Recensione Lone Wolf & Cub

Un manga storico, reso più appetibile da piccoli racconti e da un po' di azione.

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La trama

Ogami Itto è uno dei più importanti uomini al servizio dello shogun. A causa di un complotto di un altro clan, però, Itto è costretto al seppuku, ma inaspettatamente per quelle che erano le tradizioni dell’epoca, si rifiuta di morire e decide di vivere da fuggiasco il resto della sua vita assieme al piccolo figlio Daigoro.
Diventa così un ronin (samurai senza padrone) e per procurarsi i soldi per vivere decide di fare l’assassino su commissione: l’unica clausola per i suoi servizi è sapere le motivazioni che hanno portato il committente a rivolgersi a lui così da poter accettare solo in caso esse siano giustificate e onorevoli.
Nel frattempo continua a cercare informazioni sul clan che lo voleva morto per potersi vendicare.

Il bushido, la via del nobile guerriero e il Meifumado

Le vicende del “Lupo solitario e il suo cucciolo” sono narrate attraverso episodi staccati l’uno dall’altro e riferiti alle varie commissioni accettate dal samurai. A volte gli autori lasciano anche trapelare qualche informazione riguardo le esperienze passate di Itto e i loro collegamenti con il presente per portare avanti il filo conduttore di tutta la storia.
Due sono gli elementi che contraddistinguono il comportamento del protagonista: uno è il bushido, ovvero la via del guerriero onorevole e rispettoso con un’attenzione particolare verso il codice di comportamento impartitogli dal proprio maestro. L’altra è la via del Meifumado (l’inferno secondo la religione buddista), cammino obbligato per colui che ha deciso di intraprendere una strada così difficile come quella dell’assassino rinnegato.
L’inferno è ciò che lo circonda nella vita e lo circonderà nell’aldilà e Itto decide di andargli incontro senza timore e senza alcun rimpianto, accettando qualsiasi situazione gli si ponesse davanti, anche se si trattasse della morte stessa.
Questo, tuttavia, non gli impedisce di seguire anche un suo codice di comportamento morale verso coloro che si scontrano con lui e coloro che sceglierà di uccidere.

Daigoro: il cucciolo

Itto viaggia sempre con una “carrozzina” dove tiene suo figlio Daigoro. Questo bambino, seppure molto piccolo, temprato dagli insegnamenti del padre, dalla visione di mille battaglie e dalla dura realtà della vita, mostra una forza di volontà incredibile non solo per un bambino della sua età, ma anche per un adulto.
Si comporta con risolutezza e decisione anche nelle situazioni di difficoltà dove non può contare sull’aiuto del padre e non fa una piega nemmeno davanti alle scene più crudeli a cui è costretto ad assistere. Proprio come il padre si è rassegnato al suo futuro e sebbene non sappia ancora parlare i suoi occhi mostrano tutta la sua determinazione.

Un fumetto storico e d’azione

A fare da contorno alle vicende del protagonista c’è una descrizione dettagliata del Giappone del periodo Edo, durante la dinastia Tokugawa, con tanto di cenni storici sulla società e sugli avvenimenti.
Una sceneggiatura tanto curata nelle usanze, rappresentazioni delle città e personaggi da far quasi pensare in realtà che siano le vicende di Ogami Itto a fare da contorno all’ambientazione storica.
Leggendo Lone Wolf & Cub si impara a scoprire e conoscere il Giappone del XVII secolo, una civiltà tanto diversa da quella occidentale che conosciamo.
D’altra parte Kazuo Koike (l’autore), non ci fa mancare scene d’azione e di combattimento che evidentemente sono il pane quotidiano per un assassino mercenario e per di più ricercato.
Itto però è uno spadaccino eccezionale e la sua forza (fisica e psicologica) unita alla sua tecnica sopraffina, gli permettono di vincere battaglie considerate impossibili per qualsiasi altro guerriero e dove la forza da sola non basta riesce a spuntarla grazie a intelligenti strategie e acute pianificazioni.

Lone Wolf & Cub Lone Wolf & Cub è prevalentemente un fumetto che porta alla luce una situazione storica del Giappone e la rende più appetibile attraverso la narrazione di piccoli episodi e da un po’ di azione. Proprio il fatto che gli episodi siano relativamente corti impedisce la caratterizzazione dei personaggi coinvolti, che il più delle volte sono stereotipati, eccezione fatta naturalmente per il protagonista e suo figlio che viceversa sono curati sotto ogni aspetto. Per quanto riguarda il disegno,infine, il tratto di Goseki Kojima (il disegnatore) è molto particolare (ad alcuni potrà sembrare anche un po’datato); a mio parere si adatta perfettamente all’ambientazione, ma è deficitario nel momento in cui è necessario rappresentare scene d’azione. Concludo dicendo che la Planet Manga ha veramente fatto un ottimo lavoro con questa edizione, perché si presenta ricca di pagine e di approfondimenti su tutto quello che riguarda l’aspetto storico della narrazione (alla fine di ogni albo è presente anche un glossario che spiega il significato di parole o nomi giapponesi).