Recensione I cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas

Il prequel della serie originale è arrivato in Italia...

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The Lost Canvas - Il mito di Ade

E’ inevitabile che ogni nuova serie collegata agli ormai storici Cavalieri dello Zodiaco di Masami Kurumada debba esser valutata in confronto a quella che è la l'opera originale. Ma decretare cosa ha sancito il successo di questa storia è, tuttora, non semplice: una trama lineare, a volte scontata e prevedibile, si è scontrata con la creazione di personaggi che hanno saputo trasmettere l’epicità dei loro gesti e far assaporare al lettore un sapore di rivalsa, vittoria, sconfitta ed emozioni forti.
Questa nuova creazione, The Lost Canvas - Il mito di Ade, riuscirà a raggiungere gli apici e i climax vissuti nella serie originale? Questa opera è un prequel che narra la guerra sacra, spesso richiamata nella serie originale, antecedente a quella vissuta da Seiya e compagni.
A differenza di Episodio G, pubblicato in Italia sempre dalla Planet Manga, questo non si dimostra un manga innovativo, lontano dalle idee e soprattutto dal format originale e ciò è sicuramente dovuto alla presenza in cabina di regia di Masami Kurumada. L’autore della serie originale, infatti, partecipa a questa nuova opera in veste di sceneggiatore/scrittore, mentre ai disegni troviamo le matite di Shiori Teshirogi, purtroppo nei nostri lidi ancora sconosciuta e, quindi, alla sua prima opera in Italia.
Di questo “The Lost Canvas” va specificato che si tratta di un lavoro “a metà”, poiché a questo è affidata la continuity della storia originale, mentre lo stesso Kurumada si sta dedicando a Next Dimension, un’altra pubblicazione, completamente a colori e a cadenza irregolare, che condivide la storia iniziale, i personaggi e l’ambientazione con questa opera, ma al tempo stesso prenderà uno sviluppo diverso.

La Guerra Sacra

Tenma, Aron e Sasha sono tre ragazzi che, nel diciottesimo secolo (250 anni prima della Guerra Sacra combattuta da Seiya e compagni), vivono in Italia. Proprio tra di loro sono state scelta le incarnazioni terrene sia di Ade che di Atena. Questo sconvolgerà le loro amicizie e i loro rapporti, rendendo anche problematico opporsi l’uno all’altro e da questi avvenimenti partirà una lotta sanguinolenta tra i giovani cavalieri della Dea della Vittoria e gli Specter dominati dal Sovrano degli Inferi. Tenma dapprima viene reclutato come saint della Dea, istruito dal cavaliere della Bilancia Doko e, subito dopo, partito in missione per il suo paese, scopre che la dea altri non è che la sua amica di infanzia Sasha e che Ade rivive in Aron. Proprio nella cittadina dove si trovavano i tre amici vengono radunati gli Specter di Ade che danno via alla Guerra Sacra. Tenma, cavaliere di Pegaso, ed Aron si ritrovano subito faccia a faccia e da questo scontro prende il via la storia vera e propria di questo fumetto. Riusciranno i Saint di Atena ad avere la meglio? Una domanda piuttosto ovvia visto che conosciamo l’esito dalla serie originale, ma sarà interessante seguire il modo in cui avranno la meglio e osservare i cambiamenti dei vari Cavalieri.

Disegno&Edizione

Il disegno di Shiori Teshirogi è senza dubbio meno creativo ed estroso di quello di Megumu Okada (Cavalieri dello zodiaco - Episodio G), ma risponde in modo funzionale alle esigenze dei lettori. I protagonisti assomigliano molto ai disegni originali di Kurumada e, difatti, potrebbero piacere a quei lettori che hanno avuto difficoltà a digerire le “effeminatezze” disegnate in Episodio G. Le armature rimangono uno dei punti di forza del manga in quanto a bellezza, anche se non si riscontrano disegni molto originali, in quanto somiglianti a quelle della superba serie animata. Questa sorta di mix appare come un passo avanti rispetto allo stile grezzo di Kurumada, ma ancora lontano dai disegni stupendi di Shingo Araki (charadesigner della serie animata).
L’edizione è la canonica “sottiletta” Panini, in formato 12x18, con pagine interamente in bianco e nero e con una divisione di 96 o 112 pagine a seconda di quale metà di tankobon si tratti. L’edizione è economica, con una carta buona, ma con a volte i disegni che nei primi numeri sembrano a puntini e soprattutto si segnala la presenza di pecette. Va evidenziato però un miglioramento con l’uscita dei numeri. Da segnalare che per l’adattamento si è scelta una via di mezzo tra i nomi originali, se in inglese, e gli adattamenti italiani, quindi ci capiterà di trovare “Meteore di Pegaso” (traduzione italiana di Pegasus Ryuseiken) insieme al “Cosmic Marionation” di Minosse. Probabilmente ai fan sarebbe piaciuto di più ritrovare le soluzioni della serie originale edita da Star Comics. Sicuramente una continuity del lavoro svolto da Planet Manga con Episodio G.
Rimane il dubbio della scelta di non pubblicare anche le pagine a colori (presenti, spesso, ad inizio capitolo in originale), mentre per Episodio G si era almeno sperimentato ad inizio pubblicazione.

Analisi

Questa serie si presenta in maniera molto canonica sotto la lente di ingrandimento: storia quantomeno prevedibile e lineare, personaggi che possono far assaporare momenti di epicità senza troppe gag, un disegno semplice e funzionale. La sensazione di deja vu non è solo una possibilità, ma anche una realtà quando ci si troverà di fronte alle spiegazioni di Tenma riguardo al sentire il suo cosmo o quando vedremo alcuni particolari personaggi. Unica differenza è il cambiamento di carattere per alcuni protagonisti appartenenti alla stessa costellazione (Albafica e Aphrodite dei Pesci) e l'introduzione di quelli che saranno poi i futuri maestri dei Gold Saint da noi conosciuti. Finora la serie può reggere le aspettative dei fan, tenuto conto che la storia non potrà avere particolari sviluppi alternativi a quelli che sono gli esiti visti nella serie originale. Proprio per questo, bisogna sperare che arrivi presto in Italia anche Next Dimension. Difatti, essendo questa storia un excursus sulla prima guerra sacra gli avvenimenti sembrano esser troppo gemellari rispetto a quelli vissuti nella serie originale. Ci troviamo di fronte a un “non passo”: episodio G è stato spesso stroncato per i disegni, per una storia in cui gli appassionati non si rispecchiavano, ma comunque è stata un’opera innovativa. Questo Lost Canvas invece risulta un prodotto medio in ogni aspetto analizzato. Se siete fan di questi cavalieri farà al caso vostro, se già dopo la serie originale siete soddisfatti, allora questa serie difficilmente potrà offrirvi di più.

I cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas The Lost Canvas è un prodotto medio: non offre innovazione nella storia o nel disegno e può guadagnare punti solo agli occhi di un fan. L’idea di rivivere la prima Guerra Sacra dei Cavalieri di Atena può esser interessante, ma solo con il proseguire dei numeri capiremo se non ci si trova di fronte a una semplice ricostruzione o si proverà ad approfondire di più qualche personaggio. Purtroppo l’edizione non rende merito a una storia che, comunque, si prospetta piacevole e leggera e quindi potrebbe non invogliare a spendere soldi per questo fumetto. Se si è fan dell'operaoriginale, allora, The Lost Canvas merita sicuramente un’occhiata. Rileggere la prima serie rimane forse la scelta migliore per i fan che non vogliono rischiare di rovinare i loro ricordi legati ai mistici cavalieri di Atena.