Recensione Honey Bitter

Honey Bitter: fantasy, giallo o sentimentale?

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Honey Bitter

Sulla scia delle sue ultime opere, peculiari per la commistione di generi ivi presenti (Partner e Andante), Miho Obana ha partorito un'altra serie non ben classificabile e, probabilmente proprio per questo, intrigante.
Pare proprio che su queste nuove opere che miscelano, al genere più puramente sentimentale, filoni d'altro genere, la Obana stia dando buona prova di sé stessa riuscendo a inserire, in maniera bene o male naturale, elementi atipici in contesti spesso stranianti: dopo l'orrore dell'uomo artificiale (Partner) e il dramma della grigia esistenza di chi si trova a vivere ai piedi di un vero e proprio fuoriclasse (Andante), in Honey Bitter avremo a che fare con una ragazza poco più che maggiorenne alle prese con i propri drammi sentimentali, agenzie investigative e poteri psichici, in un mix che tutto può essere tranne che scontato.

Investigazioni, poteri psichici e problemi post-adolescenziali

Shuri Otokawa, la protagonista di quest'opera, è una giovane ragazza con il sogno di lavorare nel campo dell'investigazione; grazie ad alcune conoscenze, Shuri ha seguito un tirocinio presso l'FBI, collaborando spesso e con successo alle ricerche statunitensi. Questo perché, oltre che abbastanza portata per il lavoro, Shuri è anche dotata di una particolarità che la contraddistingue rispetto agli altri agenti, è infatti capace di leggere nella mente delle persone come se esse fossero un libro che in alcuni punti è magari più o meno comprensibile... una telepatia imperfetta, dunque, che costituisce per lei uno dei più grandi vantaggi nel suo mestiere.
Ma Shuri non risulta essere una persona singolare unicamente per questo, anzi, il suo "potere" è una cosa che trapela poco e niente, rispetto alla ben sua più pressante insofferenza verso l'altro sesso; infatti in piena adolescenza la ragazza ha subito un pesante trauma che le pregiudica totalmente quasiasi rapporto più che professionale con il genere maschile.
Questo caso non le ha però causato problemi di sorta fino a quando, tornata in Giappone per lavorare nella ditta di investigazioni private di sua zia, vi ritrova il proprio ex-fidanzato, Riki Nijihara (responsabile, tra l'altro del trauma della ragazza) e inoltre uno strano ragazzo, Yota Kubo, che comincia a farle una romantica, incontenibile e continua corte spregiudicata.
E' questo l'incipit delle vicende che vedranno Shuri destreggiarsi tra investigazioni, poteri sovrannaturali e drammi sentimentali in una serie di situazioni sempre più concitate, il tutto ben orchestrato dall'abile mente dell'autrice.

Note ed Edizione

La storia di Honey Bitter, è un misto tra il genere giallo, sovrannaturale e romantico, in una commistione di generi nella quale l'autrice sembra sempre trovarsi più che a proprio agio (ad esempio tra gli altri possiamo ricordare Partner, a metà strada tra fantascienza e dramma sentimentale).
D'altronde la commistione di generi è anche uno dei caratteri che pregiudicano il pieno apprezzamento di questo manga, visto che la multiformità di una trama spesso risulta in una gestione più o meno caotica delle varie situazioni presenti.
Dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi, essi sono mediamente ben curati, secondo quanto è nel puro stile dell'autrice. Tutti i personaggi principali sono infatti estremamente ricchi sia nei tratti caratteriali che nella loro storia privata mentre i personaggi di contorno, sebbene meno trattati, tendono comunque ad avere delle peculiarità caratteristiche che non li declassano al ruolo di semplici 'comparse'.

Il tratto del disegno risulta invece essere quello morbido, semplice ed ordinato a cui l'autrice ha abituato i suoi lettori, reso però più maturo, probabilmente per via delle tematiche della trama.


Parlando invece dell'edizione, la serie è soggetta a una qualità di stampa e adattamento di alto livello, degni dello standard che DynIt riserva solitamente alle sue opere, con un'impaginazione ugualmente ad alta qualità; unica pecca pare essere il prezzo, mediamente più alto delle edizioni a pari qualità e pari numero di pagine.

Honey Bitter Honey Bitter è una lettura intrigante, che potrebbe favorevolmente interessare chi ha letto le opere dell'autrice precedentemente edite in Italia; ciononostante proprio il suo essere multiforme potrebbe nuocere all'interesse di chi non è abituato o interessato alle suddette commistioni di generi, che spesso, anche quando ben gestite (come in questo caso), tendono a risultare vagamente caotiche per il gran numero di situazioni di estrazione diversa presentate. Comunque consigliato, se non altro per le capacità registiche dell'autrice.