Recensione Perfect Blue

Primo passo nel delirio per Satoshi Kon

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Perfect Blue

Prima opera di Satoshi Kon Perfect Blue viene alla luce oltre 10 anni fa, nel 1997, dopo che Kon si era già fatto un nome all’interno dell’ambiente collaborando alla sceneggiatura di Memories, film a 3 episodi di cui uno diretto da Katsuhiro “Akira” Otomo. All’inizio l’anime venne concepito come un film live-action ma poi il budget di produzione fu drasticamente ridotto e cosi si ripiegò su un OVA, la cui regia fu affidata appunto a Satoshi Kon. La critica “underground” e più smaliziata, abituata a prodotti insoliti, non s’interrogò troppo sul fatto che gli attori non fossero in carne ed ossa e premiò il film al Fantasia Festival di Montreal e al Fantasporto in Portogallo. Gli altri, impantanati nei loro pregiudizi, non seppero giudicare l’opera con sufficiente oggettività cosicché la relegarono nella disdicevole categoria dei film con sesso e violenza gratuita, totalmente dimentichi delle sue buone qualità.

Metamorfosi

Mima Kingoe fa parte di un tipico trio di idol, canta canzoni pop, vende un’immagine da ragazzina casta e raccoglie le simpatie del paesino di provenienza. Un intraprendente manager cerca però di trarla dal ruolo di idol per darle una carriera più solida e duratura, quella cinematografica. Fintanto che nella nuova professione riesce a conservare la vecchia immagine casta e pura le cose procedono bene ma quando il produttore la spinge a girare una scena spinta, uno stupro, la ragazza entra in una crisi d’identità, non riconoscendosi più nella sua nuova immagine. A peggiorar il tutto compare sul suo sito personale un alter ego che rivendica l’identità di “vera” Mima, mentre cominciano a verificarsi minacce ed uccisioni affinché lo sporco sosia smetta d’infangare la sua reputazione. Ma chi è che scrive sul sito di Mime? E chi che compie gli efferati omicidi? Un fan sfegatato? Lei stessa in uno sdoppiamento di personalità? Di certo qualcuno che non vede di buon occhio la svolta che la giovane idol ha dato alla sua vita.

Tra Psycho e insidie internettiane

Non si stupiscano i meno informati vedendo che il film è stato prodotto nel 1997, periodo nel quale in Europa Windows conquistava a fatica i primi “casual users”, e che tratti di un problema come lo sdoppiamento di personalità internet-realtà che in Occidente si sta affacciando solo oggi. Evidentemente in Giappone la cosa aveva già suscitato una buona dose di commenti dato che giusto un anno dopo usci il criptico Serial Experiment Lain, il cui incipit è parimenti una confusione tra reale e virtuale. Kon quindi non lavorò molto di fantasia ma fu comunque bravo ad inserire in questa opera prima molti dei temi che caratterizzeranno tutta la sua produzione successiva. C’è l’amore per il cinema a stelle e strisce, onorato dalle somiglianze di Perfect Blue con Psycho, il turbamento dinanzi alla sottigliezza della linea che divide la realtà dall’immaginazione e, infine, la profonda convinzione che i propri problemi si possano risolvere solo affrontando la prima e non rifugiandosi nella seconda. Probabilmente inserita perché fosse funzionale alla trama è invece l’apologia del mondo delle idol, che riesce quasi a sembrare ammantato di purezza e slegato dalle dure leggi del business che lo stanno (o starebbero ?) lentamente strangolando. Indecisi se prendere tale purezza come un illusorio artificio o un opaca realtà, ci viene in mente che forse non è altro che l’ennesimo tassello di una riflessione ontologica.

Edizione DVD

Perfect Blue è stato pubblicato in Italia da Yamato Video in risposta al sempre maggior successo che stava riscuotendo Satoshi Kon in occidente. L’edizione è complessivamente discreta (ma non regge il confronto con quelle straniere) ma offre il fianco a qualche critica sul versante video, in formato letterbox e di una qualità non più che sufficiente (interlacciato, poco definito e con una compressione un po' troppo evidente).
Ben quattro le tracce audio: Italiano Dolby Digital 5.1 - Italiano Dolby Digital DTS 5.1 - Italiano Dolby Digital 2.0 - Giapponese Dolby Digital 2.0, supportate anche dai sottotitoli che permetteranno ai puristi di godere del doppiaggio originale del film che al tempo guadagnò svariati apprezzamenti. Non per questo è stato però trascurato l’adattamento dei dialoghi in italiano, che possono godere d’un pregevole operato. Sul versante extra, oltre ai soliti trailer, le schede dei personaggi corredate da immagini. Sul retro di copertina troviamo un'intervista, ma anche in questo caso il paragone non regge se ci confrontiamo con le versioni estere. Considerato questo, appare alquanto elevato il prezzo di copertina (26,50 euro).

Perfect Blue Prima escursione di Satoshi Kon negli abissi della coscienza umana, il film strizza l’occhio a Hitchcock ed è molto più di un thriller dalla solida sceneggiatura. È forse la pellicola più riuscita del regista, che qui avanza nelle tortuosità dell’anima con molta più sicurezza di quanto farà nei futuri lungometraggi, e contende alla serie Paranoia Agent il titolo di capolavoro nell’ancora poco numerosa produzione di Kon. Imprescindibile per gli animefan, è un acquisto più che valido anche per i cinefili. Non curata a sufficienza l’edizione Yamato che ha anche un prezzo esoso.

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