Recensione Miami Guns

Pistole, rapine, criminali, azione e belle ragazze, volete qualcosa di più?

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Pistole a Miami

Cosa possiamo dire di questa serie? Sicuramente la prima cosa che salta subito agli occhi è che gli ingredienti per qualcosa di esplosivo non sono stati scelti a caso: pistole e belle ragazze...
Tuttavia quelli che sono stati i buoni risultati di serie come You are under arrest e Gunsmith Cats non si sono ripetuti...

La storia

Miami Guns parla essenzialmente della storia di Yao Sakurakoji, giovane, bella, capricciosa e ricca ereditiera, che ad un certo punto, ossessionata dal mito della popolarità, decide di diventare un'eroina, e per raggiungere questo traguardo si mette in testa di diventare la bella poliziotta che difende la città dai malfattori.
A fare le spese di questo suo capriccio sarà l'intero dipartimento della Miami Police, che si vedrà devastato dal indomabile uragano che è Yao... tutti tranne Lu Amano, la figlia del commissario, che ben presto comincerà a mettersi al fianco di Yao nella speranza di ricavare qualche bel gruzzolo oppure per dare una lezione a personalità del mondo della polizia che non le stanno troppo simpatiche.
Avventure, belle ragazze e tanti, tanti casi piccanti e decisamente fuori dal normale, tutto su Miami Guns.

I (non tanto singolari) personaggi

Yao Sakurakoji: Erede di una ricchissima famiglia che detiene buona parte del patrimonio nazionale, è viziata ed egocentrica, incomprensibilmente forte e fisicamente resistente, farebbe qualsiasi cosa pur di mettersi in mostra e, tanto per concludere in bellezza, ha delle misure da urlo ed è del tutto priva di pudore... insomma, una miscela decisamente esplosiva racchiusa in un corpo da top-model.

Lu Amano: Figlia del commissario della Miami Police, è anche lei un agente; al contraio di Yao però, è una bellezza candida e statuaria, che di certo non sfigura di fronte all'irrefrenabile fascino della collega/rivale; dotata di un carattere freddo ai limiti del glaciale, Lu ha una sola grande passione, il denaro... non perde infatti occasione per accumularne ingenti somme, anche in maniere non troppo consone al suo ruolo di poliziotta...

Miami Guns Obbiettivamente, si tratta di un manga che tira fuori alcuni motivi conduttori già visti e che hanno portato a un buon livello altre serie (le donne-poliziotto, situazioni piccanti, casi più unici che rari, i buoni che a volte sono meno buoni dei cattivi etc.), ma in questo caso non sembrano funzionare molto... un po' perché alla lunga le situazioni diventano ripetitive, e un po' perché spesso l'autore tende a puntare troppo sulle gag e sul fanservice (la messa in mostra di scene piccanti o allusive) piuttosto che cercare di costruire una storia ben organizzata e appassionante; da segnalarsi comunque un buon tratto, preciso e pulito nel disegno (spesso e volentieri utilizzato per riprodurre le belle protagoniste). Inoltre il manga è edito nel consueto formato Playpress, che sebbene consenta di avere volumi molto spessi a costi non troppo elevati, spesso e volentieri sono carenti dal punto di vista della qualità e della resistenza nel tempo. Comunque, tanto per concludere, un manga per chi vuole leggere qualcosa di divertente senza lambiccarsi troppo il cervello, ma senza aspettarsi neanche troppo.