Recensione Il Poema Del Vento E Degli Alberi

In cerca di rarità nel catalogo Yamato

recensione Il Poema Del Vento E Degli Alberi
Articolo a cura di

Dall’indomito autore Keiko Takemiya

L’opera di cui vi parliamo in questo articolo, Il Poema Del Vento e Degli Alberi, è un OVA di Yoshikazu Yasuhiko tratto dal manga omonimo di Keiko Takemiya. Se il primo autore è abbastanza noto nell’ambiente otaku per aver spesso collaborato con Tomino come Character Designer (Gundam 0079 e altri), il secondo è davvero misconosciuto essendo le sue opere del tutto dimenticate dall’editoria italiana. Il Poema Del Vento E Degli Alberi è uno dei suoi primi lavori - la sua pubblicazione risale al ‘76 - e vale la pena spendere qui due parole su i travagli che all’epoca dovette passare per vedere luce e sulla fiera volontà dell’autore di non porre la censura su alcuna scena. Pare infatti che il manga fosse pronto già una decina di anni prima del ‘76 ma che, al rifiuto dell’autore di censurare alcune scene troppo forti, la casa editrice ne abbia rimandato l’uscita per ben nove anni attendendo che i tempi fossero più favorevoli o che Takemiya retrocedesse dalle sue posizioni. Al 2009, benché sia ormai ampiamente nota tra gli amanti del genere grazie alla rete, quest’opera non ha ancora trovato editore né in Italia né addirittura nel più vasto mercato degli States; è tuttavia disponibile qui da noi la sua versione animata realizzata una decina di anni dopo. Dargli un’occhiata è un dovere per curiosità da buon otaku verso un’opera tanto osteggiata ma tanto più per vedere cosa uno spirito tanto fiero ed elevato da rifiutare totalmente la censura, azione rarissima degna delle più alte lodi, abbia saputo concepire.

“Gilbert Cocteau, eri tu il vento che scuoteva i miei rami ...”

L’anime si apre con la visita di un giovane nobile francese, Serge, al suo collegio in Provenza, dove trascorse una particolare adolescenza: alla visita della sua vecchia stanza 17 si accendono gli acri e intensi ricordi. Il suo arrivo lì: accolto con benevolenza da un istitutore vecchio amico del padre, pieno di buoni sentimenti, dall’animo candido e ingenuo e proprio per ciò messo in stanza con la pecora nera del collegio nella speranza che possa redimerlo. I due hanno ben poco a che spartire: Gilbert bellissimo, segnato da traumi infantili, conduce un’esistenza sregolata e si dedica a piaceri omosessuali, tentando di sedurre suoi coetanei e concedendosi a pederasti; Serge è pervaso di pietas ma ricoperto d’odioso perbenismo. I ricordi avanzano così attraverso le iniziali incomprensioni tra i due che però si convertono col tempo in amicizia, mercè gli instancabili tentativi di Serge d’aiutare il compagno per cui nutre istintiva simpatia. Finisce in miseria, senza falsi buonismi e come (quasi) sempre terminano queste situazioni: Serge, pur arrendendosi alla fine ad alcune avance che Gilbert gli ha fatto, continua con successo la sua carriera scolastica e si avvia ad un avvenire radioso; Gilbert, quasi del tutto “recuperato”dall’amico, ritorna nella disperazione per un fantasma che riemerge dal passato e affoga il dolore negli aridi piaceri del corpo.

“ ... riesci a sentire il poema del vento e degli alberi, il tumulto della nostra adolescenza ?”

L’anime è un prodotto molto interessante, a partire dalla trama sopra esposta, ma anche per i bellissimi disegni e musiche che rievocano l’atmosfera del capolavoro Versailles No Bara. Le impressioni che suscita in noi sono però un po’ guastate dalla sensazione che l’opera sia stata realizzata con poco coinvolgimento, difetto che, se sussiste, deve essere imputato al regista/adattatore piuttosto che al mangaka, almeno stando all’impegno di questo per non far censurare l‘originale cartaceo. Il risultato è che pur con una narrazione alquanto distaccata, le emozioni trasmesse al pubblico riescono, grazie alla trama, ad essere a tratti intense e tra frasi un po’ stereotipate luccica a volte un bagliore di sentimento per la triste storia narrata, pietà per la sofferenza di Gilbert, acrissima mestizia pel finale annunciato fin dall’inizio. E neppure manca, sebbene il suo fuoco arda solo due tre volte, un’arrabbiata critica per chi non capisce l’omosessualità di Gilbert e, in esteso, la sua diversità.

Edizione Italiana

Prima di fornire alcuni dati sull’edizione ci è d’obbligo ringraziare Yamato Video per essersi accollata l’onere di importare in Italia quest’anime, mai edito in mercati esteri States inclusi (fonte: AnimeNewsNetwork http://www.animenewsnetwork.com/encyclopedia/anime.php?id=821). Grazie di cuore!
L’edizione DVD offre il fianco a varie critiche, ma tutte scusabili considerando la vecchiaia dell’opera e il suo ristretto target. Deludente il comparto audio che presenta solo due tracce mono, una in italiano e l’altra in giapponese, e doppiatori che ci hanno davvero poco convinto. Accettabile il video se non si dimentica che stiamo parlando di un’anime che ha quasi un quarto di secolo. Come extra ci sono trailer, schede dei personaggi e qualche galleria; il prezzo è il solito Yamato, 26,50 euro, attualmente scontato pressoché ovunque a una ventina d’euro. Per ultimo una menzione di sdegno e disprezzo verso il divieto ai minori di 18, atto osceno e di smisurata ipocrisia.

Il Poema Del Vento E Degli Alberi L’anime convince a metà: se la trama è priva di eventi improbabilmente felici, artifizi buonisti che conducano ad un irrealistico lieto fine, i dialoghi e gli atteggiamenti dei personaggi sono troppo retoricamente romantici e colla loro ampollosità viziano un po’ tutto l’anime. Dato l’elevato prezzo verrebbe quindi da sconsigliarlo ma la curiosità per un’opera distribuita fuori dal Giappone nella sola Italia e il desiderio di premiare Yamato Video per ciò dicono il contrario. Se comprate molti DVD non lasciatevelo sfuggire!