Recensione I Racconti di Terramare

L’esordio di Goro Miyazaki è da rivalutare?

Articolo a cura di

Tales From Earthsea

Come molti di voi già sapranno la storia della pellicola è un libero adattamento di alcuni romanzi di Ursula Le Guin ambientati nel fantastico mondo di Terramare, in particolare dei libri 3° e 4° della serie. Il legame che questi romanzi hanno con lo Studio Ghibli è però molto vecchio: già negli anni ‘80 Miyazaki padre li apprezzò molto e pensò di trarne un film (Goro del resto ha dichiarato di averli conosciuti negli anni del liceo) poi accantonato per vari motivi. Si tornò all’idea una ventina di anni dopo, quando l’autrice aveva conosciuto, e apprezzato, le opere del maestro giapponese. Alla proposta di adattamento questa si mostrò entusiasta ma la sua felicità scemò al sapere che avrebbe diretto il film non Hayao Miyazaki ma suo figlio Goro. La delusione di non avere un magnum nomen alla regia del film tratto dai suoi libri si acuì dopo aver visto l’opera, che criticò duramente per aver snaturato l’essenza dei suoi libri (non lecito adattamento della sceneggiatura alle proprie esigenze, no ?). È con di fronte questa pesante critica e molte altre pervenute da un po’ tutta la critica mondiale che ci accingiamo a recensire l’esordio cinematografico di Goro Miyazaki.

Adolescenza problematica

Sul regno di terramare incombe una orrenda catastrofe annunziata da inequivocabili e numerosi presagi. Nel timore generale, il principe Arren uccide il padre e gli sottrae la regale spada, ancora incapace di maneggiare, simbolo del potere e dell’accesso all’età adulta e alla maturazione dello spirito (influssi freudiani? Assassinio inutile dunque?). Si incammina quindi in viaggio sperando di riuscir a formare il suo carattere, dilaniato dai rimorsi per il gesto compiuto e in preda al suo irrequieto carattere diviso tra luce e tenebre. Solo nel deserto, assalito da un branco di lupi, verrà soccorso da Sparviero, un abile e misterioso mago mosso alla peregrinazione dai presagi di sventura, con cui proseguirà il suo viaggio, erigendolo a sua nuova figura paterna. E, mentre la catastrofe assume caratteri sempre più chiari svelando la sua origine, Arren dovrà confrontarsi con le prime turbe amorose e giungere alla vera maturazione.

Miyazaki contro Miyazaki

L’aspetto di Gedo Senki che più interessa i suoi esperti spettatori è certamente quello del tormentato rapporto padre figlio, unico tema esclusivamente e realmente proprio di Goro Miyazaki. Le tematiche ambientaliste, espresse come tradizione anche sul piano dei disegni, e anti-militariste sono infatti uno scomodo lascito paterno e non possono che assumere la dimensione di nani al cospetto della magnificenza con cui sono state (e sono) trattate da Hayao. Resta quindi come unica via di salvezza ad un opera bistratta un po’ da ogni lato come un cattivo esito di imitazione paterna la conflittualità padre figlio esposta in modo impietoso, senza risparmiare condanne né all’uno né all’altro. Goro dipinge il padre come un ammirato monarca eccellente nel predicare amore, unione e buoni principi ma che nei fatti si rivela inferiore ai suoi discorsi: dimentico della famiglia, poco attento ai figli e tutto concentrato sul lavoro, sembrandoci improprio dire carriera. E chi conosce un poco la vita di Miyazaki padre sa che le aspre parole di Goro non sono del tutto ingiustificate. Pure il giovane principe però ha le sue colpe nel disastro familiare: i suoi strepitii sono anche quelli di un figlio molto viziato e incapace di cogliere le dimostrazioni (seppur rare) di affetto paterno.
Il tutto, ovviamente, sotto l’egida grafica di Studio Ghibli e la sua lussureggiante tavolozza cromatica eccellente nell’esaltare la bellezza della natura fino a condurla al meraviglioso. C’è da dire però che, rispetto alle opere del padre, Goro ha voluto usare tonalità leggermente più dark e imprimere anche nei volti dei personaggi il loro dramma interiore, disegnandone le facce in maniera piuttosto spigolosa in confronto agli standard Ghibli.

Edizione DvD

I Racconti di Terramare è disponibile sul mercato in due versioni: una standard e l’altra special, ovvero con qualche contenuto extra in più. La prima consta del solo film e dei trailer, ma ha anche un prezzo di listino contenuto: 12,00 euro. La special, composta da 2 dischi e del prezzo di 20 euro, offre in più un’intervista al regista alla quale sono allegati storyboard e due speciali sul doppiaggio giapponese e la colonna sonora. Soddisfacente la traccia video, molto pulita e fonte di nessuna polemica, così come le due tracce audio: italiano, DTS 5.1 - giapponese, DTS 5.1, corredate come solito dai sottotitoli. Accattivante la copertina molto ricercata della special, alquanto banale quella della versione standard.

I Racconti di Terramare In definitiva possiamo dire che l’acre ritratto dei suoi rapporti con il padre, che altrove Goro accusa anche di aver costretto la moglie ad abbandonare la carriera di animatrice per occuparsi lei sola dei figli, è uno sfogo violento e sincero che conferisce al film un certo fascino, purtroppo ridimensionato dall’infruttuoso e fallimentare tentativo di riproporre le tematiche paterne.