Recensione Kingdom

Spade, guerre e sangue. Il nuovo Berserk è arrivato?

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Testi di Alessandra Zanetti
Tra 771 e il 481 a.C. la Cina è divisa in vari regni in lotta fra loro per l'egemonia, durante il cosidetto Periodo delle primavere e degli autunni; nel 403 fino al 221 a.C. queste lotte riprendono e proseguono nel più conosciuto Periodo dei regni combattenti, al termine del quale lo stato di Qin gradualmente conquista il potere, assoggettando le regioni circostanti, sotto l'egida del grande primo imperatore Qin Shi Huangdi.
Questo mezzo millenio irrequieto viene chiamato "Guerra dei 500 anni" nel sottotitolo di Kingdom, ambientato nell'ultimo periodo dei regni combattenti.
Che noia, vero?
Bene, dimenticate nozioni soporifere e didascalica pedanteria: Kingdom vi erudirà sulla storia cinese senza essere un malloppone noioso!

Xin e Piao, rimasti orfani a causa della guerra, vengono adottati dal capo del loro villaggio e trascorrono le giornate adempiendo ai doveri domestici e allenandosi, perché profondamente convinti che la meritocrazia della società cinese un giorno permetterà loro di diventare dei generali di fama immortale. Piao è il preferito dal capo del villaggio e dalla sua famiglia, essenzialmente per il suo carattere mansueto, mentre Xin proprio perché dotato di un'energia e uno spirito combattivo senza uguali, non è particolarmente apprezzato.
Durante uno dei numerosi duelli quotidiani, il ministro Chang Wen Jun di passaggio in quelle terre nota qualcosa di speciale in quei due e il giorno seguente, si reca al villaggio per portare Piao con sé a corte.
Xin resta al villaggio, nutrendo la più genuina speranza che il fratellastro abbia un prospero destino, senza mai perdere di vista il suo obiettivo di diventare un glorioso generale.
Presto però scoprirà quale sia il prezzo da pagare per scrivere indelebilmente il proprio nome negli annali della storia, attraverso macchinosi intrighi, sanguinosi combattimenti, inaspettati lutti...
Ed è su questo aspetto caratteristico di Kingdom che vorrei soffermarmi.
Durante il periodo trattato, vi furono vari tentativi di attentati al re legittimo, Ying Zheng, figura che coloro che conoscono un po' la storia cinese riconosceranno con piacere nel manga.

Le battaglie sul campo e i tradimenti a corte sono aspetti che si prestano facilmente a una narrazione fittizia; ma com'è facile trarre spunto da tali eventi, tanto è semplice smarrirsi nei meandri dell'immaginazione o peggio cadere nei luoghi comuni della solita storia di guerra.
Il sottofondo realistico fa da collante a situazioni e scene poco plausibili, come l'aspetto fisico eccessivamente grottesco di alcuni nemici oppure il modo di combattere di altri, con uno stile che richiama alla mente (e non solo a noi) il grande Berserk.
E' un seinen di tutto rispetto e l'equilibrio tra aspetti ovviamente fittizi e un riscontro effettivamente storico (che da amante della Cina quale sono, ho apprezzato moltissimo) è molto promettente per i prossimi volumi.
A fronte di ciò voglio sottolineare anche quanto il protagonista, non sia un "Goku" o "Naruto", buono d'animo e dotato di una forza in potenza che si svilupperà attraverso l'allenamento e l'esperienza: Xin è una persona fuori dal comune, le sue abilità non sono all'ordine del giorno, ma senza dubbio ciò che viene narrato, una volta ripulito dai fronzoli romanzeschi, può esser ricondotto a una storia quantomeno verosimile.

Nel complesso Yasuhisa Hara merita un voto positivo su ogni fronte, tuttavia siamo rimasti un po' irritati dalle numerose disattenzioni nella resa italiana, in cui ci sono imprecisioni facilmente evitabili, come il nome stesso del protagonista, a volte chiamato Shin (alla giapponese) a volte Xin (alla cinese) e tante piccole sviste che possono infastidire abbastanza un lettore attento, dal momento che il manga è davvero ben fatto. Inoltre c'è un dettaglio che è assolutamente irrilevante nel giudizio complessivo, ma ci pare degno di farvi notare: la quarta di copertina può suscitare sentimenti dal sorriso al far passare la voglia di acquistare il manga, poiché riporta una sorta di presentazione-introduzione all'epoca simile a "Ai tempi degli dei dell'Olimpo, dei signori della guerra e dei re che spadroneggiavano...".
Al di là di un semplice problema di revisione e una presentazione "alla Xena", tuttavia, il manga merita assolutamente la lettura, anche (e aggiungeremmo soprattutto) da parte di coloro che non sono appassionati di storia cinese, poiché le tavole e le dinamiche narrative sono così ben fatte da creare una vicenda senza tempo, chiara e comprensibile anche senza conoscere assolutamente nulla del contesto storico, ma che man mano che prende forma, fornisce sempre più informazioni sul mondo protostorico cinese.
Insomma, oltre al piacere nel leggere, ci si fa anche una cultura!

Kingdom Spero la GP riservi più attenzioni e cura a questo manga, perché è molto promettente ed è un peccato rovinarlo con imprecisioni e sviste. Ma siamo certi che migliorerà!

8.5