Recensione Hellblazer: figlio dell'uomo

John Costantine in una storia non per tutti

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Figlio dell'uomo

Non si può ingannare la morte...
Ma se qualcuno ti punta una pistola alla tempia, faresti certamente di tutto per provarci!

In Hellblazer: figlio dell’uomo, Garth Ennis (il co-creatore dell’acclamato Preacher) si unisce a John Higgins (suo collaboratore artisco in Pride & Joy) per narrare un angosciante errore del passato, tornato a tormentare il manipolatore inglese per eccellenza.

L'ultima volta di Ennis

L’ultima storia (finora) di Ennis su Hellblazer è appena stata ristampata dalla Planeta De Agostini visto che la precedente edizione Magic Press è esaurita (per i collezionisti possiamo dire che il valore della prima edizione è stimato intorno ai 25 euro).
Storia di certo non facile, dai temi forti e fortemente provocatoria.

Il volume inizia con Chas, l’amico tassista, che chiede aiuto all’infallibile mago della Vertigo, suo amico fraterno, per uscire dai guai.
Chas, alla guida del suo cab, è stato incastrato e ora il temutissimo boss londinese old style Harry Cooper lo vuole eliminare.
John presta il suo aiuto all’amico ma al solo sentire nominare il nome di Harry Cooper l’ombra della paura lo assale.
Gli spettri del passato riaffiorano e gridano vendetta.

Anni indietro, subito dopo l’incidente di Newcastle, il malavitoso inglese fece prelevare Costantine dal manicomio per affidargli un lavoro che solo il buon vecchio John poteva realizzare: riportare in vita il figlioletto del criminale appena morto in un incidente stradale.
Costantine è con le spalle al muro, deve realizzare l’impossibile, riportare in vita un morto, per salvarsi la pelle.
E allora, come sempre, fa quello che gli riesce meglio, riunisce una cricca di scapestrati maestri dell’occulto e monta su una truffa, solo che questa volta il gioco gli scappa di mano e la truffa è molto più pericolosa di quel che pensava.

“Figlio dell’uomo” è una storia cruda e violenta, in pieno stile Ennis, pronto come sempre a sparare sulle religioni organizzate, in questo caso tocca al Cristianesimo.
Ennis con questa storia vuole capovolgere molti dei punti di vista della società occidentale: sotto il titolo “figlio dell’uomo” (Son of Man) manifesta da subito tutte le sue intenzioni.
Comincia attaccando lo speranzoso luogo comune de “i bambini sono il nostro futuro” per arrivare a puntare dritto contro la paternità divina proponendoci una versione alternativa a tinte forti.
In tutto ciò John Costantine per sconfiggere il male mette in pratica un piano alla Scooby Doo (leggere per credere) e Ennis scrive di un uomo che solamente grazie alle sue capacità umane riesce a sconfiggere il sovrannaturale, senza ricorrere a magie arcane o altro.
Ma non vogliamo esagerare con le anticipazioni...

Ennis e Higgins: i padri della storia

Garth Ennis è un autore britannico nato nell'Irlanda del Nord, è conosciuto soprattutto per la serie della Vertigo Preacher, co-creata con il disegnatore Steve Dillon. Le sue opere sono caratterizzate da violenza estrema, umorismo nero e volgarità ma anche da un interesse nell'amicizia maschile e uno sdegno divertito verso le religioni organizzate.
I suoi lavori gli hanno fatto guadagnare grande credito e dei riconoscimenti nell'industria dei comics, tra cui un Eisner Award come "Miglior scrittore" nel 1998 e le candidature per i Comics Buyer's Guide Award come "Scrittore preferito" nel 1997, 1998, 1999 e 2000.
La sua serie The Boys (di cui abbiamo disponibile la recensione) disegnata da Darick Robertson, inizialmente annunciata per la Wildstorm che l'ha poi cancellata per problemi di censura, è stata in seguito pubblicata dalla Dynamit Entertainment.
John Higgins è il disegnatore di “Figlio dell’uomo” e anch’egli arriva dall’invasione britannica della DC. Molti dei suoi lavori sono stati realizzati per 2000 AD ed ha lavorato frequentemente con Alan Moore, ad esempio è lui il colorista dell’acclamato Watchmen.
Il suo stile ben si sposa con la prosa provocatrice di Ennis, basta vedere la tavola in cui Costantine finisce a letto con la sua vicina lesbica.
Higgins all’interno di questa storia, a sottolineare la paternità, lo sguardo dall’alto, utilizza spesso inquadrature a volo d'uccello per presentarci lo sguardo superiore espresso dalla volontà di Ennis.

Hellblazer: figlio dell'uomo Buon lavoro, ottimo come al solito Ennis, anche se stavolta tocca argomenti delicati (difficile scherzare con la religione e sperare che nessuno se la prenda a male). Proporre poi una nuova chiave di lettura non sempre è facile. Ennis è volgare, grezzo e cinico e per questo i fan lo adorano; Figlio dell’uomo sicuramente non sfugge a queste regole. Per “mature readers" o per “palati forti”.