Recensione Iron Man Extremis

Da genio a eroe grazie ad un armatura ipertecnologica

Articolo a cura di
Luigi Luigi "Genocide" Cristiano lavora nel mondo dell'editoria online da oltre 10 anni. Appassionato di serial, fumetti, manga e videogiochi, si è laureato in ingegneria col solo scopo di costruire un'armatura come quella di Iron Man per conquistare il mondo. Se ne volete una anche voi contattatelo su Facebook

Origini

Anthony Stark è un genio. Erede delle Stark Enterprises, donnaiolo e, ormai, ex alcolizzato. Fin qui sembrerebbe quasi tutto normale, se non fosse che Tony Stark è in realtà IronMan, uno dei più famosi supereroi e membro ufficiale dei Vendicatori.
Dopo aver venduto delle mine ipertecnologiche all’esercito, Tony è rimasto ferito al petto da una scheggia e catturato dai guerriglieri. Curato da un altro medico tenuto prigioniero, venne a scoprire che la scheggia non poteva essere rimossa perchè troppo vicina al cuore e che la sua vita era ormai appesa ad un filo. Con l’aiuto del dottore, in poche settimane, costruì un’armatura da battaglia che, oltre a renderlo invincibile, lo teneva in vita bloccando la scheggia grazie ad un campo magnetico.
Così nacque IronMan, un uomo normale che, grazie al suo ingegno, è divenuto super.
Ma la vita di Tony Stark è davvero così fenomenale? A questa domanda e a tante altre risponde Warren Ellis, supportato dai meravigliosi disegni di Adi Granov, in una miniserie in sei parti totalmente raccolta nel 100% Marvel intitolato: IronMan Extremis.

L'uomo e l'Eroe

Il personaggio è caratterizzato da molte contraddizioni difficilissime da gestire. La principale è la differenza tra IronMan, eroe che aiuta il prossimo, e Tony Stark, imprenditore che vende mine antiuomo all’esercito. Come possono coesistere queste due personalità?
Warren Ellis ci spiega chiaramente come la vita di Stark non sia affatto facile. E’ un uomo con un enorme genio che deve fare di tutto per aggiornare continuamente la sua armatura per essere non solo al passo con la tecnologia, ma superarla. Non può permettersi di rendere obsoleto ciò che fa di lui un supereroe e, per riuscirci, è costretto a vendere le sue invenzioni all’esercito, fonte primaria di tutti i suoi introiti. Nessun privato rende come il caro vecchio zio Sam.
La Stark Enterprises non è la sola a sperimentare nuove armi di distruzione: una ditta farmaceutica, infatti, ha creato un siero del supersoldato, Extremis, che, tramite nanomacchine, è in grado di ricostruire da zero la struttura di un corpo umano facendo leva sui centri riparatori del cervello, gli unici ad avere un’immagine completa della struttura umana e che subentrano quando bisogna guarire da una ferita. Tramite questa tecnologia il corpo viene visto dal cervello come un enorme ferita aperta, da curare e guarire per tornare all’immagine desiderata. Nuovi organi, nuove strutture, tutto quello che può servire.
Come è facile immaginare quest’arma non è passata inosservata e un gruppo di terroristi è riuscito ad entrarne in possesso, dando vita ad un superessere vendicativo che vuole attaccare il governo degli Stati Uniti d’America.
Persino IronMan, chiamato in azione dalla stessa scopritrice del siero, sembra non poter far nulla. Dopo un estenuante combattimento che lo lascerà in fin di vita, Tony capirà che è inutile continuare a modificare l’armatura, forse è arrivato il momento di migliorare anche l’uomo e il suo rapporto con la macchina.

Realizzazione

La figura di Tony Stark è caratterizzata in modo perfetto, dando molto più spazio all’uomo dietro l’armatura, al vero eroe, fatto di carne e sangue. Non solo un riccone con un mega giocattolo ipertecnologico in grado di renderlo un eroe, ma un uomo che desidera fare qualcosa per il mondo, ma per farlo è costretto a innumerevoli sacrifici; sacrifici che vanno ad intaccare soprattutto la coscienza e il suo spirito altruista.
L’idea alla base della miniserie è incredibilmente geniale e curata, non lasciando buchi nella trama che fa da base di lancio per questo ipotetico nuovo futuro. I disegni sono definiti in modo quasi maniacale, potrete contare le rughe d’espressione sui volti e sulle mani grazie alle nuove tecnologie digitali sperimentate da Granov. L’unica pecca è che in alcune scene sembrano fin troppo statici, non trasmettendo la dinamicità necessaria per rendere al meglio alcuni momenti d’azione. Nelle ultime pagine vi rimarrà un pò di amaro in bocca, sapendo che molto probabilmente non ci sarà mai un futuro per questo nuovo IronMan (ma nel mondo Marvel non esiste la parola “mai”).

Iron Man Extremis IronMan Extremis ha sicuramente tutte le carte in regola per dare un nuovo inizio al personaggio. Bisogna solo attendere e vedere se la Marvel deciderà di far entrare questa nuova genesi nella normale continuity o mantenerla come una storia a parte, relegata in una delle innumerevoli dimensioni parallele. Una spesa obbligata per gli amanti del personaggio e per chiunque voglia avvicinarsi per la prima volta alle gesta dell’ultimo eroe in armatura.