Recensione In Prigione

Un pittoresco affresco della realtà carceraria nipponica

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Articolo a cura di

L’opera

Frutto dei 3 anni passati dall'autore in carcere per possesso illegale di arma da fuoco, "In Prigione" costituisce una vivida testimonianza della realtà carceraria nipponica ad opera di Kazuichi Hanawa. Uno spaccato interessante per la crudezza delle tematiche trattate ed il realismo delle vicende ivi descritte.

La Storia

Il volume, disegnato da Hanawa negli anni di prigionia e pubblicato sulla rivista AX a partire dal 1998, raccoglie brevi storie autoconclusive di cui l'autore è protagonista.
Le vicende narrate nell’opera si svolgono in parte nel penitenziario di Sapporo ed in parte in quello di Hakodate ove l’autore venne rinchiuso a seguito della condanna per possesso illegale di armi e traffico di esplosivi.
Hanawa descrive con dovizia di particolari le difficoltà della vita carceraria: la sofferenza per la privazione delle sigarette, la mancanza di intimità in una cella condivisa con altre 4 persone, l’impossibilità di avere una privacy anche solo per andare in bagno, l’esser costretti a rispettare ritmi imposti dalle guardie per poter uscire, lavarsi o anche solo per leggere dei libri, la difficoltà nel trascorrere le giornate avendo quale unica valvola di sfogo il cibo e le poche riviste concesse mensilmente, lo stress generato da un lavoro meccanico e ripetitivo. Elementi che portano ad una alienazione dell'individuo come Hanawa sottolinea ripetutamente con trasmutazioni dei personaggi della sua opera che assumono di volta in volta il volto di un maiale, di una papera e così via...
Al contempo l’autore evidenzia come nonostante un regime carcerario assai più rigido del nostro, un uomo come lui, mai stato in carcere e dunque non abituato a simili rigidità, notasse che la funzione repressiva della detenzione carceraria non fosse particolarmente avvertita al punto da fargli affermare che gli unici a rimetterci nella realtà odierna sono le vittime.

Uno spaccato di vita carceraria

L’opera di Hanawa costituisce uno squarcio vivido ed accurato della realtà carceraria nipponica. Senza fronzoli ed eccessi, l’autore, con una narrazione minuziosa ed elaborata, riesce a ritrarre, attraverso i numerosi episodi narrati, le caratteristiche della prigionia in Giappone, così diversa e singolare rispetto a quella italiana, assai più rigida ma al contempo priva di un connotato repressivo quale quello che dovrebbe assumere la detenzione. Pur dilungandosi eccessivamente in talune ricostruzioni, Hanawa, in un misto tra il grottesco e il verosimile, realizza un documentario estremamente realistico della sua esperienza carceraria. L’assenza di un filo conduttore tra i singoli episodi narrati è forse il maggior elemento di dubbio di un opera di difficile inquadramento, che si colloca al di fuori degli schemi comuni.

L’edizione

L'edizione Coconino è di ottima fattura, del resto il prezzo elevato (13,50€) richiedeva una edizione all’altezza e l’editore non delude proponendo un maxi formato con sovracopertina di buon spessore, copertina morbida, carta bianca e liscia che regge bene l’inchiostro e non appare eccessivamente trasparente. Notevole la cura riposta oltre che nel confezionamento, anche nella realizzazione di “extra” quali l’intervista all’autore presente nell’introduzione del volume e la postfazione situata al termine dell’opera. Unico appunto la presenza di pecette, in numero limitato ma visibili soprattutto nelle scene più complesse, che seppur non intralcino la lettura, costituiscono una nota di demerito per una edizione tutto sommato di gran qualità.

In Prigione “In Prigione” è un opera singolare certamente non adatta a tutti. Nonostante la stranezza di certe situazioni e l’aspetto volutamente grottesco di certe immagini, l’opera può considerarsi un vivido documento della realtà carceraria nipponica. Consigliato a chi cerca un volume impegnativo, un'intenso romanzo più che un semplice fumetto.