Recensione Ikkitousen

Un manga di puro fanservice, che riesce a unire combattimenti da shonen classico a siparietti divertenti

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Ikki Tousen è senza ombra di dubbio l’opera più famosa di Yuji Shiozaki, divenuto ormai un’icona del fanservice e punto di riferimento di molti autori a venire. Pubblicato originariamente nell’ormai lontano 2000 sulla rivista Comic Gum, specializzata in seinen, riprende la storia di uno dei grandi romanzi classici della letteratura cinese: Il romanzo dei tre regni (un po’ come Dragonball si ispirava a Viaggio in Occidente), riadattandolo in un contesto da commedia scolastica. Grazie al grande successo, la serie ha potuto ottenere diversi adattamenti animati, nonché 3 videogiochi (ad oggi) e un numero sconfinato di figures e merchandise vario.

Combatterò con tett... ehm, tutta me stessa!

La storia è ambientata nella regione giapponese del Kanto, dove le sette più famose scuole di arti marziali del sol levante sono in eterno conflitto tra loro, per affermarsi come leader a livello nazionale. Su ordine della madre, Hakufu, la nostra bella e svampita protagonista, si ritrova a dover frequentare l’istituto privato Nanyo col cugino Kokin, per portare avanti la lunga tradizione della famiglia, composta da generazioni e generazioni di fortissimi maestri di arti marziali. Tutti gli studenti di questi licei devono portare sempre con loro un orecchino con una pietra particolare, chiamata magatama, che cambia di colore a seconda del livello raggiunto dal combattente che lo indossa. Le sfide per far sì che la propria magatama salga di livello sono quindi all’ordine del giorno e Hakufu riuscirà a farsi notare già dal primissimo giorno di scuola, creandosi subito numerosi avversari che in lei fiuteranno non solo un’abile combattente, bensì anche qualcosa di ben più pericoloso. La nostra protagonista possiede infatti un lato oscuro e incontrollabile che può dar fonte a inesauribili energie, ma allo stesso tempo seminare morte e distruzione di fronte a tutti coloro che hanno la sfortuna di trovarsi sulla sua strada. Non crediate però a questo punto che Ikki Tousen sia solo un concentrato di arti marziali all’ennesima potenza; la sua caratteristica più famosa risiede proprio nella mole di fanservice di cui è infarcito. L’autore ha infatti deciso che la maggior parte dei guerrieri che si scontreranno per la supremazia della loro scuola saranno ragazze in abiti discinti, che oltre a coprire davvero poco le forme delle giovani, finiranno sempre, e sottolineiamo sempre, per ridursi a brandelli sotto le micidiali tecniche di arti marziali a cui verranno sottoposte. La sexy lotta per la ricerca della supremazia ha quindi inizio: la nostra Hakufu dovrà diventare sempre più forte per riuscire a tenere testa agli innumerevoli avversari che le si pareranno davanti di volta in volta, e per poter contenere il suo lato oscuro che preme per soddisfare la sua sete di sangue. Ma questo non sarà affatto facile, perchè Hakufu porta sulle spalle a sua insaputa il peso di un destino millenario al quale non si potrà sottrarre.

Arti marziali e procacità

Inutile negare che il punto di forza di Ikki Tousen non sia la trama, che per quanto facilmente comprensibile e di lettura scorrevole, non brilla certo per originalità o per colpi di scena. E’ vero anche, però, che il successo di questo manga si basa su qualcosa in più della mera esposizione al vento delle grazie delle fanciulle che lo popolano. Yuji Shiozaki è riuscito infatti a creare dei personaggi che in un modo o nell’altro sono entrati nell’immaginario collettivo (stentiamo a credere che esista un qualsiasi appassionato che non sia mai incappato in una qualche figure di Ryomu, la maid con la benda, o di Kanu, la ragazza con i capelli lunghi che combatte con una lancia), cosa che non gli è riuscita invece in altre sue opere come Battle Club (anch’esso edito in Italia dalla J-Pop). Il tratto è pulito e ben definito, ma nei primi volumi è percepibile come l’autore fosse ancora alle prime armi: lo stile risulta infatti poco personale e le anatomie sono spesso trascurate. Altra nota dolente è il character design dei personaggi maschili; se abbiamo detto infatti che quelli femminili han decretato il successo della serie, non si può dire lo stesso per quelli del sesso opposto, che oltre ad essere così monotoni da venire facilmente dimenticati dal lettore, sono delineati da un tratto decisamente meno raffinato e più sbrigativo, come se all’autore non piacesse disegnarli (cosa del resto non completamente escludibile). I retini sono usati in maniera accademica già dai primissimi capitoli, diventando col proseguire della serie sempre più elaborati e ricchi di sfumature, ma infondendo all’opera quella sensazione tipica di fine anni ‘90. Buone anche le scene di azione, facili da seguire e ricche di tecniche che rendono perfettamente la sensazione di forza sovraumana che caratterizza alcuni personaggi, anche se siamo ben lontani dalle lotte che ci vengono offerte da alcuni maestri dei manga di combattimento; non dimentichiamo, del resto, che lo scopo principale di Yuji Shiozaki rimane quello di lacerare gli abiti delle belle ragazze che combattono tra loro.
L’edizione italiana è molto buona, in formato tankobon a lettura facilitata (leggermente più lungo per agevolarne l’apertura), con carta di qualità, sovracoperta, ottimo adattamento delle onomatopee, retini non scalettati e neri generalmente privi di macchie; buono inoltre l’adattamento dei dialoghi che riesce a conservare il nonsense di alcune frasi della protagonista come nell’edizione originale. Unica nota dolente di quest’edizione è il prezzo, di ben 6 euro, per un numero di pagine inferiore rispetto a quello dei normali volumi (si parla di circa 150 pagine contro le canoniche 200).

Ikkitousen Ikki Tousen è un manga di puro fanservice, che riesce a unire combattimenti da shonen classico a siparietti divertenti e sensualità, sacrificando volutamente parti di trama a favore di nudità gratuite. Senza troppe pretese è riuscito a conquistarsi negli anni un successo considerevole, e, nonostante i numerosi volumi, riesce a mantenere per tutta la sua durata un livello di lettura piacevole e leggero. Consigliato, per la sua agevolezza, a tutti coloro che sono alla ricerca di qualcosa di disimpegnato e provocante, e a coloro che ancora devono entrare nell’ottica del genere. Se però siete alla ricerca di qualcosa di più elaborato sotto ogni aspetto (a partire dalla trama fino ad arrivare alla caratterizzazione dei personaggi), ma sempre dello stesso genere, consigliamo Inferno e Paradiso di Oh! Great.