Recensione Mazinger Z

Torna il gigante d'acciaio: Mazinga Z!

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Mazinger Z

Difficile recensire un manga come Mazinga Z, vista l’eredità pesante che si porta dietro in quanto rappresentante della genesi dei robot giganti, e nella fattispecie parliamo di uno dei più amati, il simbolo che ha dato il via ad un’intera generazione di anime e manga e che di fatto è entrato nella storia.
Il fumetto propostoci da D/Visual, appena terminato, è composto da 5 volumetti, a cui ne seguiranno altri 4 de Il Grande Mazinga e concluderanno la saga i 2 numeri dedicati a Grendizer (Goldrake).
La versione pubblicata è quella a cura di Gosaku Ota, che ha rielaborato la storia originale di Go Nagai e partorito un manga che a conti fatti è considerata la versione cartacea "ufficiale" di Mazinga Z.
Ricordiamo che si tratta di fatto della stessa storia pubblicata anni or sono da Granata Press, seppur in formato assai differente.

Non vincerai, Dottor Hell!

La trama è ben nota. Juzo Kabuto, un eminente scienziato, compie una scoperta straordinaria assieme al Dottor Hell. Sull’isola di Creta l’equipe di ricercatori rinviene i resti della fiorente - anche a livello tecnologico - civiltà micenea. Hell, covando rancore nei confronti del mondo, come verrà svelato in un flashback nell’ultimo numero, non esita a impadronirsi delle macchine di distruzione e utilizzarle per minacciare l’intero pianeta.
Fortunatamente però Juzo Kabuto aveva applicato i suoi studi sull’energia fotoatomica alla costruzione di un gigantesco robot di lega Z, Mazinga Z! Affidato il comando a suo nipote Koji in punto di morte, gli svela che è lui che dovrà farsi carico della responsabilità di proteggere il Giappone e il mondo intero dai malvagi piani del Dottor Hell e delle sue truppe.
Iniziano così le avventure di Koji, che dovrà superare il primo difficile impatto con il suo nuovo robot, e tutti i suoi amici che lo aiuteranno nella sua missione, a partire dal Professor Yumi, direttore del centro di ricerca, e da sua figlia Sayaka, che a bordo dell’Afrodite A cercherà (invano) di dare una mano a Koji. Spalla comica di sempre il mitico Boss, con il suo fragile Boss Robot.
Il manga è strutturato in maniera episodica, con un sussegguirsi di brevi storielle in cui Mazinga Z dovrà sconfiggere il mostro meccanico di turno, nell’invano tentativo da parte di Hell di distruggere il suo più grande oppositore. Nonostante un paio di “saghe” un po’ più articolate, si tratta infine di trame semplici e basate tutte sullo stesso identico susseguirsi di eventi. La ripetitività è una caratteristica intrinseca di queste serie, e bisogna ammettere che la brevità dei capitoli appare eccessiva anche se confrontata ai singoli episodi del cartone animato.
Difficile discostarsi dalla connotazione di manga per bambini, se non nelle ultimissime battute: Ota inserisce di continuo elementi comici, scene demenziali e caricature, anche nelle situazione che dovrebbero essere più serie e quando ci si focalizza sugli antagonisti. Quello che ne risulta è un tenore decisamente leggero, che riduce l’intera storia ad un passatempo spensierato piuttosto che a qualcosa di veramente coinvolgente, nonostante di fatto possa annoverare dei punti di forza, come alcune battute o storie particolarmente indovinate (soprattutto se si considera l’età).

Il formato

Al tratto di Ota si potrebbero attribuire pressappoco le stesse caratteristiche di quello nagaiano: spesso pecca di precisione e dettaglio, con delle linee tirate via, ma nel contempo permette un’espressività, come nei volti dei personaggi, che difficilmente si trova in stili più moderni.
Nonostante questo bisogna dire che non si può far a meno di notare come le proporzioni dei personaggi, e soprattutto dei robot, siano un po’ sfasate, e come le movenze di Mazinga Z siano alquanto sgraziate: di certo l’aspetto estetico dei combattimenti, più che altro nel corpo a corpo, lascia molto a desiderare.
L’edizione D/Visual è davvero ottima. Fiore all’occhiello sono le copertine, disegnate appositamente e davvero splendide, di gran lunga superiori a quelle originali (che di fatto erano quelle della vecchia edizione). Tolta la sovracoperta, all’interno troviamo una carta spessa e di qualità, con degli adattamenti tutto sommato adeguati (a parte qualche parola fuori posto) e l’unico neo nelle onomatopee non tradotte. Il prezzo di 5.90€ di primo acchito può apparire abbastanza elevato, ma se si considera l’altissimo numero di pagine e il fatto che i volumi assumono i connotati di un mattone, risulta - anche in relazione alla concorrenza - adeguato.

Mazinger Z Difficile consigliare questo manga se non poggiandosi su eventuali background costituiti da un’infanzia davanti alla TV. Mazinga è sempre Mazinga, ma questo manga offre veramente poco se giudicato con un metro obiettivo: storia leggera e ripetitiva, troppo infarcita di elementi comici che non la lasciano mai decollare e disegni che di certo non fanno impazzire. Un manga che resta unicamente ad appannaggio dei nostalgici.