Recensione Noein

Viaggi tra dimensioni parallele

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Dynit presenta: Noein

Senza dubbio una delle novità su cui punta Dynit, Noein è una serie molto recente prodotta da Toshiba Entertainment e di cui il pubblico italiano ha già potuto assaporare un assaggio durante l’anime week su Mtv.
Considerata dal pubblico come una delle migliori proposte dell’evento, finalmente è iniziata la pubblicazione dei DVD, per un’opera che sarà composta da 6 dischi e un totale classico di 24 episodi.

Dimensioni parallele

Haruka e Yu sono due amici d’infanzia, legati dalle tante avventure passate insieme e da un rapporto d’affetto sincero. Ma mentre per la prima, e per il comune gruppo di amici, la vita scorre tutto sommato serena, cercando di sfruttare appieno le vacanze estive, Yu vive un momento difficile, a causa di una madre complessata che lo costringe a studiare duramente per entrare in una prestigiosa scuola di Tokyo. Se inizialmente ci si focalizza sul rapporto tra i due amici e sui problemi del ragazzo, che tenta suo malgrado di ribellarsi, la situazione si evolve presto in maniera inaspettata, con delle strane apparizioni che sconvolgono la vita dei due. Una tetra figura avvolta da un mantello scuro profetizzerà un futuro terribile, e di fatto presto la situazione precipiterà con l’arrivo di un intero gruppo di strani individui, i sedicenti cavalieri del drago, che tenteranno di portare via Haruka. Tra questi spiccano in particolar modo Atori, schizzofrenico e violento, che possiede il potere di convogliare scariche elettriche, e Karasu, il quale si scoprirà presto essere l’alter ego di Yu proveniente da una dimensione parallela, Lacrima. L’intero scopo di tali viaggiatori dimensionali è infatti quello di salvare il proprio mondo, e per farlo serve la catena del drago, incarnata nella fattispecie proprio dalla piccola Haruka. La situazione si complica ulteriormente a causa dei dissidi interni ai cavalieri del drago, e Karasu sarà costretto a usare tutte le sue energie per proteggere Yu e Haruka da Atori; come se non bastasse una strana maschera proveniente da un’ulteriore dimensione sembra voler impedire la missione per salvare Lacrima.
Molti sono gli interrogativi che si dipanano nel corso dei primi episodi: perché la dimensione di Karasu, proiettata nel futuro ma sorprendentemente simile a quella di Haruka, è in grave pericolo? Com’è possibile viaggiare tra dimensioni e acquisire gli strani poteri che caratterizzano i cavalieri del drago? E soprattutto, cos’è realmente la catena del drago?
Passo dopo passo, si viene accompagnati nella scoperta della verità, palesata in maniera graduale tramite un alternarsi di eventi che gioca sul contrasto visivo e registico tra la normale vita di due ragazzini, fatta di problemi comuni, e i momenti in cui arrivano Karasu e i suoi compagni, che non solo gettano nello sconforto Yu e Haruka, ma comportano distruzione e violenza. A supporto di questo, grande cura viene data alla selezione dei colori e delle immagini, ma anche delle stesse animazioni o del sottofondo musicale, con delle scelte indovinate che coinvolgono lo spettatore.
Del resto il regista Kazuki Akane ha insistito molto sulla componente mediatica in Noein, a partire dalla rappresentazione visiva di Hakodate, la città dell’Hokkaido in cui si svolgono gli avvenimenti, che non solo costituisce un background decisamente caratteristico, dato che in essa convivono una realtà portuale e montana, ma che è stata ricreata con dovizia di particolari e i cui scorci contribuiscono a creare delle immagini davvero evocative e, nel contempo, usate per dare l’idea della tranquillità.
Cambio di registro invece durante le apparizioni dei cavalieri del drago: combattimenti allo stremo, una splendida “marcia” di sottofondo e delle animazioni che deformano i corpi, con molte linee per dare dinamicità (cosa che ricorda del resto alcune produzioni nagaiane).
Discorso a parte per le scene in computer grafica. Se alcune si inseriscono in maniera eccellente, altre appaiono integrate non perfettamente, e per di più abusate (come le rotazioni del modello 3D della casa di Haruka): forse era meglio limitarsi agli effetti speciali.
Originale, seppur non per tutti i palati, il chara design, che tuttavia resta adeguato al taglio dell’anime. Fin troppo squadrati alcuni volti (soprattutto gli occhi) ma nel complesso il risultato è pregevole.
Ampio spazio viene dato all’introspezione psicologica dei personaggi, in particolare al rapporto tra Yu e la madre e, anche se in questi primi episodi è solo introdotto, all’evidente contrasto tra lui e il suo alter ego, Karasu, così simili ma allo stesso tempo così differenti, tanto che tra i due sussite da subito un forte sentimento di odio che andrà ad evolversi nel corso della storia.
Del resto anche la trama si rivela decisamente originale e articolata, per quanto sia ancora preclusa la possibilità di dare un giudizio complessivo. Anche l’ambito fantastico, costituito dai cavalieri del drago e dalle dimensioni parallele, sembra essere strutturato in modo verosimile, cercando di ricollegarsi alla fisica quantistica in una maniera, se non realistica, almeno convincente.

L'edizione

Degno di nota, questo per diversi motivi, il DVD proposto da Dynit. Al di là della splendida copertina, dallo stile naive e quantomai accattivante, troviamo un disco argentato che vanta alcune nuove tecnologie per la codifica audio e video.
Partiamo da quest’ultimo. Il formato è in rapporto 16:9 e la definizione è ottima, anche nelle scene più concitate, che non presentano sgranature. Il merito va alla particolare procedura per l’encoding che passa ad una segmentazione del frame e a delle codifiche su tali riquadri dell’immagine durante le animazioni più rapide, in modo da garantire di non perdere informazione, mentre nelle scene più statiche si processa il frame nella sua interezza. Il risultato è quantomai apprezzabile e pure la visualizzazione al PC, che per cause estrinseche e intrinseche mostra sempre qualche difetto in più rispetto alla prova su TV, non ha permesso di segnalare problemi degni di nota, dimostrandosi anzi impeccabile.
Classica tripletta nel comparto audio: Giapponese DD 2.0, Italiano DD 2.0 e ricostruzione sempre nella nostra lingua in DD 5.1. Quest’ultima in particolare si avvale di un nuovo tipo di mixaggio per creare effetti più credibili. Il riultato è senza dubbio apprezzabile e coinvolgente, convalidando il giudizio decisamente buono sulla traccia.
Passando agli extra, possiamo dire di avere un piatto ricco. Iniziamo la carrellata con le sigle senza crediti, per continuare con un paio di videoclip che in realtà sono dei montaggi particolari di alcune scene dell’anime. Concludono la lista i vari trailer, ma la vera perla resta lo speciale “Gita a Hakodate” (prima parte), in cui la doppiatrice di Haruka e il regista fanno un viaggio nella città dei protagonisti, e assieme ad alcune informazioni prettamente turistiche, vengono fatti dei paralleli con la quasi maniacale rappresetanzione che abbiamo in Noein, e i due non mancano di rivelare qualche dettaglio interessante sulla produzione.

Noein Noein è senza dubbio una delle migliori proposte dell’anno e di sicuro costituisce il regalo ideale da trovare sotto l’albero. Una trama originale che mescola azione e sentimento e l’ottima regia riusciranno senza dubbio a coinvolgere tutti gli appassionati di animazione e non. Nonostante si sia potuto dare solo un primo sguardo alla serie, non nutriamo dubbi che l’evolversi sarà all’altezza delle aspettative. Consigliato.