Recensione L'ultima Scintilla di Zeon

Gundam! Il lungometraggio riassuntivo della serie 0083

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Mobile Suit Gundam 0083: L'ultima Scintilla di Zeon è l'ennesima parte di un progetto maestoso da parte della bolognese Dynit di portare in Italia l'intero catalogo di opere di Gundam. Un impegno enciclopedico dettato solo dal desiderio di consegnare agli appassionati nostrani tutto lo scibile di serie televisive, OAV e film stand-alone che hanno per oggetto i Mobile Suit, quei mecha protagonisti di una piccola rivoluzione culturale durante gli anni '80. Ciò, però, vuol dire localizzare indipendentemente i capolavori e i progetti derivativi, quelli meno riusciti: un intento che viene incontro senz'altro alle mire dei fan, ma che deve venire a patti con una qualità non sempre garantita. Può salvare in parte la considerazione della singola opera sotto un aspetto storico/comparativo, ma è innegabile la possibilità di incappare in opere o già zoppicanti all'epoca o impoverite col passare degli anni.
Come parte della Gundam Movies Collection (della quale vi avevamo presentato il piano dell'opera in questo speciale) abbiamo già recensito Il contrattacco di Char, pellicola autoconclusiva decisamente riuscita e galvanizzante. Lo stesso non si può dire del fratello gemello (i due sono usciti lo stesso giorno in edizioni limitate dalle serigrafie analoghe, l'una di colore rosso l'altra blu) Mobile Suit Gundam 0083: L'ultima Scintilla di Zeon.
Quest'ultimo ha quasi vent'anni sul groppone ed è uscito nel circuito cinematografico nipponico come riassunto della serie 0083: tornerà utile il compendio?

Polvere di stelle

La base militare di Torrington, Australia, è il luogo dove la Federazione Terrestre monta e collauda i prototipi di Mobile Suit. La nave spaziale Albion ne ha appena depositati un paio destinati alla sperimentazione in vista delle future battaglie. Perchè c'è sempre un qualche nemico da combattere in qualche remota Galassia...
Il sottotenente Kou Uraki è una delle ultime reclute, arruolato come collaudatore di Mobile Suit, finirà per innamorarsi delle meccaniche dei due prototipi su cui lavora e anche della biondissima Nina Purpleton, ingegnere capo della progettazione dei nuovi Mobile Suit. Dal punto di vista psicologico i due emanano un'innocenza non comune all'interno dell'universo Gundam, abbandonando anzitutto un tratto fin troppo eclatante e adolescenziale. Pur avendo i due rispettivamente 19 e 21 anni, Toshihiro Kawamoto (futuro creatore di Cowboy Bebop) li disegna come adulti, maturi senz'altro, ma dalla ferrea disciplina, inflessibili agli ordini dei superiori, anche se questi tengono la gran parte della truppa all'oscuro dei piani.
Gli eventi precipitano già in avvio quando un intruso sottrae dalla base di Torrington il Gundam Sperimentale 02: Uraki si lancia all'inseguimento, ma non riesce a recuperare il mobile suit, definitivamente perso. Chi lo ha rubato e perchè? Ben presto il ladro si palesa con il nome di Gato, generale dell'armata di Zeon: è il primo tassello dell'operazione Polvere di Stelle, un vendicativo piano di annientamento della Federazione da parte di coloro usciti sconfitti dalla Guerra di un Anno. Il destino legherà Gato ad Uraki, non solo perchè i due si fronteggeranno a bordo dei due Gundam Sperimentali, ma anche perchè in palio c'è il cuore tormentato della bella Nina.
Mentre i due si fronteggiano nello spazio profondo quasi fossero due cavalieri medievali in singolar tenzone, il conflitto degenera sino a raggiungere proporzioni bibliche: va in scena l'atto finale di una guerra dolorosissima, mentre le navi di Zeon procedono verso la Terra, gli estremi difensori del pianeta blu imbastiscono uno scudo stellare che dovrebbe proteggerli. Sarà sufficiente per scongiurare il disastro?

Dalla serie animata al lungometraggio

Il film prodotto dalla Sunrise ambisce a condensare in circa un paio d'ore l'intera serie 0083 formata da 13 episodi, avendo cura di sopperire agli ovvi tagli di scene con fotogrammi (pochi) disegnati ad hoc. Come ben saprete si tratta molto spesso di un compito improbo ridurre un insieme di episodi all'interno di un'unica sequenza continua e purtroppo lo studio d'animazione si è dovuto scontrare con lo spesso strato narrativo fatto di introspezione psicologica ed equilibri politici presenti nel franchise ideato da Yoshiyuki Tomino.
La Guerra di un Anno ad esempio è ricordata in apertura attraverso brevi animazioni e pannelli descrittivi, motivo per cui non sono necessariamente chiari i presupposti della vendetta di Zeon e nemmeno le motivazioni dei singoli generali di questa fazione, fondamentali per comprendere le fasi finali del lungometraggio.
Ad uno sguardo meno puntiglioso comunque la produzione pilucca il meglio dalla serie televisiva e sa proporre una buona alternanza tra sequenze di dialogo a combattimenti tra Mobile Suit nello spazio profondo. Specie il faccia a faccia tra Uraki e Gato a metà pellicola riesce a coinvolgere lo spettatore in una danza senza gravità ricca di esplosioni e manovre azzardate. Il character design dei due prototipi, nonché degli altri mecha in mano a Zeon e alla Federazione è riuscitissimo, curato più e meglio dei personaggi antropomorfi: il tratto di Kawamoto è molto serioso, minuzioso, le animazioni colgono tutta la pesantezza del metallo e la solidità delle giunture.
Rimanendo nell'ambito grafico occorre fare menzione degli elementi di grafica computerizzata presenti in alcune sequenze, decisamente all'avanguardia per il periodo in cui è comparso il film: schermi di computer avveniristici, ologrammi e cartografie digitali ben si combinano con l'animazione classica.

L'edizione italiana

L'edizione per il Bel Paese curata da Dynit è senza dubbio di gran pregio. Il film è racchiuso all'interno di un DVD singolo, audio in Giapponese (Digital Sorround 2.0) e Italiano, nientemeno che in Dolby Digital 5.1! Il restauro dell'immagine è senz'altro riuscito restituendo al colore originale una maggiore brillantezza e amalgamando al meglio i contorni: purtroppo non si è potuto strizzarla fino ai 16:9 e quindi ci si deve accontentare del formato originale in 4:3. L'unico difetto che abbiamo notato riguarda i neri, non così profondi in ogni situazione, particolarmente sbiaditi nelle fasi di transizione tra una scena e l'altra.
Gli extra presenti nel DVD si riducono giusto a un paio di trailer, piuttosto pochini per un'edizione che si ritiene antologica. Bisogna comunque dire che all'epoca de L'ultima scintilla di Zeon il formato DVD non era ancora diffuso e la cultura di making of e commenti degli autori praticamente inesistente.
Dinyt ha voluto porre una pezza alle carenze su disco allegando ad un'opportuna edizione limitata (soli 2000 copie) un libretto a colori composto da interviste ed articoli critici, nonché un albo di schizzi e artwork particolarmente utile per gli aspiranti mangaka.

Mobile Suit Gundam 0083: L'ultima Scintilla di Zeon L'ultima scintilla di Zeon chiude e riassume le vicende della serie Gundam 0083. I nuovi innesti nello staff artistico decidono un cambio di rotta per l'immagine del franchise, imponendo una revisione del canone molto apprezzata dai fan. E' a questi ultimi che si deve l'uscita cinematografica di L'ultima scintilla di Zeon, un compendio dei 13 OAV. L'operazione si può dire riuscita per quanto riguarda i ritmi narrativi, ma non si può chiudere un occhio sull'impoverimento del design di certi personaggi né sulla sbrigatività con cui certe situazioni sono trattate. Gli elevati valori produttivi vengono confermati ed esaltati dalla buona edizione italiana, distribuita a più di vent'anni di distanza da Dynit: audio italiano 5.1 e un convincente restauro dell'immagine riescono ad arginare una eccessiva povertà in fatto di extra presenti nel DVD. Per fortuna l'edizione limitata a soli 2000 esemplari presenta un artbook e un volumetto esplicativo di buona fattura.

7.5

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