Recensione Mishonen Produce

Una ragazza può trasformati da super-sfigato a figo della scuola?

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Testi di Valentina CoppolaMishonen Produce segna il debutto in Italia di Ichinose Kaoru, mangaka che solo negli ultimi anni ha iniziato a pubblicare le proprie storie sulla rivista giapponese di shoujo manga Lala. A tutt'oggi Mishonen Produce, conclusosi con l'uscita del quarto tankōbun, resta l'unica opera "lunga" di questa giovane autrice. Dal punto di vista grafico non offre nulla di particolarmente originale: il tratto è pulito ed elegante, adatto per dare vita a personaggi quanto mai aggraziati. Si nota inoltre un uso sconsiderato dei retini, bishounen a profusione e, ovviamente, il bel ragazzo e la svampita di turno. Insomma: tutti tratti tipici dello shōjo adatto a un pubblico femminile appartenente ad una fascia d'età bassa.
Basta uno sguardo superficiale per notare l'assenza di tratti peculiari. Se poi vogliamo considerare l'effetto combinato del sottotitolo dell'edizione italiana - "Lezioni di fascino" - e della copertina del primo numero, ciò che si ottiene è l'idea di un manga in cui il bel ragazzo insegna alla ragazza cosa fare per trasformarsi da anatroccolo a cigno. Dobbiamo dire che si è trattata tuttavia di una piacevole sorpresa: niente di eclatante, non un capolavoro, ma una piacevole lettura che può strappare ancora qualche sorriso anche ad un pubblico disincantato.

La trama: Kako "Kaako" Kahara e Kōsei Yagami sono cresciuti insieme in un piccolo villaggio di campagna. Unici due bambini nati dopo il 1989, hanno sempre fatto tutto insieme, e insieme si sono trasferiti in città per frequentare l'Istituto privato Seiryō. Dopo aver sentito gli spiacevoli commenti fatti dalle altre ragazze dell'Istituto all'indirizzo del suo amico per via del suo modo di parlare e del suo abbigliamento poco raffinati, Kaako decide di fargli da consulente d'immagine, così da riscattarsi e conquistare la scuola. E Kōsei, del tutto disinteressato all'opinione che gli altri hanno di lui, si presta al nuovo gioco, per la sua amica. E il modello per una simile trasformazione? Un idol, forse? No, ovviamente no... in un villaggio privo di connessione internet, con un amico che ti invita ad assistere a gare di velocità tra rane e pesci gobi, Kaako ha avuto ben poche possibilità per perdere tempo dietro agli idol. La scelta più ovvia (?!) per la protagonista è il nobile cavaliere Lawrence, eroe del suo shoujo manga preferito: "Lawrence e la Rosa", una saga in 98 tankoubun - inventata di sana pianta da Ichinose sensei - che narra la tormentata storia d'amore tra Lawrence e la Principessa Anna. Così vediamo Kōsei che ricorrendo a battute come "Grazie Madamigella" e "Micina mia" e facendo sbocciare un tripudio di rose rosse sui suoi passi, ammalia tutte le ragazze della scuola, rendendo così orgogliosa di sé il suo produttore.
Ciò che anima la protagonista è il desiderio di proteggere il suo amico dai commenti velenosi dei loro compagni di scuola, nonostante lei lo trovi perfetto così com'è, con il suo buffo modo di esprimersi e la parlata dialettale. Tanto è presa da questo obiettivo, da non prestare minimamente attenzione al suo di aspetto e all'opinione che gli altri hanno di lei. Kōsei che, ovviamente, è assai più sgamato di quanto non lasci intendere, si guarda bene dal fare a sua volta da consulente all'amica, per il timore che qualcuno possa notarla.

I problemi iniziano quando Kaako si accorge - spontaneamente o perché le viene fatto notare dalla mala lingua di turno - che il suo essere così provinciale potrebbe alla lunga rappresentare un ostacolo per la crescente popolarità del ragazzo.
Valutazioni: la tematica del bisogno di integrazione in un gruppo ha offerto solo uno spunto iniziale, ed è stata affrontata in maniera tanto leggera e superficiale da passare immediatamente in secondo piano. In definitiva abbiamo una protagonista femminile ancora all'oscuro dei propri sentimenti e di quelli del suo "amico di infanzia" ed un protagonista maschile in più di un'occasione spinto al limite dell'esasperazione da tanta ottusità. Elemento che troviamo interessante è la fonte d'ispirazione che la Ichinose ha creato per la protagonista: "Lawrence e la Rosa". Realizzato con uno stile che ricorda molto quella di Ryouko Ikeda, finisce per assumere dei caratteri a sé stanti ed avere un peso autonomo nell'economia della trama. Da ciò derivano anche le gag divertenti del manga. Quando c'è un problema Kaako pensa a cosa farebbe il nobile cavaliere Lawrence in una simile circostanza e - dal nulla - fa comparire il volume adatto per l'occasione e illustra a Kōsei come comportarsi.

Mishonen Produce Il nucleo della trama e lo stile non offrono nulla di nuovo per un lettore schizzinoso. Resta in ogni caso una lettura piacevole, leggera e non impegnativa. Il fatto che si tratti unicamente di quattro volumi fa inoltre ben sperare sul fatto che la storia non venga tirata troppo per le lunghe.

6.5