Recensione L'inverno del disegnatore

La storia malinconica di un disegnatore di fumetti

Articolo a cura di

Produzione, fruizione, circolazione

Un tema che probabilmente tratteremo specificatamente in futuro è quello relativo alle modalità di diffusione del fumetto. Viviamo un'epoca in cui anche le grandi testate come la giapponese JUMP, vede con preoccupazione lo sviluppo di distribuzioni alternative a quelle tradizionali. L'inverno del disegnatore affronta l'argomento della produzione dei fumetti, ma in maniera decisamente diversa dal "bushido" Bakuman. La questione qui non verte tanto sulla produzione di un fumetto di successo, quanto sulla realizzazione di una rivista da edicola al di fuori dei grossi distributori.

Siamo negli anni '50 in Spagna, in un momento storico in cui a livello statuale la situazione è a dir poco "acida". In effetti è un decennio molto adatto al mondo dei fumetti (fra cacciata alle streghe, guerra fredda, supereroi che hanno il loro daffare...)
Il problema ulteriore è che è un mondo in cui il diritto d'autore è pressoché inesistente nel mondo dei fumetti: di fatto gli editori stipendiano gli autori e poi usano i disegni come gli pare (spesso li tengono per sé). Al di fuori delle grandi ditte è difficile conoscere la situazione dei Paesi esteri e quindi, di fatto, a guadagnarci da eventuali vendite all'estero son di fatto quasi sempre solo gli editori.
Può sembrare sconvolgente, ma in effetti come per metà del secolo scorso ancora si parlava di mezzadria, non può stupire che i fumettisti siano considerati dai "lord dell'editoria" come semplice manovalanza. Siamo inoltre ancora ben lontani dal concetto di fumetto d'autore: il fumetto è principalmente il suo eroe, chiunque lo disegni o ne scriva le storie.

Il tratto è abbastanza essenziale, gli stessi sfondi sono ridotti all'osso. Escluse ovviamente le ampie pagine che ci mostrano la città iberica di sessanta anni fa. Ma a parte ciò, rimane gradevole vedere i vari personaggi, alla fin fine sufficientemente caratterizzati (come in fondo lo sono con pochissimi tratti anche i personaggi famosi inseriti nei Simpson, no?)
Il lavoro di Paco Rosa qui è soprattutto da vero giornalista/storiografo: questa è una storia vera, i personaggi sono persone autentiche (e di ognuno è presente una breve biografia alla fine del libro). Davvero interessanti i dialoghi e anche la traduzione è fatta con cura.

No, il riferimento non è alla ditta di Latina che ci porta molte delle opere di Paco Roca. Il loro è un lavoro come gli altri e, non essendo in Francia, ben lontano da dare certezze economiche. Ma sono quei grandi gruppi che, almeno finora e soprattutto quando non c'era internet, hanno davvero lucrato sulle spalle di diverse professioni culturali non riconosciute.

L'inverno del disegnatore Paolo Roca e Tunuè: matrimonio perfetto. La Tunuè ha come missione quella di portare in Italia il mondo delle graphic novel. Un mondo fino a pochi anni fa davvero appannaggio solo della Francia. Consigliamo questo volume perchè incrocia l'interesse per persone diverse: per il non lettore di fumetti innazitutto -che non si pentirà dell'acquisto-, per chi segue la storia e i mezzi di comunicazione e per chi divora fumetti.

7.7