Recensione I Giorni della Sposa

Dopo Emma, Mori Kaoru torna con un nuovo capolavoro

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Diciamocelo, quando abbiamo visto I giorni della sposa (乙嫁語り, Otoyomegatari) sullo scaffale della nostra fumetteria di fiducia non siamo riusciti a trattenere un'esclamazione estasiata. Alcuni avevano atteso con impazienza, altri non sapevano che questo manga sarebbe arrivato o forse era loro passato di mente, ma tutti abbiamo reagito nello stesso modo.
Per quanto senza fare troppo rumore, Mori Kaoru ci aveva già conquistati con quel suo stile elegante e pulito raccontando di una domestica che trova l'amore nel rampollo di una ricca famiglia di commercianti, nella Londra dell'epoca vittoriana. Una narrazione la sua, nella quale le emozioni perfino le più forti, vengono sussurrate ma, nonostante questo, mantengono una tale intensità da stordire.... con dolcezza.
Impossibile non rimanerne incantati. Quindi ci siamo avvicinati allo scaffale con tutti quei manga esposti in bell'ordine, abbiamo afferrato il primo numero di questa nuova opera e... Oh! La copertina è deliziosa, tonalità pastello sul rosa e crema, ci fa sentire un venticello piacevolmente caldo soffiarci sul volto. Ha poi una consistenza molto simile a quei fogli porosi su cui disegnare è un piacere unico, che assorbono così bene il colore, soprattutto gli acquarelli. Che sia volontariamente fatto per far venire in mente la sabbia del deserto? Grani grandi e spessi.
È anche leggermente luminosa se la si guarda sotto la giusta luce, brilla proprio come fanno i granelli sotto il sole.
Siamo infatti nell'Asia centrale, in un paese rurale sulle rive del Mar Caspio nel diciannovesimo secolo; a Karluk, giovane di dodici anni viene data in sposa Amir, di otto più grande.

Orgoglio Nerd

Nonostante l'attacco ai nostri danni continui (qui) siamo riusciti a stringere un'allenza che ci porterà sicurezza e fortuna.
Ma settimana prossima ci sarà un editoriale speciale al riguardo, intanto per stuzzicarvi, ecco le nuove tracce d'Orgoglio Nerd, tutte per voi.
Buon Divertimento

Il primo numero di questa opera che promette assai bene segue la vita di questa coppia di novelli sposi molto particolari.
Il "fanciullo" a dispetto dell'età ha una compostezza invidiabile e si giostra nell'organizzazione dei suoi affari con serietà, quasi fosse più grande.
La giovane donna proveniente da un villaggio vicino è un concentrato di amabilità e solerzia ma, allo stesso tempo, possiede una salda determinazione e un grande controllo, probabilmente instillatole sin da piccola dai parenti di cui abbiamo un piccolo assaggio quando d'un tratto vengono a reclamarla.
E quanti non sono rimasti ipnotizzati dalla sequenza in cui la stessa, a cavallo, va a caccia di conigli?
La tenera cura con cui si occupa di Karluk febbricitante è tale che viene naturale chiedersi se nel suo passato sia accaduto qualcosa che l'ha colpita tanto da renderla apprensiva anche per un'influenza di cui nessuno si preoccupa. Così come a tratti ci si domanda se Amir vede il suo sposo come un uomo o solo come un cucciolo da crescere e proteggere. Tutti quesiti a cui potrà essere risposto solo continuando a leggere. Cosa che noi certo faremo!

Pochi dialoghi molto spazio per le immagini, immagini che tolgono il fiato.
Si susseguono come in una mostra fotografica, ogni inquadratura studiata per catturare un esatto momento, per intrappolare un movimento preciso, che sia lo scostarsi una ciocca di capelli dal volto o tendere l'arco con dita ferme.
Paesaggi dagli ampi respiri, che si estendono a perdita d'occhio, sia per noi sia per i personaggi che ci vivono, eppure anche il singolo ciuffo d'erba ha il suo spazio.
La minuzia dei particolari è affascinante. Porte, colonne e ante scolpite nel legno portano i segni di ogni più piccola incisione di scalpello; i tessuti, i tappeti e gli arazzi mostrano i vari intrecci di trama e in alcuni istanti è come se vedessimo esploderci davanti agli occhi i colori, prima che le tinte tornino ad essere in bianco e nero.
E i melograni! Dite, in quanti altri manga avete visto i melograni? Piccola chicca forse insignificante per alcuni ma da noi assolutamente apprezzata, tenendo anche conto che come rappresentati sembrano succosi e gustosissimi. Inoltre pare quasi di poter avvertire il tintinnare degli ornamenti indossati dalle donne e la morbidezza del pelo della volpe non è più immaginazione, sotto i nostri polpastrelli.
I lineamenti e i tratti sono puliti e decisi, le occhi espressivi così come le rughe che intorno agli occhi degli anziani raccontano sorrisi e lacrime.

I Giorni della Sposa Osserviamo la vita di una zona del mondo da noi lontana, di cui conosciamo poco o forse nulla, scoprendo ad ogni pagina le dinamiche di vita di queste popolazioni semi nomadi. Un seinen da non perdere, firmato da una mangaka di cui attendevamo il ritorno con piacere, in un'edizione confezionata ad hoc da J-Pop.

8.5