Recensione Harmagedon

Fantascienza anni 80 firmata da autori d'eccezione

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Harmageddon

Annunciato nella scorsa primavera, Harmagedon - Guerra contro Genma rappresenta una delle ultime cinque novità in campo animato della DynIt. Questo lungometraggio, targato Rintaro (Metropolis e Capitan Harlock) in cabina registica, risale al 1983 e come prevedibile risente un po' dell'anzianità, soprattutto per quanto riguarda gli effetti speciali. Come charadesigner (disegno dei volti e del design dei personaggi) troviamo il riconoscibilissimo Katsuhira Otomo, autore del famoso Akira e del più recente Steamboy. La sceneggiatura di questo film è invece affidata al trio C.Katsura, M.Naito e M.Masaki ed è basata sul romanzo di K.Hirai. Le musiche, di Keith Emerson, contribuiscono fin dalle prime battute a creare l'atmosfera da fantascienza-horror che contraddistingue questa storia. Questo film d'animazione è chiaramente un classico figlio della letteratura giapponese degli anni '80 e si riallaccia al genere, molto sfruttato anche dallo stesso Otomo, in cui il mondo deve sottostare ad una grande minaccia che viene dall'ignoto e gli unici in grado di salvarlo sono delle persone apparentemente normali, per lo più esper, che però possiedono poteri psichici in grado di salvare la Terra. Quindi Harmagedon non rappresenta una grande novità nel genere (nello stesso filone possiamo ricordare diversi altri lavori nati nello stesso periodo), ma nel complesso risulta essere un prodotto piacevole da vedere.


Genma in cerca dell'entropia

A milioni di anni luce dalla Terra, Genma sta lentamente, ma inesorabilmente, distruggendo l'intero universo, annientando ogni forma di vita e riconducendo tutto all'entropia. Obiettivo di Genma, dopo aver sconfitto Vega, unico paladino alieno rimasto a protezione dell'universo, è di usare quest'ultimo per uccidere Luna, la guerriera psichica della Terra. Ma per fortuna degli abitanti umani l'incidente in cui viene coinvolta Luna permette ad essa di risvegliare i suoi poteri e di assumere le sembianze della condottiera terrestre. Protagonisti non saranno però Vega, tornato in vita, e Luna, bensì il giovane Jo Azuma, adolescente di Tokyo che deve ritrovare i suoi poteri per contrastare il volere distruttivo di Genma. Piano piano verrà allontanato dalle cose a lui più care e verrà addestrato con delle prove, anche ardue, dai due condottieri che vogliono preparare la Terra allo scontro finale. Il canovaccio di questo lungometraggio è abbastanza semplice e lineare, con tutti i cliché e gli stereotipi del caso: la Terra deve prepararsi alla grande battaglia finale, prima di cui ci saranno gli scontri che forgeranno l'animo dell'indeciso Jo e che gli daranno la forza per affrontare tutte le peripezie e le disavventure che il destino gli riserverà. Interessante sarà vedere i viaggi nella psiche umana che verranno affrontati per rafforzare la volontà dei protagonisti e per trovare la forza di sconfiggere il male. In un finale che punta al climax si arriverà alla battaglia tra Genma e i gli esper terrestri, per quel conflitto che deciderà le sorti della Terra... e dell'intero universo.


Analisi e parte tecnica

Arrivato in Italia 23 anni dopo la sua creazione, questo lungometraggio paga per una scarsa realizzazione tecnica, soprattutto per quanto riguarda gli effetti speciali. Essendo comunque un film (pensato quindi per il grande schermo) è dotato di animazioni molto buone e fluide che non sembrano risentire degli anni, a differenza della trama con un certa obsolescenza. Questo tipo di fantascienza è difatti tipica degli anni '80, in cui aleggiava ancora la paura dell'ignoto e in cui era molto facile trovare, nell'animazione, un netto deistinguo tra bene e male. Se fosse arrivato una decina di anni fa sicuramente questo prodotto avrebbe avuto molto di più da offrire, nonostante la trama e la struttura rendano il film comunque non noioso e gradevole, durante tutti i 120 minuti di durata, in cui le musiche di Keith Emerson accompagnano lo scioglimento dell'intreccio e permettono di mantenere alta la tensione e la suspence. I personaggi, ben caratterizzati, sono credibili e mai eccessivi nei loro comportamenti. Non ci sono grossi cali di tensione e questo è sicuramente un punto a favore del film, anche se è da sottolineare in alcuni momenti un leggero calo del ritmo narrativo.
All'inserimento del DVD partiranno in automatico i trailer delle opere annunciate in primavera dalla DynIt, per poi introdurci nel mondo di Harmagedon. Dal punto di vista video non si notano particolari problemi di rumore o di compressione (giusto qualche leggera sbavatura), con una traccia (in 16:9) che in fin dei conti, considerati gli anni, risulta fin troppo buona. Il DVD contiene due tracce audio, Italiano e Giapponese in Dolby Surround 2.0, entrambe pregevoli ma non eclatanti.
Come extra troveremo anche tutti gli altri trailer DynIt, l'art gallery, le schede dei personaggi e i vari trailer, originali e promozionali, di Harmagedon stesso. In sostanza come contenuti speciali siamo nella media e non viene aggiunto molto che non si possa desumere già dalla visione. Nell'amaray troveremo anche un booklet a colori di 4 pagine con i crediti del cast italiano e giapponese che hanno contribuito alla creazione di questo lungometraggio.

Harmagedon Harmagedon è consigliato sicuramente ai nostalgici e agli amanti della fantascienza anni ’80, ma sicuramente per i novizi del genere risulterà alquanto datato e obsoleto. Ispirato alla famosa leggenda biblica riservata alla fine del mondo, Harmagedon narra la storia di alcuni esper che devono salvare la Terra dalla minaccia di Genma. Nonostante il grande staff alle spalle e la presenza di alcuni nomi importanti come Otomo e Rintaro questo film paga troppo il peso gli anni e difficilmente piacerà ai più giovani. Dal canto suo possiamo citare come lati positivi il procedere della storia senza troppi cali narrativi, una buona tensione durante la visione e soprattutto le musiche di Keith Emerson che contribuiscono all’accrescimento del climax finale. Gli effetti speciali scadenti sono compensati dalle buone animazioni, ma complessivamente resta un titolo che probabilmente avrebbe meritato più spazio qualche anno fa...