Recensione Kekkaishi

Yellow Tanabe reinventa i Ghostbuster in chiave nipponica

Articolo a cura di

L'opera

Realizzato da Yellow Tanabe, “Kekkaishi” è il secondo manga di un’autrice emergente dotata di ottimo stile e notevole rapidità, e rappresenta una delle novità più interessanti del panorama fumettistico nipponico.

La Storia

La famiglia Yukimura e la famiglia Sumimura da secoli proteggono il terreno dei Karasumori ove sorge la scuola frequentata dagli ultimi discendenti delle due casate: Tokine Yukimura e Yoshimori Sumimura.
Entrambi esperti di Kekkai, l’antica “arte del sigillo”, Tokine e Yoshimori sono gli eredi designati delle rispettive famiglie e svolgono quotidianamente il ruolo di Kekkaishi, i creatori di barriere. Il loro compito è impedire agli spiriti malvagi di arrivare nel terreno dei Karasumori che costituisce per questi una inesauribile fonte di energie capace di renderli invincibili; ed ove non riescano ad evitarne l’ingresso, Tokine e Yoshimori hanno il compito di fermare ed al limite distruggere gli spiriti prima che sia troppo tardi e divengano inarrestabili.

Yoshimori è dotato di un grandissimo potere spirituale che gli consente di creare immense barriere; Tokine di converso ha una grandissima precisione ed è in grado di sigillare i nemici da notevoli distanze. I due si completano e difendono strenuamente dall’attacco di migliaia di creature il terreno sacro. Yoshimori e Tokine svolgono il loro compito assistiti da due cani fantasma: Madarao e Hakubi, un tempo appartenuti all’originario Kekkaishi da cui derivano le loro casate.
Nonostante sia loro affidato un compito tanto gravoso, durante il giorno Tokine e Yoshimori vivono una vita spensierata come gli altri giovani della loro età, incuranti della pericolosità del ruolo che rivestono.

Yoshimori, secondo di tre fratelli, in realtà odia il proprio destino, e pur essendo in apparenza meno dotato del maggiore, Masamori, capo della misteriosa “unità notturna”, è stato lui a ricevere il marchio che contraddistingue il legittimo successore della famiglia Sumimura ed è condannato a svolgere il ruolo di Kekkaishi suo malgrado. Yoshimori mal sopporta questo destino che lo costringe a rinunciare al suo sogno: diventare un pasticciere e creare un’immenso castello dolce, passione cui si dedica con tutte le energie ogni qual volta ha un momento libero.

Anche se non ama la sorte toccatagli, Yoshimori continua ad esercitarsi quotidianamente nelle tecniche di Kekkai, poiché teme per Tokine di cui è segretamente innamorato e che vuole proteggere ad ogni costo dalle insidie sempre maggiori che si celano nei pressi del terreno dei Karasumori...

L'autrice

Ben poco conosciamo di Yellow Tanabe, giovane promessa del manga nipponico, vincitrice nel 2000 del New Comic Big Prize, concorso dedicato a giovani talenti; grazie alla storia breve “Yama no Naka”, l’autrice che è solita raffigurarsi nei propri manga con le fattezze di un pinguino, ha successivamente realizzato “Lost Princess” edito nel 2002. Dal 2004 Tanabe lavora a “Kekkaishi”, pubblicato per Shogakukan e del quale sono ad oggi stati realizzati 15 tankoubon.
La rapidità è certamente una delle doti principali di una autrice dallo stile fresco, semplice ma ben curato: l’incredibile media di quasi 5 volumi da 192 pagine all’anno non è infatti cosa da tutti ed in un Giappone ove far pubblicazioni con il contagocce sembra diventata la caratteristica di gran parte degli autori giunti sino a noi, è certamente apprezzabile la costanza di questa giovane promessa.

“Kekkaishi” ha ottenuto un discreto successo in patria, e nonostante l’agguerrita concorrenza di numerose serie di successo quali One Piece, Naruto, Bleach e tante altre, è riuscito a ritagliarsi uno spazio ed a guadagnarsi una discreta fetta di pubblico, al punto da convincere Sunrise a realizzarne una trasposizione animata edita nel 2006 e tutt’ora in onda in Giappone.
La serie ha ottenuto un discreto successo anche all’estero: “Kekkaishi” è attualmente pubblicato negli Stati Uniti da Viz Media (ed è giunto al 9° tankoubon negli USA), ed in Francia da Pika Edizioni (7 i volumi pubblicati in territorio francese). La serie ha vinto il 52° Shogakukan Award, premio annuale dedicato dall’editore alle serie di maggior successo in ogni genere, sintomo questo del buon lavoro svolto da Tanabe. E’ inoltre in progetto la realizzazione di un videogame action su “Kekkaishi” per Nintendo DS ad opera di Namco Bandai, annunciato per il 24 Maggio 2007 in Giappone. Un successo che non pare arrestarsi...

Acchiappa Fantasmi

Kekkaishi è un manga frizzante e spensierato, contraddistinto da due protagonisti giovani e vivaci. L’inserimento di comprimari singolari quali i due nonni, e gli svogliati cani fantasma, oltre alle numerose gag che contraddistinguono quest’opera, aiutano a stemperare la tensione e confezionano un prodotto leggero e piacevole. Lo stile di Yellow Tanabe appare interessante: il tratto dolce non è eccessivamente elaborato ma risulta godibile.
I volumi usciti in Italia sono onestamente troppo poco per riuscire a dare un giudizio completo su questo prodotto. Di sicuro le premesse per un buon titolo si intravedono, ma la monotonia dei primi tankoubon e l’eccessiva frammentazione degli episodi narrati sono elementi che lasciano alcuni dubbi. L’idea di fondo, realizzare una sorta di Ghostbusters in chiave prettamente nipponica ed incentrata su un aspetto misterioso quale quello dei poteri spirituali, risulta senza dubbio affascinante, ma è ancora troppo presto per dare un giudizio su un opera di cui abbiam visto troppo poco.

L'edizione

L’edizione Italiana di “Kekkaishi” è la tipica economica Panini: un formato da edicola, con copertine rigide, carta riciclata, assenza di sovracopertina e circa 200 pagine di fumetto a volume per 4€.
L’adattamento non è certo impeccabile: non convince la scelta dell’editore di accompagnare le onomatopee originali (lasciate in vignetta) da una loro traduzione, inserita anch’essa in piccolo all’interno della vignetta di fianco all’onomatopea originale, idea sicuramente originale e piuttosto discutibile, considerato che così facendo si ruba ancor più spazio alle immagini originali.

La carta è liscia e di buon spessore, ma non trattiene al meglio l’inchiostro. Certamente può considerarsi però più adatta per queste pubblicazioni di quella che osserviamo in altri titoli Planet Manga quale ad esempio Sidooh.

Kekkaishi In definitiva Kekkaishi è un titolo senza troppe pretese, uno shonen simpatico e leggibile, adatto a chi cerca una lettura poco impegnativa e rilassante. I protagonisti sono ben caratterizzati, lo stile è fresco e divertente e la trama appare intrigante nella sua relativa semplicità: insomma un prodotto tutto sommato interessante. Purtroppo stritolato in passato nella morsa degli shonen Panini (davvero incomprensibile è apparsa la scelta dell’editore di lanciarlo in un periodo in cui titoli quali “Bleach”, “Naruto”, “D-Grayman” e “Full Metal Alchemist”, per citare solo serie edite da Panini, già assorbono tutti i possibili lettori del genere) “Kekkaishi” non è riuscito a farsi apprezzare sufficientemente dal pubblico italiano e le scarse vendite hanno indotto l’editore a sospenderne la pubblicazione. Sarebbe auspicabile un cambio di rotta per un editore che potrebbe optare per una turnazione mensile di tali serie onde evitare di soffocarne talune a causa della pubblicazione incessante di altre. Ad ogni modo speriamo che nonostante le scarse venite Panini ci riprovi perché è certamente un prodotto meritevole di attenzione e dotato di buone potenzialità. Un peccato.