitore sia quella in 3 box set da 3 dvd ciascuno. A voi la scelta!

GTO - Great Teacher Onizuka Rivedere Onizuka ad anni di distanza e con uno spirito critico più sviluppato invece che mostrarcene le debolezze ce lo ha confermato come uno degli anime più divertenti, intelligenti e piacevoli degli anni ’90. Tutta la forza di Eikichi sta nella sua demitizzazione dei valori sociali ( denaro, successo, cultura ) cui contrappone grandezza di spirito e quella voglia di divertirsi che con gli anni si perde o si confina in stupide attività di sfogo quando invece dovrebbe pervadere ogni nostro momento ma soprattutto annientare quell’odioso spirito di (impostata) serietà misura della piccolezza dell’uomo.