Recensione Inferno e Paradiso - Tenjho Tenge

Arti Marziali e belle ragazze nella nuova serie Panini Video

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Un “Grande” autore

Probabilmente il nome di Ogure Ito non dirà granché a molti di voi. Ma se “come per magia” traslitteriamo questo nome e lo facciamo diventare ‘Oh! Great’, c’è da scommettere che molti di voi rizzeranno le orecchie.
Questo giovane autore, famoso per i suoi manga pieni di azione, situazioni paradossali e ragazze dalle curve mozzafiato, è oramai ben conosciuto ed apprezzato anche nel nostro paese, soprattutto per le sue due opere principali, Air Gear e il qui discusso Inferno e Paradiso.

Scuola che vai, nemici che trovi

Prima opera shonen dopo un avvio di carriera come fumettista erotico, Tenjho Tenge (letteralmente “Cielo e Terra”) dall’anno della sua prima pubblicazione nel 1997, acquista sempre più popolarità in patria raggiungendo la consacrazione definitiva con la produzione di una serie animata in 24 episodi (più due OAV) nel 2004. Serie che finalmente arriva, per la gioia di tutti i fan italiani delle sorelle Natsume, anche da noi in una discreta edizione in DVD.
Ma di cosa tratta Tenjho Tenge? Possiamo anticiparvi che al centro della storia c’è un istituto scolastico molto particolare, il liceo Todou, ultimo retaggio delle istituzioni fondate dalle più antiche casate di maestri di arti marziali. I suoi allievi, più che a sgobbare sui libri di algebra e letteratura, passano il tempo ad allenarsi e, naturalmente, azzuffarsi. Molti di loro sono in possesso di tecniche di combattimento assolutamente letali e segretissime, e l’ordine all’interno dell’istituto è mantenuto, con pugno di ferro, dal misterioso quanto potente Gruppo Esecutivo, formato da alcuni degli studenti più anziani e temuti. L’ordinaria “routine” (se così si può chiamare la vita in un liceo dove il più debole può buttare giù un muro a pugni...) di tutti i giorni viene interrotta dall’arrivo di due nuovi studenti appena trasferitisi, il piccolo ma aggressivo Soichiro Nagi, e l’oriundo Bob Makihara, determinati a tutti i costi ad assoggettare la scuola al loro controllo con la forza. Scopriranno presto a loro spese quanto il Todou non sia per niente una scuola come quelle già frequentate: prima grazie al rocambolesco incontro con le incantevoli quanto letali sorelle Aya e Maya Natsume e il loro compagno di club Masataka Takayanagi, poi allo scontro con lo stesso Gruppo Esecutivo, di cui si attirano presto le antipatie. La serie procede in un coacervo di furiosi combattimenti, vendette e regolamenti di conti, mentre molti degli oscuri segreti dei protagonisti e della scuola stessa vengono alla luce.
Disegnato splendidamente e dotato di una trama appassionante sebbene spesso contorta, Tenjho Tenge non fa certo mancare allo spettatore adrenalina, inaspettati colpi allo stomaco e parecchie situazioni ben più che ammiccanti (nel manga sono presenti anche alcune scene di sesso, naturalmente epurate dalla versione animata).

Dov’è finita Aya?

Rispetto alla controparte cartacea, l’anime si difende abbastanza bene, chiarificando certi passaggi della trama grazie ad una sapiente regia e a degli script efficaci. La storia è narrata fino alla fine del lungo flashback che racconta degli avvenimenti avvenuti durante il primo anno di liceo di Maya e, nonostante vari rimaneggiamenti qua e là, la storia rimane sostanzialmente inalterata, così come la violenza degli scontri e di certi avvenimenti. Com’era logico aspettarsi, la preponderante carica erotica originaria del manga viene sensibilmente ridimensionata, portando però curiosamente la serie agli stessi livelli di altri shonen decisamente meno noti per la prestanza delle protagoniste.
A livello tecnico non ci si può comunque lamentare dello studio Mad House che ne ha curato la realizzazione, vista anche la cura riposta in tutto il comparto grafico. La cosa che convince di meno, in realtà, è solo il character design di Umehara Takahiro. Intendiamoci, riprende bene lo stile dell’originale ed è ben più che apprezzabile, ma la finezza dei tratti originali di Oh! Great è quasi inarrivabile. Un paio di personaggi poi, sono caratterizzati in maniera leggermente differente dall’originale, soprattutto Aya Natsume (e non parliamo solo del bizzarro colore scelto per i capelli, ma anche della sua espressività in generale).
La colonna sonora è caratterizzata in ugual modo da pezzi ritmati e altri d’atmosfera, e graziata da una bella opening hip-hop con influenze beat, “Bomb-A-Head! V”. Un po’ sottotono invece la ending, “Aishitene motto” (Io ti amo di più).

Si può dare di più

Passiamo ora a parlare dell’edizione italiana di questa serie, ad opera di Panini Video. Il primo DVD si presenta in uno slim case dalla grafica accattivante: i delicati toni rosa e amarena dell’illustrazione di copertina creano un bel contrasto con la posa dinamica e minacciosa della protagonista.
Anche il prezzo invoglia all’acquisto: appena 6.90 €, costo decisamente popolare per un DVD con due episodi, ma bisogna vedere se verrà mantenuto anche per le tredici uscite successive.
Le dotazioni tecniche del disco sono appena sufficienti: video in 4:3 e audio Stereo 2.0 in Dolby Digital. Una volta inserito il disco nel lettore, si viene accolti da dei bei menù animati, piuttosto ispirati. Le due tracce audio (giapponese ed italiano) si lasciano ascoltare in maniera piuttosto chiara e il suono in generale non soffre di “sporcature” particolari.
Il rumore video è appena percettibile in un paio di situazioni concitate, a meno che non visionate il DVD tramite personal computer: in tal caso gli artefici di compressione sono decisamente più visibili, ma niente di drammatico, ad ogni modo.
La traduzione e l’adattamento sono generalmente buoni, e si nota l’attenzione prestata al voler rendere il tono e il gergo dei vari personaggi (quello formale di Maya e quello sboccato di Soichiro, ad esempio). L’elevata quantità di linguaggio scurrile lo renderebbe in verità decisamente poco trasmettibile in televisione (ad esempio durante l’anime night): già solo durante le prime due puntate, il protagonista si lascia andare a quasi tutte le più comuni parolacce della lingua italiana (e sentirle pronunciare dalla voce di Yami Yugi e Rock Lee, abituati ai pacatissimi dialoghi Mediaset, è un piccolo shock)!
A proposito del doppiaggio, dobbiamo attestarne la qualità altalenante. Se la scelta di lasciare gli urli giapponesi originali può essere opinabile, non tutte le voci attribuite ai personaggi ci sono parse azzeccatissime. Un plauso, in assoluto, va a Cinzia Massironi, doppiatrice di Maya Natsume. Bravissima sia nella parte della Maya “nanerottola” e petulante che in quella della sensuale versione da combattimento, convince a pieno. Altre buone prove sono quelle di Masataka e di Emi, mentre ci hanno lasciato un po’ perplessi quelle di Soichiro e Aya, che riescono ad essere quasi più infantili delle originali (scelta probabilmente voluta per caratterizzare meglio i due personaggi, che effettivamente nell’anime, almeno all’inizio, appaiono un po’ svampiti) e quindi a farsi quasi odiare dopo poco.
Particolarmente svogliato ci è parso, infine, il doppiatore di Bob Makihara.
Per concludere, gli extra, in verità un po’ poveri. Dal menù del disco potremo accedere ai trailer di alcuni titoli -vecchi e nuovi- del catalogo Panini Video, e al teatrino della opening, dove potremo visualizzarla scevra di crediti oppure con il karaoke e la traduzione sottotitolata. Il resto degli extra è contenuto nel fascicoletto di otto pagine allegato al DVD, contenente varie curiosità sulla serie e una mini intervista alla doppiatrice di Maya.

Inferno e Paradiso - Tenjho Tenge Così come la serie, anche l’edizione italiana vanta una qualità altalenante: si presenta bene ma la dotazione tecnica è mediocre. Si poteva fare di più, ma il tutto risulta comunque assai gradevole, per chi non pretende la perfezione da una serie shonen dedicata agli appassionati del genere “bulli e pupe”.