Recensione June - The Little Queen

June è una possibile candidata al titolo di Regina della Luce, tuttavia...

Articolo a cura di

Siccome il mio sogno è irrilevante, sono serena...

L’istituto Rohini è una prestigiosa scuola in cui vengono ammessi solo ragazzi che possiedono il potere sacro: maghi, cavalieri e aspiranti Regine della Luce. Le candidate al trono vengono scelte fin dalla propria infanzia e la loro vita viene impostata in maniera impeccabile, in modo che possano essere pronte ad assolvere al proprio compito.
È sempre stato così... tranne che per una sola eccezione.

June Narcieq è una possibile candidata al titolo di Regina della Luce, ma non sembra molto interessata al trono e vive la propria vita all’interno dell’istituto seguendo il proprio istinto e combinando guai di ogni genere. Accanto a lei il silenzioso amico d’infanzia Sezuru Ney, unica cosa importante per June, unico tesoro per cui combattere.
Quando un giorno June si accorge che Lucia Luferr, candidata perfetta e sua rivale di sempre, è innamorata di Sezuru, le cose cambiano drasticamente: June prende la decisione di diventare a tutti i costi regina, per poter stare sempre accanto al suo amato amico. Al triangolo amoroso si aggiunge poi Yuri Schauer, primo monaco del dio della Luce, nonché membro della giuria per decidere la Regina, che cercherà in ogni modo di impedire a June di raggiungere il proprio scopo, complicando maggiormente l’intreccio delle situazioni.

“Lucia Luferr, tu non mi piaci, ma ti reputavo la candidata ideale per diventare regina. Tuttavia, se sei mossa solo dall’amore per Sezuru... ti impedirò di salire al trovo!”

La speranza per la fanciulla...

June - The little queen a primo impatto può sembrare un normalissimo, letto e riletto, manhwa sentimentale, ad ambientazione scolastica, certo un po’ differente da quella tipica, ma pur sempre già vista in parecchi shojo. In realtà la storia romantica che sta alla base dell’ intricata trama, i due amici d’infanzia dagli affetti reciproci confusi, il terzo intruso, il triangolo amoroso, si perdono facilmente nel complesso intreccio di pensieri, misteri e cose non dette che avviluppano i personaggi.

Ciò che parte come il racconto di una storia d’amore con possibile lieto fine, si trasforma in fretta in un fantasy complesso ed affascinante, con personaggi che appaiono e scompaiono come se fossero le presenze di un sogno. Tutto June sembra vivere in questa atmosfera onirica, in cui il tempo viene spesso tagliato di netto per dare spazio a flashback o flashforward, che si frappongono nello scorrere degli avvenimenti per dare luce a zone d’ombra. In realtà in continuo spezzarsi della linea narrativa, e i pensieri dei personaggi espressi spesso e volentieri su fondale nero, tendono a confondere il lettore, che si ritrova spiazzato a chiedersi “dove sono?”.
Molto piacevoli risultano invece le intrusioni di piccoli siparietti comici e deliranti o rimandi poco seri ad altri manga o anime, comunque sempre menzionati in piccole note nascoste negli angolini delle tavole, che rendono i personaggi quasi più umani e fanno in modo che il lettore si affezioni maggiormente a loro.

...la verità per il ragazzo.

Il tratto stilistico di Kim Yeon-Joo è sicuramente molto particolare e diverso da quello a cui la tradizione giapponese ci ha abituati per molto tempo. Non lo si può di certo definire semplice o lineare, pulito e comprensibile. In June, come nelle altre opere della stessa autrice, risalta un disegno di ispirazione quasi gotica, che si allunga all’infinito in ondeggi e arabesque rendendo il disegno sinuoso e rarefatto.

Gli ambienti sembrano usciti da un mondo favolistico e principesco, che anche nel regno delle tenebre rimangono affascinanti ed illusori. Particolare cura viene data agli abiti e alle acconciature, sempre perfettamente mossi da venti e movimenti, mai piatti, mai semplici o trasandati. I particolari arzigogolati sono quelli che fanno dei disegni di Kim Yeon-Joo un discreto prodotto artistico anche al di fuori dell’ambiente fumettistico.

Un po’ di perplessità derivano dal modo in cui sono disegnati gli occhi dei personaggi, che spesso appaiono privi di espressione, a causa di uno stile tratteggiato e non definito. Le espressioni si presentano spesso vuote e trasognate, come se gli occhi fossero uno specchio impenetrabile, che custodisce alla perfezione i segreti che non devono essere svelati. Per alcuni questa particolarità può essere un motivo di pregio, dato che aumenta la sensazione di smarrimento e mistero, per altri è invece una pecca, che porta i protagonisti in un piano troppo distante dalla realtà e li rende quindi poco verosimili.

God bless you

June - The little queen è pubblicato dalla casa editrice J-POP nella sezione Romance. Il volume è particolarmente curato, soprattutto nei primi numeri, che oltre ad una graziosa sovracopertina a colori, presenta anche un’ulteriore tavola extra rappresentante uno dei protagonisti; questo surplus è andato via via scomparendo nei numeri successivi. Molto vivaci e interessanti risultano poi le annotazioni umoristiche o i piccoli aneddoti che l’autrice nasconde nell’aletta interna della copertina.
Si sente forse la mancanza di ulteriori delucidazioni o annotazioni complementari alla storia che, bisogna ammetterlo, alla prima lettura appare di non facile comprensione. Solo dopo qualche rilettura si capiscono sfumature ed avvenimenti fondamentali per l’avanzamento della trama.
Va segnalato infine che ci troviamo davanti ad un manhwa, quindi va letto alla occidentale, da sinistra verso destra.

Ultima nota utile, June è una serie in 8 volumi, ormai conclusa e facilmente rintracciabile in fumetteria.

June - The Little Queen 'June - The little queen' presenta in maniere sinuosa una storia fantasy incentrata più sulle emozioni dei personaggi che su un'effettiva trama. La mancanza di una narrazione nitida e lineare tende a confondere la comprensione del lettore, ma allo stesso tempo può affascinarne le percezioni, accompagnandolo nella storia di una singolare lotta tra bene e male.