Recensione Martian Manhunter

Il marziano più famoso dell'Universo Dc, uno dei pilastri della Lega della Giustizia, rivela i suoi misteri!

recensione Martian Manhunter
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L'uomo in verde della lega

E' verde, forte, vola, ha poteri pischici, è un mutaforma e con lui è proprio il caso di dirlo, non si cherza con il fuoco! Ma in fondo, a parte qualche appassionato lettore della JLA/JLI, qualche appassionato fan della serie tv Smallvile (dedicata alle improbabili avventure di un Superboy televisivo) dove il suo personaggio fa qualche comparsata, beh a dirla tutta, in fondo in fondo, non lo conosce quasi nessuno! Stiamo parlando di J'Onn J'Onzz, Martian Manhunter, il segugio di Marte, l'essere non umano più potente che ci sia sulla faccia della terra, in grado (forse) di battere l'ultimo figlio di Krypton. Il personaggio di J'onn è tanto sottovalutato quanto affascinante ed è un po' l'Amleto dei super eroi. Come il conte danese shakesperiano J'onn è mosso da grandi dilemmi interiori, prigioniero di un retaggio (alieno), coinvolto dentro a diversi giochi di potere e prigioniero del suo antico lignaggio ma andiamo a presentarvi questo personaggio classico a cui la Planeta De Agostini ha dedicato due volumi "Classici Dc".

Da Marte con amore

Creato da Joseph Samachson e Joe Certa, Martian Manhunter fa la sua prima comparsa su Detective Comics #225 (Nov. 1955) debuttando nella storia riempitiva "The Strange Experiment of Dr. Erdel"; qui in queste sue prime pagine compare come un umanoide extraterreste proveniente dal pianeta rosso, Marte, arrivato sulla terra in seguito ad un esperimento del Dottor Erdel (in origine era un sistema di comunicazione, con il passare del tempo l'esperimento venne invece presentato come un raggio di teletrasporto). Lo shock per questo incontro ravvicinato ucciderà il Dottor Erdel privando così J'onn dell'unico uomo in grado di riportarlo a casa. Solo, in un modo alieno, Jonzz non si perde d'animo e decide di combattere il crimine adottando l'identità di John Jones, un detective nella fantasiosa città di Apex City (nella revisione delle sue origini sarà poi sostituita con una più verosimile Chicago). J'onn rivela la sua esistenza al mondo unendosi agli altri super umani della Justice League, di cui sarà presenza fissa e colonna portante, nonostante l'idea originale di usarlo come sostituto di Superman nelle storie dove il kryptoniano per motivi di continuity non poteva essere presente tra le fila della lega della giustizia (anche Batman aveva il suo sostituto all'epoca ed era Freccia Verde, come il giorno e la notte). Il trucchetto era usato anche per evitare la sovra esposizione dei personaggi principali. Il marziano e l'arciere inaugurarono inoltre il formato dei team up The Brave and the Bold. Il destino di J'Onn J'onzz sarà discontinuo a seguito delle sue alterne vicende editoriali, abbandonerà l'identità del detective John Jones e vagherà tre lo spazio di Marte e la terra, almeno fino al 1984, anno del suo ritorno continuativo nel mondo Dc, quando sarà uno dei membri fondatori della nuova Jla. Deciso a stabilirsi nuovamente sul nostro pianeta ridarà vita all'identità di John Jones, stavolta come investigatore privato, in contraddizione con quanto visto su Detective Comics, visto che si troverà a dover spiegare la scomparsa di Mr Jones, durata ben vent'anni e creduto morto.

Essere o non essere pubblicato

Nel 1987 c'è uno dei più grandi punti di rottura in cui il mondo dei comics sia mai incappato: il crocevia tra la vecchia Jla e il suo futuro. In questo fatidico anno un tris di autori, folli e irriverenti, è chiamato a rilanciare gli antichi fasti della testata. I colpevoli sono Keith Giffen e J.M. De Matteis con le matite di Kevin Maguire (gli succederà Adam Hughes), e possiamo proprio dire che nulla nel mondo del fumetto sarà più come prima. Lontano dalle rivoluzioni cupe e a tinte noir di titoli come "Dark knight Return", questa Lega della Giustizia profanerà quanto di più sacro ci sia nel monto dei super eroi, violando il dogma assoluto della maschera, appostandosi agli antipodi di "Watchmen" per toni e argomenti ma ottenendo la stessa fondamentale importanza. Questa lega sgangherata nelle sue nuove e storiche pagine apparirà irriverente quanto sardonica e il personaggio di J'onn sarà qui presente fin dal primo numero e da qui in poi diventerà uno dei perni portanti della Dc Comics, restando solamente un gradino sotto la "trilogia massima" composta da Superman, Batman e Wonder Woman Dopo le sue fondamentali apparizioni come leaguer, in cui acquista un certo spessore caratteriale, nel 1992 esce una miniserie a lui dedicata, scritta da Gerard Jones e disegnata da Eduardo Barreto, "American Secrets" esplora gli anni 50 del marziano piombiato nell'America della Guerra Fredda, toccando temi come la paranoia e la paura dell'altro, dove l'invasione aliena è una metafora del pericolo sovietico. Passano sei lunghi anni e finalmente gli editor della Dc danno una possibilità al potenziale maziano. Era l'anno DC 1998, e finalmente J'Onn J'Onzz ha una serie tutta sua, raccolta in questi due volumi Classici Dc, scritta da John Ostrander e illustrati da Tom Mandrake (con un fill-in disegnato da Bryan Hitch).

Non si scherza con il fuoco

Non si scherza con il fuoco. 
La serie ha un arco narrativo completo di soli 36 numeri e nonostante la sua buona qualità fu chiusa. Il motivo è presto detto: le scarse vendite dell'epoca. Ostrander ha avuto però il tempo di delineare alcuni aspetti fondamentali per la storia del personaggio, caratterizzandolo al meglio, per fare di lui quel perno portante che mancava alla continuity della Dc. Viste le sue origini e i suoi poteri, J'Onn è un personaggio affascinante ma difficile da gestire, può fare di tutto: rendersi invisibile, cambiare aspetto, ha poteri telepatici, vola ed è super forte. L'unico suo tallone d'achille, come un Frankenstein alieno assemblato alla bene meglio da diversi super poteri, è la paura del fuoco (fobia comune a tutti i marziani). E' un dato di fatto come J'onn stesso rappresenti la storia della Dc. Il segugio marziano diventa quindi il testimone oculare perfetto per raccontare storie note da prospettive inusuali o per scoprire nuovi lati oscuri dell'universo narrativo della Distinta Concorrenza; infatti Egli è qui fin dagli anni 50, J'onn è qui tra noi, mischiato alla gente comune, nascosto nelle ombre dei primi super gruppi e ha avuto la possibilità di vivere in prima "mutata" persona la Silver Age, la Golden Age, la Guerra Fredda, il maccartismo, la segregazione razziale, l'arrivo di Superman e molto altro ancora tra storia e continuity. J'Onn è un alieno in tutti i sensi e per conoscere al meglio il suo nuovo mondo e ambietarsi nella nostra realtà decide di assumere diverse identità, aiutato dal suo potere di mutaforma (tra le sue vaire identità vi segnaliamo quella che lo vede nella forma di un tenero gattino nell'italianissima Venezia) e man mano che le diverse sottotrame arrivano a svilupparsi, tutte ben congeniate da Ostrander, vediamo come J'onn stesso finisca con il decidere di concentrarsi sul suo alter ego storico, ovvero quella storica e controversa identità di John Jones. Ma la serie regala molte altre sorprese, come la scoperta di Ma'alefa'ak, fratello mentalmente instabile di J'onn, chiamato da subito ad assumere il ruolo di nemesi fatale.

Febbre da marziano: Ostrander e la mandrakata

Il lavoro di Ostrander è molto classico, in un insieme fitto di sottotrame che si sviluppano per diversi numeri per poi esplodere in esaustivi archi narrativi, riuscendo a mantenere sempre desta l'attenzione del lettore. Lo scrittore, da bravo marziano della narrativa a fumetti, sfrutta al meglio l'origine aliena del manhunter verde per poter permettersi di giostrare magistralmente la serie in un ambientazione fantascientifica, ambientando diversi numeri nello spazio profondo che poco o nulla hanno da invidiare, fatte le debite proporzioni, ai grandi classici della sci-fi americana, ossigenando le sue storie con richiami all'atto di forza di Philip K. Dick (Total Recall) o a Guerre Stellari. Tom Mandrake, contrariamente a quanto il nome fumettistico faccia pensare, non fa nulla di trascendenalte e mantiente il suo tratto grezzo negli standard classici dei super eroi seriali. Il suo tratto risulta forse un po' troppo chinato e poco armonico ma ha il grande merito di riuscire a interpretare al meglio le diverse ambientazione volute da Ostrander, rappresentando al meglio le svariate arie narrative in cui è coinvolto il marziano.

Martian Manhunter Questi due volumi della serie "Universo Dc" meritano senz'altro un giudizio più che positivo, anche se davvero impegnativi nel prezzo. Per una volta possiamo dire che la Planeta ha fatto la scelta giusta presentando in Italia queste belle storie inedite di un personaggio troppo spesso sottovalutato. Concordiamo anche con la scelta di spezzare l'arco narrativo completo in due volumi, per fortuna non hanno raccolto tutto in unico e ingombrante tomo. Queste storie di Martian Manhunter, l'originale, sono un vero e proprio toccasana per gli amanti del fumetto d'antan. Ideali per chi vuole rivivere certe situazioni e atmosfere. Allo stesso tempo, per il lettore neofita, rappresentano il primo passo ideale per cominciare un percorso nell'affascinante mondo DC.