Recensione Jinbe

Patrigno e figliastra: una storia d'amore impossibile?

Articolo a cura di

Adachi... un autore e una garanzia!

Sono da sempre un grande fan di Mitsuru Adachi, dai tempi in cui trasmisero per la prima volta "Prendi il mondo e vai", per poi proseguire con "Questa allegra gioventù", "Miyuki" e "Slow Step". Poi la mai troppo lodata Star Comics cominciò a tradurre anche i manga e le mie impressioni vennero confermate: Adachi è davvero un grande mangaka, capace di trasmettere emozioni in ogni sua opera grazie ad un tratto e ad uno stile di narrazione quasi minimalista, ma capace di una grazia e di un'ironia unici. E' un vero peccato che in Italia i suoi fumetti non vendano bene: dopo il flop di "Rough" (primo manga di adachi tradotto da Star Comics), il successo di "Touch" non è riuscito a consolidare questo autore nel cuore dei fan.
Probabilmente parte dello scarso successo riscosso da Adachi è dovuto alle situazioni ed alle tematiche tipicamente giapponesi che si riscontrano nei suoi albi: l'ambientazione, il modo di fare, l'assenza di demenzialità e violenza, l'onnipresente baseball, sono tutti elementi che il pubblico nostrano può trovare quantomeno spiazzanti. Ma in effetti qualche colpa ce l'ha anche lui, prima fra tutte l'assoluta prevedibilità delle sue storie! All'inizio di ogni suo manga i due protagonisti principali sono ineluttabilmente destinati a fare coppia e non succede mai nulla che metta in discussione questa eventualità. In genere il ragazzo è un campione sportivo (normalmente di baseball) che porterà se stesso e la sua (eventuale) squadra al massimo traguardo di categoria. In genere la ragazza è la più bella ed in gamba della scuola, intelligente, indipendente ma anche perfetta casalinga, contesa da tutti ma infatuata senza ripensamenti (e quindi senza speranza per nessuno) del protagonista. Adachi è bravissimo a narrarci di come i due protagonisti finiranno col dichiararsi, ma per tutta la storia non c'è un momento in cui il lettore dubiti che così non sarà, non importa quante siano le ragazze innamorate di lui o i ragazzi innamorati di lei: nessuno è bello e bravo come i due protagonisti. Naturale che personaggi tanto perfettini conquistino a stento il cuore del lettore, al punto che spesso appaiono assai più umani (e simpatici) i vari rivali, anche se sconfitti in partenza. Quanto detto appare ancora più evidente in quanto il tratto dell'autore rimane praticamente invariato da storia a storia (salvo, naturalmente, i miglioramenti dovuti al tempo) al punto che i personaggi finiscono per essere sempre gli stessi: se avete una minima conoscenza delle opere di Adachi, all'apertura di un nuovo albo troverete sempre i fidanzati predestinati, i rivali senza speranza, il ciccione, il tipo muscoloso, i genitori bonari...

Trama

Jinbe non si discosta molto da quanto detto sopra, se non per la curiosa premessa iniziale: questa volta la coppia predestinata non è formata dai due soliti studenti liceali magari anche amici d'infanzia. Questa volta abbiamo a che fare con un uomo maturo, Jinbe, ex campione di calcio (è stato un grande portiere) ed ora responsabile dell'acquario cittadino. Jinbe ha già un matrimonio alle spalle, terminato tragicamente quando la moglie Rikako è morta di malattia dopo appena tre anni dalle nozze. Ma il tempo passa ed il dolore del protagonista è stato lenito da Miku, la sua figliastra. La ragazza ha 17 anni ed è nata da un precedente matrimonio di Rikako, ma ora convive con Jinbe: i due sono uniti da un legame che va ben oltre l'amore filiale, ma vista la giovane età di lei finora questo non si è concretizzato in niente di più serio.
In attesa dell'inevitabile lieto fine i due protagonisti vivono felicemente la loro vita: Miku frequenta la scuola e respinge tutti i pretendenti, Jinbe continua il suo lavoro all'acquario non senza preoccuparsi costantemente che la ragazza possa trovare qualcuno che lo rimpiazzi.
Tra eventi più o meno improbabili, Adachi ci narra la loro storia attraverso i sette capitoli di questo volume autoconclusivo: l'autore è bravissimo nell'ideare situazioni sempre brillanti e divertenti, anche se non mancano momenti più seri. In ogni caso la particolare relazione tra figliastra e patrigno non pare suscitare particolari scalpori nel mondo di "Jinbe" e la lettura prosegue piacevole fino all'inevitabile lieto fine.
Il bel tratto di Adachi si è ormai raffinato e conferma gli ottimi risultati raggiunti in "H2". Il formato dell'albo è un abbondante 15x21 che permette di apprezzare a dovere le tavole dell'autore; la qualità della carta utilizzata è buona, mentre come da tradizione Star Comics non ci sono sovracoperte.

Jinbe "Jinbe" altro non è che la solita storia d'amore secondo Mitsuru Adachi: estremamente piacevole da leggere, nonostante le bizzarre premesse, e ben sceneggiata, ma anche scontata e prevedibile per quanto riguarda il risultato finale. Il protagonista azzimato non è certo una novità (si pensi a "Slow Step") ed anche questa volta l'autore non rinuncia a renderlo un campione dello sport (da giovane è stato un portiere leggendario ed anche ora non ha problemi a surclassare il pretendente di Miku): da parte sua la protagonista è appena abbozzata, ma rappresenta il solito stereotipo di liceale/casalinga già vista in molte altre storie dell'autore. Nel complesso un prodotto molto gradevole, ma indirizzato per lo più ai fan dell'autore...