Recensione Manhole

Una terribile infezione rischia di mettere in ginocchio il Giappone...

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L’opera

Interessante novità nel panorama editoriale italiano, Manhole di Tetsuya Tsusui è una miniserie in 3 volumi edita da J-Pop, label del gruppo BD Edizioni dedita alla pubblicazione di fumetti nippo-coreani.
L’opera di Tetsuya Tsutsui, autore su cui l’editore milanese sembra decisamente puntare avendone già pubblicato i precedenti lavori Duds Hunt e Reset, è un thriller di buona fattura e pur nella sua brevità riesce a catturare l’attenzione del lettore con una trama ben congeniata ed accattivante.

La storia

Un uomo totalmente nudo si aggira per le strade della città di Sasahara in pieno giorno in evidente stato confusionale. Ben presto questi incappa in un passante e dopo essersi scontrato con il giovane gli vomita sangue sul viso; il ragazzo sconvolto per l’episodio lo scaraventa per terra uccidendolo.

Il commissario Ken Mizoguchi, recatosi sul posto per indagare sull’evento, scopre in breve tempo che l’uomo deceduto era fuoriuscito da un tombino poco distante (da lì il titolo “manhole”); inizia così una indagine volta a ricostruire il passato di quell’uomo misterioso per chiarire tutti i risvolti di questa vicenda. Chi era quell’uomo? Perché era nudo? Per quale motivo era finito nelle fogne? Dove si stava dirigendo?

Quello che sembra essere un caso piuttosto banale pur nella sua assurdità, ben presto si trasforma in qualcosa più complesso: recatosi presso l’abitazione della vittima insieme alla sua assistente Nao Inoue, il commissario Ken Mizoguchi scopre che il giovane, fissato col gioco d’azzardo ed i pachinko, era stato affidato una settimana prima ad un centro di rieducazione dai suoi genitori, due anziani esasperati dai suoi continui soprusi e violenze.
La madre pare non sappia assolutamente nulla di quel centro e fornisce al commissario solo un indirizzo, lo stesso che un conoscente del marito, fotografo professionista, gli aveva dato dopo aver sentito la loro storia. Il commissario si reca all’indirizzo segnalatogli ma non vi trova che un tombino...

Nel frattempo, durante l’autopsia del cadavere, i medici legali fanno una scoperta terrificante: nell’occhio del defunto si annidato diverse filarie, parassiti vermiformi capaci di compromettere le funzioni cerebrali dell’uomo.
Mentre la polizia di Sasahara si interroga sul piano da intraprendere per evitare il contagio, nuovi casi di filaria iniziano ad esplodere...

L’Autore

Autore e disegnatore indipendente, Tetsuya Tsutsui è giunto alla ribalta in Giappone nel 2002, grazie a Duds Hunt, edito in Italia da J-Pop.

Fino ad allora l’autore nipponico dotato di uno stile che ricorda per certi versi quello di Naoki Urasawa (20th Century Boys, Monster) si era limitato a pubblicare sul web le proprie opere; grazie al suo sito internet, Tsutsui fu notato da un redattore di "Young Gangan” magazine di Square-Enix su cui fino ad ora sono apparsi i suoi lavori.

Alla pubblicazione nel 2002 di Duds Hunt, nel 2005 è seguita quella di Reset, un volume autoconclusivo edito dal colosso editoriale nipponico; nello stesso anno è iniziata la pubblicazione di “Manhole” conclusasi nel 2006.

I suoi lavori, contraddistinti da uno stile crudo e realistico, hanno riscosso un discreto successo al di fuori del Giappone, in particolare in Francia ed Italia. Tutte le sue opere apparse fino ad oggi sono state pubblicate nel nostro paese da J-Pop.

L’edizione

L’edizione di Manhole è di ottima fattura.
Dotato di una sovracopertina cerata spessa e con inserti in rilievo, di copertine rigide, di una carta di buona qualità e di pagine a colori, Manhole è la dimostrazione lampante di come non sia necessario trasferire l’impianto di stampa in Thailandia per ottenere prodotti di qualità eccellente ad un prezzo competitivo.

I volumi editi da J-Pop non sfigurano dinanzi alle concorrenza della francese Ki-Oon ed anzi la pubblicazione italiana gode di un prezzo seppur elevato per il mercato nostrano (5,90€) più basso della controparte francese (6,90).

In definitiva J-Pop ha dimostrato con “Manhole” di saper realizzare un prodotto di indubbia qualità ad un prezzo accettabile. Ci auguriamo che altri editori seguano questa strada, se non per tutte le proprie pubblicazioni quantomeno per quelle tra esse più meritevoli.

Parassiti...

Manhole è caratterizzato da un tratto realistico e preciso, quasi occidentale nonostante la costruzione delle tavole priva di schemi fissi ed apparentemente piuttosto movimentata sia di chiaro stampo nipponico. Lo stile narrativo di Tetsuya Tsutsui ricorda quello di Naoki Urasawa per l’alternanza tra fitti dialoghi e lunghe pause ed il brusco passaggio da momenti lenti e ragionati a situazioni cariche di adrenalina.

“Manhole” è probabilmente il miglior lavoro di Tsutsui pubblicato fino ad oggi: i 3 volumi di cui si compone questa miniserie riescono a coinvolgere il lettore grazie ad una trama ben congeniata ed affascinante. La tematica parassitaria appare singolare quanto ben documentata come testimonia la bibliografica sita in fondo all’opera, i personaggi sono descritti con dovizia di particolari e risultano estremamente vividi.
A far da sfondo alle vicende narrate vi è la profonda riflessione sul senso della vita; l’apparentemente folle scelta di utilizzare i parassiti e provocare una pandemia, risulta infatti finalizzata al perseguimento di un ideale che lo stesso autore pare non condannare: la realizzazione di una società utopica priva di quelle distorsioni e deviazioni che sono intrinseche nella nostra.
Il folle gesto del criminale viene dunque per certi versi giustificato vuoi dal suo doloroso passato, vuoi anche dall’obbiettivo che egli mira a perseguire, un obbiettivo per certi versi condiviso dagli stessi detective che sono intenti a dargli la caccia.
Attraverso personaggi umani e verosimili, l’autore fornisce al lettore interessanti spunti per una riflessione sui concetti di “bene” e “male”, sulle finalità delle proprie azioni e sui mezzi per perseguirle, sull’importanza della vita e sui problemi della società moderna.

Interessante infine il cameo rappresentato dal protagonista di “Reset” che fa una piccola apparizione anche in questo manga, elemento questo che, pur non rappresentando un ostacolo per coloro i quali non abbiano letto i precedenti lavori di Tsutsui, sarà certamente apprezzato dai fan dell’autore.

Manhole In conclusione non possiamo che dare un parere positivo alla nuova pubblicazione J-Pop, vuoi per la costanza e rapidità delle uscite (cosa da non sottovalutare per un piccolo editore), vuoi per la qualità dell’edizione, sicuramente superiore alla media e probabilmente una delle migliori in assoluto in commercio, vuoi ancora per il manga in sé, un thriller accattivante e ben strutturato. “Manhole” certamente non è un prodotto rivolto a tutti: il manga di Tsutsui sarà certamente apprezzato dai lettori più adulti e da coloro i quali cerchino un prodotto ragionato e complesso; non è dunque il manga usa e getta, da lettura rapida e veloce, è un prodotto impegnativo e complesso a volte eccessivamente farraginoso e pesante. Indicato agli amanti dei thriller, a chi cerca una miniserie di qualità, per chi in un fumetto vuol qualcosa di più di una lettura spensierata.