Recensione Honey and Clover

Le vicissitudini sentimentali di giovani universitari alle prime esperienze lavorative.

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Poveri ma contenti

Yuuta Takemoto, Takumi Mayama e Shinobu Morita sono tre giovani studenti che vivono insieme in un palazzo fatiscente. Un giorno il professore Shuuji Hanamoto presenta loro sua nipote Hagumi "Hagu" Hanamoto. Morita dichiara subito il suo amore per la tenere fanciulla (che molti scambiano per una bambina) anche se a volte si comporta in un modo piuttosto strano, per non dire da maniaco, mentre Takemoto non lascia trapelare i suoi sentimenti e tende a comportarsi da amico con la ragazza, che dal canto suo non dimostra particolare interesse per i due.
Il gruppo inoltre include anche Ayumi Yamada, una delle più belle e corteggiate ragazze della scuola, maestra nella creazione di vasi e oggetti in creta, innamorata perdutamente di Mayama, il quale però è l'unico a non ricambiare il sentimento. Il ragazzo infatti è a sua volta innamorato di una donna più grande con cui lavora, Rika Harada, la quale lo allontana per non urtare i suoi sentimenti.

Scelte più una perdita, che guadagno

In effetti a ben guardare lo svolgimento della storia, qui i personaggi "non scelgono di non scegliere", pur tuttavia i percorsi che intraprendono - di cui non si pentono sia chiaro! - sono spesso lastricati di tante lacrime (e lo sanno dall'inizio che sarebbe stato così). Ma è concepita come una sofferenza necessaria, altrimenti non seguirebbero i loro più profondi desideri.
In effetti la storia di base è essenziale: Takemoto, studente di architettura (come tutti i protagonisti) casca come una pera cotta davanti ad Hagumi, nipote di un suo professore; Morita, suo amico e compagno di stanza, invero alquanto eccentrico e criptico, mostra anche lui un certo interesse, almeno dal punto di vista estetico-professionale (diciamo che realizza pure un sito su di lei con foto da fatina/puffetta sfruttando le sue minute caratteristiche fisiche).
L'altro triangolo rappresenta quello "post-universitario", con personaggi quasi laureati, ovviamente più maturi, ma di certo con più lacerazioni sentimentali. Yamada, ragazza corteggiatissima, ha occhi solo per Mayama, un altro studente e compagno dei due precedenti, che però cerca in tutti i modi di farle intendere che egli è la persona sbagliata per lei. Infatti Mayama, di certo il più adulto della compagnia, avrebbe l'intenzione di convivere invece con Harada, una donna un po' più grande. Harada, vecchia amica del professor Shuji Hanamoto, si è buttata a capofitto nel lavoro, dopo l'incidente stradale che l'ha coinvolta insieme al suo compagno, che invece morì. Harada è precipitale in un dolore assoluto e si tiene lontana da tutti; Ayumi riesce un po' a starle vicino, ma questo soprattutto perché non la conosceva prima della disgrazia. Di tutte le storie sentimentali viste nei manga, questa è di certo una di quelle più sofferte: da un lato Harada chiusa nel suo dolore e dall'altro Mayama e Yamada, entrambi disposti a qualunque sacrificio per il proprio amore (le lacrime scorreranno a torrenti nei momenti in cui percepiranno perduto l'amato).

Tante chicche

Ecco, di certo il secondo triangolo ha toni molto seri e tragici, ma lo sviluppo del manga non ruota solo intorno a questo. Anzi. per buona parte della storia è il racconto della maturazione di Takemoto (e per certi versi la storia è costruita attorno al suo punto di vista). In fondo lui è generoso, ingenuo, poco incline a farsi valere. Di lui vedremo il suo percorso familiare (molto agrodolce), le incertezze nello studio, ma soprattutto le difficoltà a capire che ruolo (e non solo lavorativo) trovare nel mondo. È certamente questo il punto più interessante, che rende Honey and Clover forse una tra le storie più belle mai disegnate, vuoi anche perché è un qualcosa su cui tutti passiamo, oggigiorno soprattutto.
Tornando alle "chicche" segnaliamo solamente tutte le cose riguardanti il personaggio di Morita. Di recente avevamo letto che i giapponesi avevano eletto Light, di Death Note, come miglior personaggio in assoluto. Beh, se quello che conta è la stravaganza mentale, Morita ne sa offrire forse di più, essendo il personaggio comico della situazione.

Honey and Clover In definitiva, Honey and Clover offre personaggi tutti con un loro spessore. Non amano o soffrono "per copione". Quel che succede è per naturale svolgimento delle singole volontà di ognuno. E se vivere è amare, e amare è soffrire, diciamo che di vita vera ce n'è parecchia.