Recensione Iron Fist

Comincia il torneo tra le sette capitali del paradiso dove Danny Rand, Iron Fist, dovrà misurarsi contro gli altri campioni

recensione Iron Fist
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Per un pugno d'acciaio

Iron Fist o meglio conosciuto come Pugno d'acciaio per i nostalgici della lontana era dell'Editoriale Corno fu creato negli anni settanta sull'onda del boom del Kung Fu.
Il suo vero nome è Daniel Thomas Rand-K'ai e fa capolino per la prima volta nel mondo dei fumetti sul quindicesimo numero di Marvel Premiere, dove vi comparirà fino al 25esimo per poi passare ad una sua testata personale nel 1975.
Ma Iron Fist è uno di quei minor character, sì amati da uno zoccolo duro di fan, ma purtroppo senza grande fortuna.

In un palmo di edizioni

La sua sorte editoriale è un viaggio sulle montagne russe, nonostante il tentativo di Chris Claremont e di John Byrne (pubblicato in Italia da due speciali della Comic Art) di riproporlo al grande pubblico.
Dopo aver conosciuto il personaggio di Danny Randall, il genio canadese dei fumetti anni ottanta Byrne sembrò essersi effettivamente affezionato a Pugno d'acciaio e negli anni novanta, quando fu richiamato a risollevare le sorti di NAMOR The Sub-mariner, un altro sfortunato personaggio Marvel, volle riportarlo sotto la luce dei riflettori.

E se proprio volete saperla tutta, non dimenticatevi che Iron Fist sta a Power Man (Luke Cage) come Terence Hill sta a Bud Spencer ma di questo ne parleremo prima o poi quando sarà la volta “Hero for Hires” Eroi in vendita.

Iron Fist in Italia è apparso su testate della Corno, della Comic Art, della Play Press, della Star Comics, della Marvel Italia e della Panini Comics, se volete ripercorrere la sua completa bibliografia: in bocca al lupo!

Le origini

Daniel, per gli amici Danny, è il figlio di Wendell Rand, imprenditore e proprietario della Rand Corporation, ossessionato dal mito della città celeste di K'un-L'un.
In gioventù, un coraggioso Wendel Rand era riuscito a scovare la città celeste e a soggiornarvi per qualche tempo; una volta abbandonata il suo sogno era quello di riuscire a farvi ritorno. Così quando il piccolo Danny ha ormai nove anni, Wendell organizza una spedizione dove coinvolge la moglie Heather Duncan e il socio d'affari. Harold Meachum.
Ma Harold è da tempo segretamente innamorato di Heather e vistosi rifiutare dalla donna, provoca la morte dei coniugi Randall. A salvarsi, in maniera rocambolesca è il piccolo Danny che viene portato al cospetto del maestro di K'un L'un, Yu-Ti, dove verrà iniziato alle arti marziali e preparato per la sua sfida del destino contro il mitico drago Shou-Lao, dove una volta sconfitta la bestia mitologica, Danny otterrà gli straordinari poteri del Pugno d'acciaio, che gli consentono di concentrare il suo Ki nel pugno attribuendogli una potenza straordinaria.
Danny decise di lasciare K'un-L'un e di vendicarsi dell'assassino di suo padre per riapparire negli Stati Uniti con il costume e il nomignolo di "IRON FIST".

Contrariamente a quanto abbiamo sempre creduto finora scopriamo che il Pugno d'acciaio in realtà è un potere ereditario, tramandatosi nei secoli e finora sono stati 66 i campioni di K'un L'un investiti da questa responsabilità.
Così come ci viene anche rivelato che la mitica K'un L'un non è l'unica città celeste, ma solamente una delle Sette di cui ognuna ha il suo campione.

Il personaggio è protagonista di Immortal Iron Fist, una miniserie nella quale si venne a conoscenza di nuovi particolari come l'esistenza di vecchi Pugno d'acciaio nella storia dell'universo Marvel. Infatti vediamo Danny Rand fare la conoscenza del suo diretto predecessore Orson Randall, il Pugno d'acciaio della generazione precedente colui che ha rinnegato il potere del drago dopo il trauma della Prima Guerra Mondiale.
Randall è inseguito da Serpente d'acciaio e dagli agenti dell'Hydra, braccato e con le spalle al muro decide di rivolgersi a Daniel Rand per consegnarli il libro degli Iron Fist, dove sono contenuti i segreti e le vite dei precedenti eroi dal Pugno d'acciaio, ma non solo, Orson gli fa anche da mentore insegnando a Danny nuove tecniche come la capacità di trasmettere il Ki anche agli oggetti impugnati (come spade e pistole) riuscendo a trasmettergli la stessa potenza del pugno, e il potere del Pugno Ipnotico: agitando la mano davanti alla vittima, la induce a piegarsi alla propria volontà (tipo maestro Jedi di Guerre Stellari per intenderci).
Ma non solo, Randall istruisce Danny anche sui segreti sulle origini della loro setta e sul compito che gli spetterà in quanto ultimo discendente di una lunga tradizione di guerrieri.
E il torneo tra le sette città celesti sta per cominciare e Randall avvisa Danny che dovrà per forza parteciparvi dove sfiderà gli altri campioni. Comincia così il torneo che in realtà è lo sfondo di ben altre intenzioni perchè K'un L'un è in serio pericolo sia per attacchi esterni portati dall'Hydra sia per complotti interni che minano la solidità di questa civiltà millenaria. E come sempre Daniel Rand è l'unico che può salvare la situazione grazie al suo Pugno d'acciaio, ma non solo. In suo aiuto accorerranno gli amici storici Luke Cage (Power Man) e Misty Night.

In tre per un pugno

Ed Brubaker, Matt Fraction, soggetto e sceneggiatura e David Aja sono le menti e le mani che hanno lavorato per riportare agli antichi fasti un personaggio cult come Iron Fist.

Ed Brubaker ha lavorato su serie come Batman, Devil, Capitan America, Catwoman e X-Men ed è vincitore di diversi Eisner Award tra cui uno come miglior scrittore del 2008 per il lavoro su "The Immortal Iron Fist".
Matt Fraction, ovvero Matt Fritchman, è quella che si potrebbe definire una matricola terribile del mondo dei Comics, non vanta una grande esperienza ma ha già contribuito a serie importanti come X-Men e ha condiviso l'Eisner Award del 2008 di "The Immortal Iron Fist" vinto nella categoria "miglior nuova serie".
David Aja, autore spagnolo, ha cominciato la sua carriera negli states su personaggi come Daredevil e per l'appunto questo Iron Fist.
Il lavoro dei tre sulla serie si è fortemente sentito. Hanno voluto aggiornare pesantemente un personaggio dal grande passato ma da un futuro incerto, su Twitter si è parlato recentemente di una sospensione della serie in corso degli autori. Così proprio come l'omonimo fil, annunciato 5 anni fa è stato più e pià volte rimandato fino ad essere abbandonato.

Il trio d'autori ha qui voluto rivedere completamente le origini, le motivazioni e la mitologia di questo personaggio così troppo cool nei lontani anni 70 per riproporcelo in pieno spirito "nuovo millennio"; svecchiandolo e attribuendogli qua è là una spruzzata di Matrix, di Guerre Stellari e di tanto altro.
Se può forse far storcere il naso ai puristi, la nuova storia degli Iron Fist difficilmente non si potrà apprezzare il restyling grafico operato da Aja che ne ha catturato in pieno lo spirito, riproponendo Danny Randall in una versione più cool e trendy. Anche se lo spagnolo non sembra essere stato a suo agio in ogni tavola della serie, mostrando qualche grossolana incertezza di un tratto un po' troppo spigoloso.

Iron Fist "Le sette capitali del paradiso", sono state presentate all'interno di Iron Fist Collezione Marvel collection 100% 2 e 3 al costo rispettivo di 14 euro il secondo volume e 15 euro il terzo. Un primo volume era già stato pubblicato sempre all'interno della linea editoriale Collezione Marvel 100%. In pratica ventinove euro per concludere la saga del torneo delle capitali celesti. Forse un tantinello troppo ma non molto. Anche perchè lo scontro di arti marziali presentato all'interno sembra uscire da un film di Van Damme e sicuramente ne avremmo fatto a meno, a salvare la testata è il buon intreccio e lo sviluppo delle sottotrame che non stiamo qui a svelare. La serie è sicuramente innovativa e ben prodotta, salta al naso forse tutto l'aggiornarmento del protagonista all'insegna di una nuova contro cultura, quando un personaggio come Iron Fist godeva sicuramente di basi solide per camminare da solo nel nuovo millenio.