Recensione Kamiyadori - Potere Divino

Un mondo alla deriva...

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Kamiydori - Potere divino

Kei Sanbe, autrice di questo fumetto, ci immerge in uno strano scenario post-apocalittico a metà tra il medioevo e la tecnologia più avanzata. Il male più grave che affligge questo mondo è una grave epidemia virale: il Kamiyadori è un particolare virus letale che si sparge tramite semplice contatto e trasforma gli esseri umani in abominevoli mostri, il cui unico scopo è quello di cibarsi di altri esseri viventi.
Tra idee originali e non, questa è l’introduzione a “Kamiyadori - Il potere divino”, novità manga nella scuderia Playpress. Si tratta dell’esordio della mangaka Kei Sanbe ed è una mini-serie in 5 volumi.
Insieme a Togari e soprattutto dopo il più blasonato Battle Royale è andata ad arricchire il repertorio shonen (cioé dedicato ad un pubblico maschile) di questa casa editrice.
Gli ingredienti di questo manga sono quelli classici del fumetto d’azione: disegno pulito, personaggi "duri" e una trama lineare con buoni colpi di scena, che rendono molto godibile la lettura.

Un mondo alla deriva

Nel mondo la popolazione è decimata a causa dalla gravissima e mortale epidemia causata dal Kamiyadori, senza contare che si sta aspettando per la seconda volta un evento, il cosiddetto Holy, che pare fu la causa del primo contagio.
I primi personaggi che vengono presentati sono il protagonista Gil Wilard, uno dei membri del famoso corpo speciale d’elite “Right Arms” e i suoi compagni Arisa e il gagdet Vivie.
Nel particolare questi Right Arms sono dei poliziotti speciali, sul cui braccio destro è tatuato il “Luna eye”, che, insieme a un contagio "controllato" del virus Kamiyadori, amplifica di gran lunga i poteri psichici e fisici che hanno, in modo da renderli più potenti (e reattivi alla presenza dei kamiyadori). I Right Arms, insieme alle forze di polizia, hanno il compito di proteggere gli esseri umani dal contagio, e per questo sono sempre al lavoro per sterminare gli infetti: una volta avvenuto il contagio non c’è alcun rimedio, se non un vaccino che però è tanto raro da essere commerciato clandestinamente.
La situazione sulla terra è catastrofica: la mala distribuisce anche falsi vaccini che nei migliori casi funzionano da “placebo” e in altri invece facilitano l’infezione. L’organizzazione per la salvaguardia (dai connotati mistici) è però perfetta: c’è una zona che è dedicata alle cure, in un altro luogo invece sono ospitati le Searcher e le Talker, vale a dire strane ragazzine che tramite speciali poteri sono in grado di percepire posizione e pericolosità dei Kamiyadori.
Grande forza di questo manga sono i vari protagonisti, difatti ad ognuno viene lasciato il proprio spazio andando a creare così un manga molto corale.
La trama invece procede in maniera lineare, ma in forma episodica con brevi storie autoconclusive che servono inizialmente a delineare l’ambientazione e gli obiettivi delle task force.
Nonostante la struttura ad episodi bisogna riconoscere che non perde mordente e anzi le storie sono quasi sempre ispirate e convincenti.

Analisi e parte tecnica

Kamiyadori è un classico manga d’azione, il cui punto di forza sono i personaggi carismatici e convincenti, soprattutto nei loro drammi personali. La trama segue un filo conduttore che permette di scoprire man mano il passato dei protagonisti, soprattutto tramite flashback, e anche particolari sullo strano mondo in cui vivono; la storia procede con un buon ritmo di narrazione e man mano che ci si avvicina ai volumi finali decolla andando a chiudere anche dei buchi narrativi, evidenti nei primi numeri.
Da sottolineare il ruolo più che funzionale del disegno, che rende perfettamente giustizia alla matrice d’azione del fumetto andando ad evidenziare i momenti chiave nella crescita dei personaggi e al tempo stesso mantenendosi estremamente pulito e curato anche nei momenti più concitati dei combattimenti, rendendo comprensibile anche il passaggio tra una vignetta e l’altra. Da segnalare inoltre la presenza di un pizzico di fanservice: costumi molto ridotti e alcune scene che faranno sicuramente sorridere (soprattutto situazioni vissute da Arisa e la piccola gadget Vivie).
L'unico problema di questo manga è che nonostante l'ambientazione originale (ispirata dalle avventure nepalesi dell'autrice) il tutto si riduce ad un'opera incompiuta, ad un nulla di fatto, e pochi dei nodi vengono al pettine. Il quinto volume sancisce infatti la fine prematura di una serie che avrebbe necessitato e beneficiato di molto spazio in più. Così i personaggi diventano sprecati e la storia resta fine a se stessa, lasciando l'amaro in bocca a tutti i lettori, che avrebbero gradito conoscere il proseguo delle vicende e scoprire la verità dietro al kamiyadori.

L’edizione è quella tipica della Playpress, da 3.90€, priva di sovraccopertina, con brossura. L’adattamento è molto buono e si nota subito la presenza di uno slang giovanile, con qualche apertura ai toni volgari, che rende molto più verosimili i dialoghi. E’ da evidenziare il solito difetto per quelle tavole che si trovano di fianco alla brossura, che non le rende molto leggibili. Nel complesso si tratta di una edizione negli standard Playpress, senza infamia e senza lode.

Kamiyadori - potere divinoKamiyadori - Il potere divino” sembrava essere una buona ventata di fresca novità nel repertorio manga della Playpress. Nonostante conservi alcuni cliché del genere, l'ambientazione - almeno all'apparenza - complessa, articolata e originale riusciva a rendere la lettura sempre interessante e piacevole, sia nei dialoghi che nei momenti d'azione. Un mix riuscito che però si rivela un'occasione sprecata: i 5 volumi di cui si compone questo manga sono troppo pochi per sviluppare bene una trama che ha l'arroganza di presentare nuovi filoni e retroscena proprio nell'ultimo numero. Una saga inconclusa dunque, che è difficile consigliare, se non a chi apprezza il genere ed è incuriosito da un fumetto che presenta -nonostante tutto- qualcosa di nuovo e interessante, con la coscienza che la sua brevità lo relega alla mediocrità.