Recensione Harlock Saga. L'anello dei nibelunghi - Anime

Musica e colori ridanno la vita ad un anime mediocre

Articolo a cura di

Con le migliori intenzioni

A sciorinare le lodi delle opere wagneriane, capaci di menare la mente dello spettatore per celestiali luoghi, si son impegnati in molti ben più autorevoli di noi; eviteremo quindi in questa recensione di far altre e superflue lodi all’inenarrabile bravura del maestro tedesco. Si potrà parlare invece di un’utopia che diventa realtà grazie alla tecnologia, portare Wagner sullo schermo e non con degli attori veri, il che non potrebbe sfociare in altro che una versione teatrale sublimata da finezze stilistiche o in un film reso kitsch da effetti speciali per necessità appariscentissimi, bensì in anime, mezzo davvero eccelso per rappresentazioni con così ampi contenuti fantastici.
Un po’ un peccato, un po’ una fortuna è che il progetto sia stato diretto da Leiji Matsumoto. Fortuna perché il suo tratto, specialmente nelle figure femmnili, riesce a dare un carattere così etereo ai personaggi da renderli più simili a dei che a uomini; peccato perché il progetto gli è stato affidato in quanto è la versione animata di un suo manga non molto fortunato ( recensione ).
L’occasione potrebbe comunque essere buona a che il regista riscatti la sua precedente opera, sostenuto in ciò dal poter usare le musiche di Wagner e dall’avere l’anime rispetto al manga maggiori capacità evocatrici per sua stessa natura.

La fusione di due universi

La trama di questa bizzarra trasfigurazione dell’anello nasce dalla fusione di due universi differenti tra loro per personaggi e ambientazione spazio-temporale: quello dell’anello wagneriano e quello “matsumotiano” con tutti i suoi personaggi; rimandiamo pertanto a fonti diversi (e.g. Wikipedia) chi si trovasse in confusione con nomi e quant’altro.
In un futuro lontano nel quale le vicende dell’Anello vengono prese come una leggenda tramandata da antichi libri, si ripropongono le gesta che furono una volta e di cui serbano ricordo come eventi realmente accaduti solo gli esseri che le vissero in prima persona. L’immortalità degli dei, garantita dalla melodia congiunta di due organi suonati da Freija e Mime, è in pericolo poiché Mime, avendo saputo che suo fratello Alberich vuole rubare nuovamente l’Oro Del Reno, ha lasciato il suo organo ed è andata nel leggendario pianeta ad aiutare le tre fanciulle custodi del tesoro nel loro compito.
Gli eventi volgono però al peggio: Alberich ha pieno successo, riuscendo anche, appena rubato l’oro, a farsi forgiare lo straordinario anello che dà potere inimmaginabile e la fuga di Mime alla ricerca del fratello si è rivelata inutile.
Il mondo è ormai sull’orlo del chaos e sugli dei si cominciano a scorgere piccoli segni di vecchiaia. Harlock, Tochiro e altri eroi dell’universo di Matsumoto, tutti amici di Mime, decidono allora di correre in aiuto dell’eterea suonatrice che, intanto, è stata duramente richiamata da Odino al suo dovere. In questi tragici eventi anche Freija, responsabile dell’altro organo, si trova in un amara situazione: Odino l’ha infatti promessa in sposa ai due orribili giganti Fafner e Fasolt come pagamento per la costruzione d’una magnifica dimora celeste; i due però, fiaccati come gli altri dalla mancanza del duplice suono degli organi, richiedono un piccolo anticipo nel pagamento.

Japanese Wagner

L’opera parte con i migliori presupposti e, se non fosse che consiste pur sempre nella versione animata d’un manga mediocre e NON nella trasposizione animata dell’anello, le pretese sarebbero altissime. Essa, composta di 6 episodi dalla durata di 25 minuti circa, mette in scena i primi due volumi del manga, con i quali condivide il titolo L’Oro Del Reno, che a loro volta sono ispirati con grandissima approssimazione al primo atto della tetralogia wagneriana. Diversamente dalla versione cartacea è possibile attribuirgli più pregi che difetti. In primis la presenza di una base musicale che riesce a restituire un po’ del pathos originale quasi persosi del tutto al momento dell’adattamento in fumetto. In secundis gli ottimi disegni che, pur essendo i medesimi della tanto bistrattata opera cartacea, hanno guadagnato così tanta espressività e, azzarderemo dire, poesia con la colorazione da costituire indubbiamente un punto a favore. Per le tematiche valga invece lo stesso discorso fatto nella recensione del manga. Ovvero si perdono molti degli aspetti filosofici dati da Wagner al suo lavoro per acquisirne degli altri, che sono quelli tipici di Matsumoto. Leit motiv della miniserie è una forte critica ai valori oligarchici e aristocratici, rappresentati da Odino e gli altri dei, i quali son visti sia come entità crudeli ed egoiste, sia come esseri incapaci e indegni di mantenere gli antichi privilegi. In definitiva si tratta di un pregevole lavoro, indubbiamente superiore al genitore cartaceo, ma leggermente rovinato dal fatto che è concesso uno spazio relativamente angusto alle bellissime musiche a disposizione.

Edizione DvD

La serie viene proposta in Italia da Dynit, che offre nel suo catalogo due edizioni: l’una budget, l’altra più costosa e piena di extra. Le due hanno in comune le tracce audio/video e di essere entrambe su due DVD, la cui confezione è però composta da una custodia amaray singola per la prima e da due custodie per la seconda. La traccia video è in 4:3 ed, eccettuato un leggero rumore video (forse presente anche sul master originale, forse addirittura voluto per conferire un aspetto più cinematografico), è praticamente perfetta, offrendo colori brillanti e un ottimo contrasto. Un discreto lavoro è stato svolto anche nel settore audio: il doppiaggio, grazie pure agli appropriati timbri vocali, è molto buono e le due tracce (italiano, Dolby Digital 2.0 - stereo - giapponese, Dolby Digital 2.0) svolgono egregiamente il loro lavoro. Nonostante ciò rimane il fatto che una 5.1 per Wagner fosse d’uopo. Sostanziali differenze tra le due le troviamo allorquando cominciano a parlare di extra: la prima ne è del tutto priva, la seconda né è piena fino all’eccesso (sono presenti, oltre ai vari trailers, sigle textless e schede dei personaggi, vari approfondimenti video sull’anello). A fronte di tutto ciò una variazione di prezzo (22 euro l’edizione economica, 15 per 2 quella special) che è anche abbastanza lieve.

Harlock Saga. L'anello dei nibelunghi - Anime Ci troviamo di fronte a un prodotto particolare, la cui fascia di pubblico va individuata più negli amanti delle opere barocche che in quelli di Wagner o Matsumoto. Invitando gli altri a ponderarne l’acquisto, consigliamo quindi l’opera solo a chi sia fortemente attratto dall’idea di un “collaborazione” tra questi due grandi maestri, collaborazione che certo s’esprime molto più nell’anime che nel manga. Se avete dubbi su quale edizione prendere, tenete a mente che il rapporto qualità/prezzo è tutto a favore della special.