Recensione JLA/CYBERFORCE

Torna la Justice League, ma questa volta non è sola

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Quando gli universi si scontrano

Il cross over nel campo fumettistico è il termine che si usa per indicare quelle storie che vedono protagonisti personaggi appartenenti a diverse realtà editoriali.
Stavolta tocca alla DC e alla Top Cow Comics incontrare i loro universi in una storia che vede protagonisti i due gruppi più noti e più potenti dei due rispettivi universi fumettistici: la classica Justice League of America che compare sulle pagine dei comic fin dagli anni 60 e la più recente Cyberforce pubblicata per la prima volta dall’Image comics nel 1992. Una sorta di classico contro moderno dunque.
La Justice League appare qui in formazione quasi tipo, e per questa avventura serra le fila annoverando i pesi massimi: Superman, Wonder Woman, Batman, Martian Manhunter e Flash (dei big della league manca all’appuntamento il solo Lanterna Verde), personaggi sicuramente noti al grande pubblico.
Discorso diverso invece per la Cyber Force, ideata da Mark Silvestri (l’autore affermatosi sulle pagine della serie The Uncanny X Men aveva da poco abbandonato la serie mutante della Marvel per essere poi reclutato dall’Image e forse per questo i suoi personaggi ricordano troppo da vicino alcuni personaggi delle serie mutanti Marvel): Stryker (un simil Cable a quattro braccia di cui tre sono cibernetiche e collocate sul lato destro del corpo), Cyblade (capace di generare lame di energia bionica; una pseudo Lady Deahtstrike), Ballistic (“se può vederlo può piazzarci dentro un proiettile”; un mix di Gambit-e Longshot ma al femminile) e Velocity (velocista; la natura del suo potere ricorda il vecchio Super Sabre).
La minaccia che li impegna è un ex membro della forza Cyber, RipClaw.

La storia

Budapest è invasa da orde di Cyber Zombies che mettono a ferro e a fuoco la città. Scatta l’allarme sulla torre di guardia lunare della league e i suoi membri si precipitano sul luogo per contenere l’invasione ma nella capitale ungherese trovano i membri della Cyber Force già impegnati a combattere.
L’unione dei due gruppi appare fin troppo scontata e dopo le prime schermaglie con questi cyber zombie nasce una sorta di rispetto tra le due formazioni.
All’origine di tutto c’è però RipClaw (potrebbe ricordare a molti per certi aspetti il famoso Wolverine), ex membro di Cyberforce ora votatosi al male, che è alla ricerca di un’energia aliena chiamata Goldtech per conquistare l’immortalità.
A lui, o almeno al RipClaw del periodo eroico, è ancora legata Velocity che proprio per via di questo si rivela titubante in uno dei momenti decisivi, mettendo così in serio pericolo il desitno del mondo e l’incolumità del marziano verde della JLA Martian Manhunter. E sono botte da orbi...

Pollice su

Bello a vedersi, inutile nasconderlo: accattivante nei disegni e tutto si nasconde dietro ad una splendida copertina di Mark Silvestri, molto maturato e si nota che di strada ne ha fatta tanta dai lontani tempi degli incredibili X-Men.
Ma la storia è più un seguirsi di botte e di sparatutto fumettistico che sviluppo di intreccio narrativo vero e proprio.
Ad aiutare la confusione c'è un uso spropositato di splash page belle e vedersi ma dal' effetto troppo sincopato per il ritmo abbastanza zoppicante della vicenda.
Una lieta sorpresa sono i dialoghi che si rivelano interessanti soprattutto nella fase di approccio tra i due gruppi.
Troviamo così un simpatico flirt tra Batman e Cyblade, un prevedibile scontro etico tra i due leader Superman e Stryker, e due visioni opposte di femminismo fumettistico escono dalle bocche di Wonder Woman e di Ballistic.
Velocity invece dialoga in un primo tempo con Martina Manhunter e dichiara i suoi sentimenti per Ripclaw mentre passa poi a confrontarsi con Flash (la leauge ha un membro in più) per usare al meglio i suoi poteri.
Il quinto personaggio mancante della Cyberforce è il succitato villain RipClaw.

Pollice verso

Ovviamente prendere di peso un cross over tra due gruppi e trasportarlo nelle edicole italiane senza tenere conto che uno di questi è praticamente sconosciuto ai più è cosa insensata a livello imprenditoriale. Ma alla Planeta De Agostini sembrano non essersene accorti.
Aggiungete il fatto che è sempre stato uno sforzo erculeo seguire in Italia le vicende della Cyberforce, dalle proprie non felici vicisittudini editoriali, e arrivarete anche voi alla conclusione che per questa volta si poteva presentare meglio l'evento.
Ma il solito insufficiente, qui addirittura inesistente apparato redazionale della Planeta, scoraggia a dir poco l’interesse per i personaggi, anche chi non ha dimestichezza con la League in realtà potrebbe trovarsi abbastanza spiazzato.
La casa editrice spagnola ha una deontologia tutta sua, detiene i diritti della DC e poco sembra importargli di presentare al meglio il mondo Top Cow, introducendo la storia. Altri editore su altri cross over si sono comportati decisamente meglio.

JLA/Cyberforce Il costo di 3.95€ non sembra poco e forse solo i collezionisti vorranno spendere tale cifra. L’albo appare impeccabile nella grafica ma privo di contenuti e guardare dei bei disegni fini a sé stessi dopo un po’ stufa. Peccato, è il secondo buco dell’acqua per la League quest’anno (vedi Le Mappe dell’inferno) per gli altri è un numero tranquillamente superfluo. Aggiungete infine che è ininfluente per la continuity ufficiale e poco godibile come storia a sè.