Recensione Iron Fist: la storia dell'ultimo Iron Fist

Pugno d'acciaio volta pagina!

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La storia

Pugno d'Acciaio nasce negli anni settanta (assieme a Shang-Chi) sull’onda dei successi dei film di Bruce Lee ed è uno dei così detti "minor character" della Marvel.
Il personaggio finora ha goduto di diverse testate “a solo” (vedi la deliziosa serie Iron Fist di Chris Claremont e John Byrne edita in Italia per le edizioni Comic Art) o in coppia, come le varie “Iron Fist e Luke Cage” o gli eroi in vendita di “Hero for Hire”.

Daniel Rand, per gli amici "Danny", è il figlio di Wendell Rand, uomo d’affari che scoprì la magica città di K'un-L'un.
In seguito all'omicidio del padre Danny esprime il suo desiderio di vendetta e viene affidato al maestro Lei Kung che lo addestra nelle arti marziali. In poco tempo Danny diviene il miglior allievo di Lei Kung e gli viene proposto di sottoporsi alla prova finale, ovvero di combattere contro il potente drago Shou-Lao.
Una volta sconfitto il drago e ottenuto così i poteri del “Pugno d’Acciaio”, Danny, torna negli Stati Uniti per vendicare il padre e diventare il super eroe in costume conosciuto come "Iron Fist"
Di lì a breve nascerà lo storico sodalizio con Luke Cage (Power Man) che li vedrà protagonisti di molte fantastiche avventure.

L'ultimo Iron Fist?

La miniserie di Immortal Iron Fist comincia subito con i fuochi d’artificio: infatti troviamo Danny impegnato a sostituire Matt Murdock nei panni di Devil mentre l’associazione terroristica nota come Hydra tenta la scalata societaria alla “Rand Corporate” con mezzi leciti e non.
Danny combatte così su più fronti ma proprio nel momento del bisogno i leggendari poteri del “Pugno d’Acciaio” vengono inspiegabilmente meno e Iron Fist si salva solo grazie all’intervento del suo vecchio amico Luke Cage.
A questo punto "Immortal Iron Fist" mette il piede sull'acceleratore e si dimostra per quello che è davvero; ovvero la miniserie che riscrive le origini, non del personaggio, ma del mito di "Pugno d’Acciaio".
Nel giro di poche pagine si arriva a scoprire che Danny Rand non è l’unico “Pugno d’Acciaio“ come abbiamo sempre pensato finora. Infatti, con sorpresa dello stesso Daniel, altri personaggi meno noti e che vengono qui inseriti ufficialmente nel Marvel Universe per la prima volta, in epoche diverse hanno ottenuto il potere del “Pugno” e indossato i panni di Iron Fist.
La mini prosegue poi in maniera avvincente svelando il perché della mkancanza dei poteri di Daniel ma non è nostra intenzione fornire spoiler alla storia e togliervi così il gusto di questa avvincente lettura.

Iron Fist come Devil

Durante la recente Civil War, Iron Fist si schiera con Cap opponendosi all'Atto di registrazione dei superumani. Mentre Matt Murdock, il Devil originale, trova in carcere, Iron Fist si mette i panni di Devil per salvarrne l'identità segreta.

Un trio per il pugno

Buon lavoro del trio creativo Brubaker-Fraction-Aja sul personaggio.
Su tutto prevale l’ottimo lavoro di David Aja, disegnatore spagnolo alla sua prima serie mainstrem regolare. Il suo tratto secco e regolare ben si adatta all’atmosfera della serie. Aja è duttile e cambia leggermente il suo disegno a seconda dell’ambietazione, così sembra ispirarsi a diversi maestri com Miller nella vicenda contemporanea, Kieth nell’episodio della Grande Guerra e a Mignola quando si vede coinvolto nel fantastico. Ma la maestria di Aja sta nel fatto di riuscire a mantenere personalità senza scimmiottare troppo altri artisti.
Ed Drubbaker e Matt Fraction hanno invece l’arduo compito di lavorare al soggetto e alla sceneggiatura legando e imbrigliando storie secolari su un personaggio intricato come Iron Fist.
C’è da dire che i nodi dei due raggono bene, la vicenda non si sfilaccia e il retaggio aggiunto degli Iron Fist rimane credibile così come i dialogi e le caratterizzazione dei personaggi. L’unica pecca forse è far risultare Daniel Rand un po’ troppo sprovveduto nei confronti del suo potere.

Iron Fist: la storia dell'ultimo Iron Fist In definitiva questo volume si attesta ad un buon livello. Questo progetto rivoluzionario per il personaggio appare ben realizzato e sviluppato: Immortal Ironf Fist sarà probabilmente una pietra miliare di questo eoe, troppo soggetto ad alti e bassi, che vede qui gettate nuove fondamenta. Ottima scelta quella di arrichire l’albo nel finale con gli studi grafici di David Aja sulle copertine e sui costumi della miniserie. Bei disegni dunque e trama ad ampio respiro che portano tutti i Marvel fan a farci un pensierino sull’acquisto. Sicuramente imperdibile per chi ama il “sottobosco” Marvel popolato da personaggi minori come questo "Pugno d’Acciaio", poco sfruttato ma dalle mille potenzialità.

7