Recensione Lamù: The Forever

Animeye recensisce l’opera più enigmatica dell’universo di Urusei Yatsura

recensione Lamù: The Forever
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Lamù 4: The Forever è sicuramente la produzione più controversa nell'universo di Urusei Yatsura, noi di animeye abbiamo quindi cercato di gettarci sopra un pizzico di luce. Facendo un giro per internet l’impressione che abbiamo avuto è che nei suoi confronti ci sia stato o un netto rifiuto - tanti lo accusano, sulla scia dell’autrice del manga Rumiko Takahashi, di essere confuso e senza senso - o una leggera incomprensione che pare lo accomuni al messaggio anti-otaku di Evangelion o una leggera comprensione che ben intuisce come il film, realizzato tre settimane prima della conclusione della serie TV, parta da un sentimento nostalgico. Un sentimento che però, cosi abbiamo osato intendere, trascende la semplice nostalgia per la fine della serie TV da parte degli addetti ai lavori e diventa una nostalgia più grande rivolta al periodo primo adolescenziale, quello che non dovrebbe ancora essere inquinato dalle meschinità dell’esistenza e di cui la quotidianità di Tomobiki dovrebbe essere un esempio.

Un viaggio surreale tra le visioni di sogni devastati dal reale

Cosa dire ora sullo svolgimento di questo film che è certamente confusionario, che senso avrebbe scriverne gli strani eventi senza tentare di dargli un significato? È quindi inutile compilare il classico paragrafo che riserviamo alla trama, tenteremo piuttosto di dare un’interpretazione dei singoli momenti di questo viaggio surreale, interpretazione che, priva di una sicura chiave ermeneutica (per i profani, un altro modo di definire l'interpretazione), non potrà talvolta schivare le contraddizioni tipiche di un sogno tormentato.

Tutto inizia con i nostri eroi che devono girare uno strano film nel quale compare anche l’antichissimo albero di ciliegio della famiglia Mendo, il quale dovrebbe essere tagliato dopo le riprese. Ma appena Ataru, nelle vesti di attore, gli dà un’accettata, il gigantesco albero si taglia, cade a terra e quindi svapora. Da quel momento comincia a svaporare anche Lamu - che prima perde i suoi poteri e in seguito scompare dalla memoria e dalla vita di Tomobiki - con la quale però svapora anche tutto il mondo di Tomobiki. E cos’è che di preciso svapora di Tomobiki - visto che ad andarsene è solo Lamù? Cos’è che, apparentemente, crolla alla prima accettata lasciando dietro a sé tetra desolazione? È il periodo adolescenziale verrebbe da dire, ma ciò non esaurisce affatto la tematica del film. Infatti come l’albero crolla quasi fosse di cartapesta, così a deteriorarsi come carta non è precisamente l’adolescenza ma il bello della stessa che Lamù teneva viva a Tomobiki.
Scomparsa Lamù tutto comincia a diventare terribilmente reale, il bellissimo mondo dei cartoni assume i tratti spaventosi della realtà, spaventosi soprattutto quando restituiscono alla loro grettezza comportamenti che nell’anime erano quasi sublimati. E cosi se non soffriamo troppo a vedere Mendo che ha un appuntamento romantico con Shinobu, già il ribrezzo sale quando vediamo i 4 ammiratori di Lamù - in cui molti ravvisano i classici otaku - correre dietro a un fondoschiena qualsiasi, parole loro, che neppure conoscono (ma cos’altro sarebbe correre dietro ad una Lamù nella vita vera?). Tuttavia il colpo più duro ci giunge quando, in una futuristica Tomobiki (ora meno futuristica che al tempo), vediamo Mendo che, merce la sua ricchezza, è divenuto l’idolo delle folle mentre il povero Ataru, di umili origini e mentalità da cicala, è finito a fare il suo leccapiedi... Il che, forse, è il destino reale di tutti i farfalloni squattrinati neppure cinici abbastanza per destreggiarsi nel mondo.

L’apocalisse definitiva però viene ridotta ogni volta che qualcuno dei nostri personaggi vede Lamù e cosi Tomobiki torna ai suoi vecchi abiti quando per le vie della città Ataru incontra la ragazzina dai capelli blu. E parimenti accade anche in seguito quando Lamù appare a Shinobu - nella scena divenuta, dalla creatura tutta dolcezza dell’anime, una più reale, sciocca e insipida lettrice di romanzi rosa incantata dalla Francia - e tutti ricordano i giorni felici ormai dimenticati (della prima adolescenza o dell’irrealtà?).
E da questa riscoperta, che è l’amaro riconoscimento di come i sogni (mal) messi in pratica perdano vitalità fin quasi a sembrar degni d’un orrendo ghiacciaio più che d‘una gioiosa primavera, comincia il movimento finale del film.
Mendo, disperato e senza saper più che fare, scatena una guerra nella speranza di salvare Lamù. Ma questa guerra - che è la sanguinaria battaglia di un’idealista per riportare l’idealità del mondo - aiuterà forse, come gli dice Ataru, a distruggere i sogni congelati e far tornare Tomobiki come una volta ma non garantirà il ritorno di Lamù. E cosi infatti accade finita l’apocalisse militare: le falsità e le meschinità son distrutte - gran cosa comunque - ma Lamù e la sua gioiosità non sono affatto tornati.
Quando tutto ormai sembra perso salverà la situazione Ataru, che mentre Mendo scatenava la sua guerra aveva letto un diario scritto da Lamù nei suoi ultimi giorni. Ataru infatti, capendo che l’unico modo - semmai ce ne sia uno - per recuperare i giorni dell’infanzia è ergere a proprio legislatore il bambino che fummo, va a strappare Lamù alla Memoria di Tomobiki (= l’ente superiore immaginato come responsabile di tutto) che insieme con lei restituisce anche le essenze di bambino con cui Lamù aveva abbandonato la cittadina.

Edizione DvD

Questo 4° film di Urusei Yatsura, come tutte le altre opere di questo universo, è in pubblicazione presso Yamato Video. La casa ce lo offre in due edizioni: una in dvd singolo, l’altra in box insieme al 5° e 6° nonché ultimo film di Lamù. I contenuti speciali, più o meno irrisori (giusto una scheda personaggi e dei trailer), sono gli stessi in entrambe le edizioni, mentre il prezzo è paradossalmente più basso per l’edizione in dvd singolo. Infatti il singolo dvd, cosi come quelli degli altri due film presenti nel box, è in vendita sul sito Yamato a circa 7 euro e lo si può trovare facilmente per il web addirittura a 5 euro mentre per il box si devono sborsare oltre 40 euro. Niente da dire sulla traccia video, e nemmeno su quelle audio una jap 1.0 DD e una ita sempre 1.0 DD. Complessivamente un’edizione, quella in dvd singolo, che ha un ottimo rapporto qualità prezzo.

Lamù: The Forever C’è poco da dire in questo spazio se non che Lamù: The Forever è un gran capolavoro. Leggendo il nostro articolo - per la comprensione del quale è richiesta almeno una recente visione dell’opera - sarà parso chiaro come tutto sia un inno nostalgico di gran pregio: unico dubbio è se questa nostalgia sia della prima adolescenza o del mondo irreale di Lamù. Probabilmente, suggeriamo noi, la nostalgia è della visione irreale del mondo che si dovrebbe avere nella prima adolescenza.