Recensione Groizer X

Archeologia robotica in questo anime del 1976

INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

Go Nagai?

Che livelli può raggiungere il feticismo per un autore? Cosa può sopportare un otaku o un semplice appassionato, pur di avere qualcosa del suo mangaka preferito? Chi comprerà Groizer X?
Il nome di Go Nagai giganteggia nei trailer di questa serie robotica; quello stesso nome, sul retro del dvd, viene associato al termine "supervisione". Ma Nagai lo avrà davvero visto Groizer X?
Gli anime robotici, si sa, sono più o meno tutti uguali: alcuni si distinguono per bellezza del robot, altri per il design dei nemici, altri ancora per una cura maggiore della trama... Groizer X riesce ad essere carente sotto tutti gli aspetti: uno dei robot più brutti che abbiano mai difeso il Giappone viene guidato da un ragazzo e una ragazza con tute improbabili e caschi al limite dell'osceno (potete vedere da voi le immagini); i nemici sono banali e i mostri meccanici tra i più brutti che io ricordi, e ne ricordo parecchi. Le trame sono soporifere e i combattimenti tutt'altro che esaltanti, con colpi speciali per niente speciali.

A proposito di trama...

La razza aliena dei Gaylariani precipita sulla Terra più di 300 anni fa, ibernandosi tra i ghiacci polari. Durante la seconda guerra mondiale, la potenza della bomba atomica manda in tilt i macchinari per l'ibernazione, e la fazione più violenta del popolo Gaylar decide quindi di invadere la Terra, cominciando da una piccola nazione... lascio a voi indovinare quale. Viene costruito allo scopo il potentissimo robot antropomorfo Groizer X, capace di trasformarsi in un veicolo volante. Prima che il Groizer possa essere usato per distruggere il Giappone, la figlia del suo ideatore - Rita - se ne impossessa e fugge, ma durante questo tentativo viene colpita e sviene. Viene ritrovata da Joe Kaisaka, un giovane e irruente pilota di aereo, che insieme a lei si assumerà il compito di distruggere i Gaylariani, i quali intanto attaccano il Giappone con altri robot meccanici che si son procurati chissà come.
Con questo spunto cominciano le avventure del robot "supervisionato" da Go Nagai, e come è consuetudine di questo genere, tutte seguono lo stesso schema, che vede il Groizer sconfiggere un nemico a puntata nei cinque minuti finali di ogni episodio...

L'edizione

Poca roba negli extra del dvd: un breve clip che mostra le differenze prima e dopo il restauro, i titoli giapponesi degli episodi, le schede di Joe e Rita e la vecchia sigla italiana.
L'audio è Dolby Digital mono in giapponese e italiano, i sottotitoli solo in italiano.
L'anime è ormai datato (1976) e quindi lo stile è quello dei robottoni anni ‘70, ma anche in confronto a questi Groizer sfigura, per via di animazioni fatte in economia e disegni altalenanti. Nonostante la bella operazione di restauro, rimane comunque della sporcizia video, mentre l'audio, seppur buono, presenta comunque il doppiaggio del passaggio televisivo (di “appena” 25 anni fa). Questo doppiaggio è croce e delizia di questi dvd: se da un lato è ovviamente scadente rispetto a uno moderno (anche restaurato), dall'altro si tratta di un autentico viaggio nel tempo... ci sono le voci dell'infanzia di molti di noi, c'è un modo di doppiare e di intendere il doppiaggio che non esiste più (per fortuna).

Groizer X A chi consigliare dunque questa serie di ben sette dvd? Se non siete maniaci completisti di Nagai, e se non avete una viscerale passione per i prodotti anni ‘70 o per le serie robotiche, l'unico vero motivo per aggiungere Groizer X alla vostra collezione potrebbe essere la nostalgia, l'unica ragione plausibile per dare una possibilità a questi onesti dvd: non l'altisonante nome di Nagai su un prodotto oggettivamente scadente, quanto la possibilità di un vero e proprio tuffo nel passato, fatto di personaggi ingenui che combattevano, con voci caricaturali, in un mondo fatto ancora di buoni o cattivi.