Recensione Highlander - Vendetta Immortale

Recensione sull'anime ispirato alla celebre saga cinematografica

recensione Highlander - Vendetta Immortale
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“Ne resterà solo uno”

Buio
Scintille. Rumore di due lame che cozzano.
Musica dei Queen in sottofondo.


Celebre cliché dell’intera saga cine-televisiva di Highlander. Con cinque film al suo attivo, una serie televisiva composta da sei stagioni e una serie animata, Highlander entra di diritto in una delle serie di maggior successo degli ultimi vent’anni. All’appello mancava solo un film d’animazione, al quale la casa cinese IMAGI Animation Int (che dalla sua fondazione nel 2000 ha acquistato i diritti per la realizzazione di diversi nuovi prodotti d'animazione tra cui Gatchaman e Astroboy) risponde nel 2007. Ma andiamo con ordine.
La cronologia della serie può essere divisa in quattro linee temporali, ognuna ben distinta dall’altra. La prima e forse quella più amata nasce con il film di Russell Mulcahy nel 1986 e prosegue con altri due sequel, di cui forse avremmo fatto volentieri a meno. La seconda timeline è quella della serie televisiva, interpretata dal buon Adrian Paul nei panni di Duncan Mcloend, e terminata con due film distribuiti solo nel circuito DVD, i quali stravolgo il finale originale. La Terza timeline è quella della serie animata (1994), dove ritroviamo Ramirez alle prese con un mondo post-apocaliptico ed un nuovo immortale da addestrare, Quentin McLeod, contro il malvagio di turno.
La quarta ed ultima (per ora!) è quella legata a “Higlander search of vengeance”.

Piccoli editori, grandi speranze

Highlander - Vendetta Immortale verrà distribuito in Italia a partire dal 08/07/2009 dalla "Dall'Angelo Pictures".
In seguito, ma con modalità e data ancora da definire, anche l'ultimo lavoro di Mamoru Oshii: The Sky Crawlers, presentato alla 65ª Mostra di Venezia. In attesa di poter recensire il loro primo lavoro, noi tutti speriamo sia l'inizio di un nuovo sodalizio che porti in Italia un sempre maggior numero di cult giapponesi.

Il guerriero immortale

Anno Domini 2187. Colin MacLeond è un Highlander, un guerriero immortale condannato a vagare sulla terra fine alla fine dei tempi: unico modo per morire è venire decapitati. Secoli prima, McLeond vide la sua amata moglie, Moya, crocifissa da un generale romano ed immortale, Marcus Octavius; da qui ha inizio la guerra centenaria tra i due che attraverserà le varie epoche umane, dalle guerre napoleoniche alla seconda guerra mondiale solo per citarne alcune, fino a culminare in un distante futuro. In un mondo post-apocalittico la società è sull’orlo del collasso, gli uomini sono divisi tra cittadini di una metropoli ipertecnologica e reietti costretti a vivere nelle discariche.
In questo mondo alla fine ritroviamo Colin, sempre più in balia di dolorosi ricordi, alle prese con un gruppo di ribelli che cercano di sfuggire al virus letale che ha colpito gli abitanti della metropoli. Le loro avventure li porteranno a scoprire che il tiranno rinchiuso nella fortezza dorata non è altri che Marcus Octavius, unico responsabile della diffusione del morbo. Insieme ai suoi nuovi compagni, l'immortale McLeod cercherà di salvare i sopravvissuti sventando lo sterminio totale progettato da Marcus e portando a termine la propria vendetta.

Sesso, violenza e...

La regia è di Yoshiaki Kawagiri (giapponese), uno dei maggiori direttori di animazione: solo per citarne alcuni Ninja Scroll e Vampire Hunter D: Bloodlust; lo script è di David Abramowitz (americano) già autore della precedente serie animata; l’animazione è curata del celebre studio Madhouse (Trigun, Alexander, Animatrix), mentre il tutto è prodotto da una casa di Honk Kong.
Il trittico di nazionalità almeno sulla carta porta una ventata di novità ma purtroppo non è tutto oro quello che luccica. Va subito detto che Highlander Search of Vengeange (d’ora in poi HSV) è una delizia per gli occhi. Il veterano regista giapponese sa come trasformare, con un budget limitato, un film destinato a DVD in qualcosa che appartiene al grande schermo. L’iniziale scena di resurrezione di Colin, in un imponente monumento simil-stonehenge, è una sequenza di rara bellezza.
Naturalmente dopo aver contribuito, negli anni 80 e 90, allo sdoganamento degli anime grazie ai suoi eccessi di violenza e sesso, Kawagiri ne riempe letteralmente HSV. Le scene di sesso sono sporche e sudate ma mai volgari, i combattimenti hanno il giusto bilanciamento tra “esagerazione” e realismo, l’insieme di tutto dona allo spettatore una buona dose di eccitazione ed esaltazione. Ma arriviamo alle noti dolenti: l’intreccio è buono ma viene condizionato dalla piattezza dei dialoghi e da alcuni personaggi troppo stereotipati; primo tra tutti Colin, troppo preso dal suo ruolo di eroe tormentato. Le interazioni tra i caratteri sono molto semplicistiche, il loro sviluppo forzato e poco convincente. Il rapporto tra Colin e Dahlia è una meraviglia di convenienza narrativa, senza nessuno sforzo per mantenere la plausibilità. Lo stesso Marcus rimane invischiato nella sua mentalità troppo “hitleriana”, nella sua ricerca di creazione di una razza perfetta. Il problema è che nonostante tutto il film riesce a coinvolgere oltre ad avere alcune delle scene d’azione più belle degli ultimi anni. Se in un anime non cerchiamo introspezioni psicologiche ed intrecci narrativi degni del miglior Mamoru Oshii, HSV è quello che fa per noi: un film onesto e visionario.

Edizione

Il DVD vendetta Immortale viene pubblicato in Italia dalla “Dall Angelo Pictures” con discreti risultati. Il comparto video è dettagliato e nitido come dovrebbe essere la regola per un film d'animazione, anche se è da far notare un leggero problema di compressione nel nero. Di notevole livello anche l’audio in formato Dolby Digatl 5.1, cosi come il cast dei vari doppiatori. Purtroppo da notare la totale assenza di qualsiasi extra, ma sulla quale possiamo chiudere un occhio visto gli ottimi risultati sul fronte audio/video e la lodevole iniziativa di importare il titolo.

Highlander - Vendetta Immortale Highlander - Vendetta Immortale nasce con tutti i requisiti giusti per essere un capolavoro, ma purtroppo vi riesce solo a metà. Lo stile visionario e accattivate di Kawajiri e le superbe animazioni dello studio Madhouse non riescono a far chiudere "completamente" un occhio sulla piattezza dei dialoghi.