Recensione Interstella 5555

I Daft Punk e Leiji Matsumoto in un progetto d'animazione davvero unico

recensione Interstella 5555
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Chi non ricorda i video di animazione dei Daft Punk di qualche anno fa, trasmessi più volte sulle reti musicali di ogni dove. Gli appassionati di anime e manga non avranno fatto a meno di notare che il tratto dei disegni era il classico di Leiji Matsumoto, il famosissimo autore giapponese, che ci ha regalato Opere immortali come Capitan Harlock e Galaxy Express, solo per citare i più famosi. Quel progetto, in realtà era parte di un'idea più ampia e globale, che ha portato alla realizzazione di un vero e proprio "film musicale", Interstella 5555. Un'operazione non comune, e che ricorda per scelta lo stile del cinema muto, visto che i dialoghi parlati sono totalmente assenti (e in questo caso, neanche la presenza di intertitoli ad aiutare la narrazione) e per la totale durata della pellicola vi è un accompagnamento costante delle canzoni del gruppo elettronico per eccellenza, tratte dal disco Discovery. Questa scelta, che potrebbe risultare apparentemente ostica per il fruitore occasionale di anime, si rivela invece azzeccata, e ci conduce in un'ora in cui una bella storia vive anche grazie alla sua colonna sonora

Space-rock

Su di un pianeta simile alla terra, dove gli alieni sono per tutto simili agli umani eccetto per il colore blu della pelle, una famosa band sta suonando davanti ad un pubblico in delirio. Durante l'esibizione, un commando di soldati rapisce i componenti del gruppo, portandoli sulla Terra. Qui i rapiti vengono "trasformati" grazie a una potente macchina, che li rende del tutto uguali agli esseri umani. Inoltre, viene loro cancellata la memoria, e vengono obbligati da un malvagio "manager", mandante del rapimento, a suonare sul nostro pianeta. Ma la loro scomparsa non è passata inosservata, e un messaggio di SOS lanciato durante il blitz, arriva al pilota di un'astronave dalla forma di chitarra elettrica, grandissimo fan della band e innamorato della cantante. Questi decide di imbarcarsi nella pericolosa missione di liberare dalla "schiavitù mentale" il gruppo, e si reca sulla terra. Da li in poi ha il via un susseguirsi di eventi che nascondono le loro radici nel lontano passato, e in un arcano potere celato in un lugubre castello.

Fusione di media

Disegnato superlativamente, Interstella 5555 è un'esperienza vivisa e sonora davvero unica, che spazza via subito i possibili timori iniziali e propone un'Opera affascinante, quasi ipnotica nel suo connubio perfetto tra le due anime di questi grandi artisti. Appassionati o meno della musica dei DP, vi sarà difficile non emozionarvi e farvi cullare dalle loro song, che si rivelano perfette accompagnatrici delle gesta narrate, pensate come un tuttuno proprio da Matsumoto, che ha impostato il plot e i tempi "cinematografici" a seconda del groove delle canzoni. Inoltre i personaggi hanno delle movenze quasi ritmiche, quasi fossero consci di esser circondati da questo cosmo sonoro. Perciò ecco che i momenti tipicamente action o ricchi di pathos "introdotti" da melodie più intense e pompate, e altrove i diversi inserti drammatici seguiti da note più triste e decadenti. Non manca niente a Interstella 5555 per essere etichettato come un'appassionante storia di amore e amicizia intergalattica, e la trama risulta anche alquanto originale, con alcune chicche degne di nota: come non citare la presenza degli stessi Daft Punk, inseriti in veste animata sottoforma di due androidi candidati a un premio musicale? Ma è nel complesso che il film è permeato da una classe cristallina e pura, nelle splendide scelte cromatiche che garantiscono ai già splendidi disegni una magia ancora maggiore, perfezionati da un uso fine e mai eccessivo del digitale. Per far capire la portata artistica di questo progetto, basti dire che è stato presentato al Festival di Cannes, platea da sempre attenta anche al Cinema d'animazione di qualità. Da vedere, e per una volta tanto, anche da "sentire".

Interstella 5555 Matsumoto + Daft Punk = Interstella 5555. Una somma cui il risultato è di alto livello, dando vita a un'Opera fascinosa e suadente, in perfetto equilibrio tra la componente visiva e quella sonora. Una storia coinvolgente e un intero disco dei Daft Punk, per poco più di un'ora intensa che riesce a catturare con una magia del tutto unica.