Recensione Hunter x Hunter

l'ultimo manga dall'autore di YuYu Hakusho

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Hunter X Hunter

Momento di pausa per il manga shonen firmato da Yoshihiro Togashi: problemi di stampo editoriale hanno costretto questa serie alla sospensione fino all’arrivo sugli schermi di Mediaset della serie animata. Quale occasione migliore per fare il punto della situazione su questo controverso fumetto? A discapito dello scarso successo infatti, bisogna ammettere che siamo di fronte ad una delle più originali e interessanti letture per ragazzi giunte in Italia negli ultimi tempi: divincolandosi da molti archetipi shonen, Hunter X Hunter propone un sapiente mix di personaggi interessanti, colpi di scena e scontri puramente tattici e basati più sulle capacità della mente che del corpo.
La serie è ancora in prosecuzione in Giappone; nel nostro paese siamo invece giunti al quattordicesimo volume.

Storia X Trama

La trama rientra in quella classe di storie che inizia lentamente, in maniera forse banale, per poi assumere sempre più spessore, anche se i punti forza del manga sono lampanti fin da subito.
Gon è solo un ragazzino, ma paventa un’agilità e uno spirito dell’avventura invidiabile; pur vivendo con la zia, è in realtà figlio di Freecss Ging, uno degli Hunter più famosi del mondo. Questi ultimi sono in realtà i membri di una vasta gilda suddivisa in varie specializzazioni: comun denominatore l’abilità e l’abitudine di gettarsi in situazioni pericolose per catturare ricercati o trovare tesori perduti.
Il giovane Gon fa casualmente conoscenza di un altro Hunter che gli svela le sue origini, prima ignote, e da quel momento l’unico fine del piccolo eroe è quello di trovare suo padre e seguire le sue orme diventando egli stesso un Hunter. Il primo passo è quello di sostenere l’esame di abilitazione, composto da una serie di prove di varia natura pensate per mettere sotto pressione sia il fisico che la mente.
Ma Hunter X Hunter è un’opera corale e in quanto tale affianca a Gon altri tre compagni che lo aiuteranno nell’impresa. Il primo è Leorio, uomo irascibile ma che nasconde un grande cuore: mira al premio in denaro per chi diventa Hunter in modo da coronare il suo sogno di diventare medico. Il secondo è Kurapika, membro della tribù Kuruta che è stata interamente sterminata da alcuni uomini con un ragno sulla schiena: facile intuire come sia animato dal desiderio di vendetta. Infine c’è Killua, che nonostante l’apparenza di un ragazzino, è in realtà il più forte e spietato del gruppo, in quanto membro di una famiglia di killer famosa in tutto il globo.
Nonostante l’incipit non sia dei più originali, la trama smetterà di essere palesemente lineare, da un lato presentando alcuni antagonisti, dall’altro facendo percorrere ai nostri eroi strade diverse, destinate comunque ad incrociarsi. Dopo l’esame di Hunter, dapprima assisteremo alle avventure di Killua e Gon che li porterà a migliorarsi, e successivamente alla saga della terribile brigata fantasma. L’ultima ramificazione della storia racconta i nostri eroi alle prese con una specie di gioco di ruolo basato con le carte, una sterzata abbastanza particolare che potrebbe non piacere a tutti.

Stile X Tecnica

Cos’ha di diverso Hunter x Hunter rispetto agli altri shonen? Fin dall’inizio il manga di Togashi prende le distanze dai classici cliché: gli scontri per lo più non prevedono combattimenti di arti marziali, e anche nel caso puntano tutto sulla strategia. Sarà molto più facile infatti vedere i personaggi meditare sui punti deboli dell’avversario, oppure studiare attentamente le loro tecniche in relazione alle proprie.
Nel mondo di HxH è presente un intero sistema di poteri spirituali diviso in varie classi (ogni personaggio è predisposto per una e una sola di esse), ognuna delle quali permette alcuni tipi di abilità. Ad esempio gli appartenenti alla “concretizzazione” saranno in grado di far prendere forma e consistenza alla propria energia interiore. Esistono sei classi e ognuna di esse è avvantaggiata/svantaggiata rispetto ad altre, creando un complesso ed interessante sistema di capacità e tecniche che dona un’ulteriore componente tattica, su cui l’autore gioca pesantemente nelle fasi inoltrate della storia.
Ancora più intriganti sono le missioni di gruppo, in cui i personaggi, per mezzo di acute osservazioni, studiano la tecnica migliore per ottenere il proprio obiettivo: mai nulla è lasciato al caso e il lettore non può che rimanere affascinato.
A differenza di altri fumetti, tuttavia, in HxH si ha uno dei pochi casi in cui il protagonista è forse il più scialbo dei personaggi, e nonostante gli intenti, risulta decisamente insipido. Anche Leorio non si può dire di certo particolarmente affascinante, nonostante la simpatia. Sebbene Killua e Kurapika risultino senza dubbio più riusciti assieme agli antagonisti (come Hisoka) non si può dire che questo sia esattamente il punto forte del manga.
La storia, come accennato, procede in maniera interessante, con molti colpi di scena e cambi di direzione, toccando l’apice con l’arrivo della brigata fantasma. A parte l’ultima direzione presa, che seppur mantenendo intatta la filosofia del manga ha diverse somiglianze con produzioni di stampo ben più commerciale, gli unici cali sono riscontrabili in alcune piccole cadute di stile in realtà evitabili (come ad esempio Gon, ragazzino, che nel giro di 10 pagine, senza alcuna spiegazione, riesce ad acquisire la forza per sollevare pesi da tonnellate).

Disegno X Edizione

Lo stile grafico di Togashi non sarà forse pulito come alcuni numeri di Yuyu Hakusho, ma neppure come gli scarabocchi (e non è un’iperbole) degli ultimi capitoli. Questa via di mezzo appare funzionale e gradevole, seppur lontana dallo stile di altri autori (anche per la povertà di alcuni sfondi): la speranza è che non scada come in passato. In ogni caso, da autore esperto quale è, riesce a rappresentare in maniera adeguata tutte le situazioni possibili, dai dialoghi spiritosi ai combattimenti più efferati.
Sul piano editoriale siamo di fronte ad un volumetto formato takobon sullo stile di Naruto, con tutte le conseguenze del caso. Pecette a profusione, unite ad alcune traduzioni opinabili (come Hunter tradotto in “cacciatore”) rendono il rapporto qualità prezzo non soddisfacente. E’ un vero peccato che Panini non dedichi la stessa cura a tutti i suoi manga.

Hunter x Hunter Manga Hunter X Hunter è un buon manga, non perfetto, ma decisamente interessante e coinvolgente. Riesce a portare un pizzico di originalità nel genere proponendo situazioni intelligenti e stuzzicanti, basando i combattimenti sulla strategia e l’inventiva dei protagonisti invece che sulla forza bruta. Il risultato è quanto mai gradevole nonostante alcuni problemi minori: è un peccato che al momento HxH non abbia avuto il successo che merita, a favore di altri manga decisamente mediocri. La speranza è che acquisti qualche lettore in più, nell’attesa della trasmissione della serie animata che dovrebbe segnare la ripresa della pubblicazione.