Recensione Kick-Ass

Siete pronti a leggere la graphic novel più c******e e f*********e violenta della Marvel!? Firmata Millar e Romita Jr.

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"Perché c’è gente che vuole diventare Paris Hilton e nessuno che vuole diventare Spider Man?"
-David Lizewski-


Dietro questa semplice (solo in apparenza) domanda sta la base portante e la filosofia intera di Kick-Ass, una graphic novel come non ne avete mai lette.
Mark Millar (Wanted, Ultimates) torna a scrivere una storia adulta e matura usando come tramite i supereroi, che tanto sono cari e radicati alla cultura americana, e una semplice domanda: perché nessuno ha mai pensato di mettersi una tutina di spandex e fare l’eroe? Perché le persone prendono esempio da modelli del tutto discutibili come la Hilton mentre nessuno, ma proprio nessuno, è disposto a pattugliare le strade per difendere qualche sventurato? Certo è che, detto così sembra che viviamo in un mondo dove non ci sia nessuno che tenga a bada la criminalità... sì, perché Kick-Ass è ambientato nel mondo reale, ai giorni nostri e David Lizewski, il protagonista di questa storia, è come molti di noi; un appassionato di fumetti che spende tutti i propri risparmi al cinema o in fumetteria. Ovviamente non è vero che nessuno veglia su di noi, ci sono forze dell’ordine sempre pronte ad entrare in azione, però spesso le ingiustizie non si risparmiano e per un teenager dove tutto il suo mondo si riduce alla scuola e al proprio quartiere, a volte sembra proprio non esserci giustizia.
Viene da chiedersi: perché una persona dovrebbe imitare Lindsay Lohan o Fabrizio Corona (per rimanere dalle nostre parti) e non Peter Parker o uno dei tanti eroi cartacei?
La risposta, anche se non direttamente, ce la dà Millar stesso, mediante le avventure di un comune ragazzo che non vede altro modo di dare un senso alla propria vita, che quello di mettersi una tuta da sub verde a righe gialle e andare in giro a “difendere” il prossimo.
Millar non fa tutto da solo e si affida alle abili mani dell’acclamatissimo John Romita Jr. (Amazing Spider-Man, Wolverine) per dare corpo, anima e vita a personaggi e ad un universo volgare, sboccato, duro, violento e paurosamente vicino alla realtà... perché se ancora non è stato detto Kick-Ass è un “fumetto” non adatto a tutti e caldamente consigliato ad un pubblico maturo e potete scommetterci le p***e che mai bollino fu più appropriato.

TI SPACCHERÒ IL C**O!

C’è un uomo sul tetto di un palazzo molto alto, con indosso una strana tutina multicolore munita di sgargianti ali rosse. L’uomo all’interno dello strano costume si sistema la visiera, anch’essa rossa (in tinta con le ali), e si prepara per spiccare il volo. Dallo sguardo, che traspare dalla visiera, si nota una sicurezza e una fierezza che solo un vero uomo può possedere. Ancora pochi secondi, un ultimo respiro, con un gesto deciso allarga le braccia e le ali si aprono come un ventaglio... è tutto pronto per il volo. Il balzo nel vuoto. Qualcosa non va e quello che doveva essere un trionfale volo tra i tetti della città diventa in un attimo una caduta verso il basso davvero disastrosa. L’impatto con la macchina parcheggiata proprio lì sotto è mortale. Lui non è Kick-Ass, è soltanto uno dei tanti che, preso dalla moda dilagante degli eroi in maschera, si è fatto prendere un po’ la mano... un po’ troppo!
In questo momento “l’eroe”, da cui tutto è partito, si trova in un’aula di liceo, seduto in modo scomposto che guarda la sua professoressa di biologia, la signora Zane, attratto più dalle forme prorompenti che fuoriescono dall’audace scollatura della suddetta, che dalle materia che insegna. Non che a David piacessero solo le over quaranta. Da molti anni ha una cotta segreta (neanche più di tanto) per la sua compagna di classe Katie Deauxman... ma lei non è che ricambi molto, anzi non ricambia affatto, e quando può non perde occasione per ricordarglielo appioppandogli aggettivi del tipo “brutto sfigato” e cose così.
Eppure David non è così strano: è un ragazzo come tanti: è appassionato di indie rock, serial televisivi (Heroes vi dice qualcosa?) e tutto quello che ti fa guadagnare il titolo onorario di nerd... ma lui non ama farsi definire così, di sé ama dire che non è ne il buffone, ne l’atleta, ne il figo della classe, ne il secchione, ne niente, è solo uno che esiste. Come tanti. Dopo questa piccola introduzione potete dedurre che la sua vita non è eccitante o piena di fatti incredibili, è la vita normale di un teenager, che passa le giornate leggendo un fumetto e guardando Youporn. Pochi anni prima la madre di David, colpita da un aneurisma, morì lasciandolo solo con il padre. Nonostante questa tragedia, i due riuscirono a cavarsela e ad andare avanti. I giorni passano tra la scuola, il cinema, la fumetteria e i soliti discorsi tra amici. Pian piano nella testa di David si insinua un'idea che cresce sempre più fino a ossessionarlo e a convincerlo ad attuare il suo, folle, piano: diventare un f*********o eroe in maschera!
Era bastato comprare una tuta da sub su eBay. Non si poteva più tornare indietro, il primo passo era stato fatto e nulla sarebbe più stato come prima. Ogni notte, mentre il padre fa il turno a lavoro, David fa un giro della città per controllare dai tetti la situazione: di giorno scuola (con tuta nascosta sotto gli abiti civili, come ogni eroe che si rispetti) e pomeriggio palestra per mettere su massa muscolare... quello che però davvero manca è l’azione e un nome da eroe davvero figo. Finalmente, un giorno incontra tre sbandati che sporcano con le bombolette spray i muri del quartiere, ed è ora di entrare in azione dandogli una raddrizzata. Tutti quegli allenamenti e le ore in palestra daranno i loro frutti... ma sarà davvero così facile? Questa è la realtà, non un fumetto Marvel e qui i delinquenti pestano davvero duro usando coltelli e pistole. Può davvero un’esile teenager confrontarsi con certe persone? E cosa più importante, presentarsi senza un nome di battaglia?!

BRUTTO FIGLIO DI P*****A!

Millar e Romita colpiscono duro il lettore con una storia moralmente scorretta e visivamente violenta, cruda. I due artisti si amalgamano alla perfezione, l’uno compensa e supporta l’altro dando come risultato finale una graphic novel divisa in due volumi (in originale otto numeri da noi poi raccolti nel ottimo formato Marvel 100%) che ogni vero appassionato del grande fumetto indipendente non può farsi mancare. Kick-Ass è una storia che non guarda in faccia nessuno, tramite i pensieri di David ci viene raccontata l’esistenza di un ragazzo che come unico modo per sentirsi vivo e parte di un ingranaggio chiamato mondo, deve mettersi in gioco, deve far vedere che lui esiste e ha anche uno scopo... e questo scopo è servire alla società. Una società che lo sbeffeggia e lo ignora allo stesso tempo. Come può una nullità come lui farsi notare e aiutare il prossimo? Diventare un eroe in maschera è la risposta più ovvia per un nerd come lui; naturalmente è un’idea stupida e suicida, ma le argomentazioni e le (auto) giustificazioni che dà a noi e ai suoi amici (comunque ignari che sotto la tutina verde ci sia lui) a conti fatti non fanno (quasi) una piega, anzi fanno riflettere su che società stiamo costruendo e in cosa ci rispecchiamo.
Sono davvero queste le persone che vogliamo idolatrare? Li vogliamo davvero come nostri esempi di vita? Il nulla che racconta se stesso è quello che vogliamo seguire? Personaggi dalla dubbia utilità che nella propria inutilità ci sguazzano e ne fanno la propria forza costruendoci notorietà e fama.
David ha sicuramente qualche rotella fuori posto (o un coraggio da leoni!) e com’è giusto che sia (per lui) prende in mano la situazione e va a spaccare musi per la città... ma come ben presto scoprirà il corpo umano sanguina facilmente, le ossa si rompono come grissini e i “criminali” non sempre sono dei buontemponi come quelli dei fumetti. Sbatterà (molto forte) il muso contro una realtà a cui non era preparato e ne pagherà le conseguenze pesantemente; eppure il suo, folle, gesto smuoverà le acque e qualcosa incomincerà a cambiare, con altri supereroi in maschera che si faranno avanti (a voi la sorpresa).
Sotto il profilo prettamente visivo ci troviamo di fronte ad un John Romita Jr. in forma al cento per cento, quasi in stato di grazia. Illustra tutta la storia con una maestria e una libertà espressiva che probabilmente non ha mai avuto, lasciando senza fiato (detrattori del Romita style permettendo). Ogni tavola sprizza passione da tutti i pori dimostrando, con molta probabilità, quanto l’autore stesso si sia divertito nel mostrarci le avventure di David e dei suoi emuli. Grazie anche alla collana Icon della Marvel dove è serializzato in origine: una testata dove gli autori possono esprimersi con maggiore libertà, senza restrizioni e mantenendo tutti i diritti sui personaggi creati.
Come già anticipato, l’edizione italiana della Panini è la classica 100% Marvel che ben si sposa con le graphic novel: ottima carta e stampa per un prezzo un po’ altino (non sono volumi poi così corposi). Quattro capitoli a volume, che a opera compiuta raggiungono la modica cifra di 24€, una cifra non proprio popolare che però si giustifica se si pensa alla qualità complessiva dell’opera.

Kick Ass Grottesco, violento, sboccato, folle, disturbato, assurdo e allo stesso tempo paurosamente realistico... Kick-Ass è questo e molto altro. Un’opera che si esprime con due chiavi di lettura ben differenti: la prima è il puro intrattenimento (e lo fa alla grande), e la seconda è far riflettere il lettore su quello che gli sta intorno e alla direzione che hanno preso le cose. Millar lo fa nel suo stile, senza cercare di imporre niente a nessuno, dice le cose come stanno dal suo punto di vista; poi il lettore sarà libero di pensare quello che vuole. In qualsiasi caso e qualsiasi cosa ci vediate, Kick-Ass diverte e tiene incollato il lettore fino alla fine e questo è l’importante. Potete anche scommetterci che finita la lettura non ci penserete più due volte a mettervi un costume da supereroe. Ora possiamo solo aspettare la seconda stagione e sperare che la premiata ditta Millar/Romita Jr. sfornino per l’ennesima volta una “storia” c*****a e con le p***e... proprio come questa!