Recensione Project Arms

Recensione dell' anime del duo Ryoji Minagawa - Kyoichi Nanatsuki

recensione Project Arms
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Arms nasce inizialmente come manga nel 1999 dalla penna di Kyoichi Nanatsuki e illustrato da Ryoji Minagawa (Spriggan e S.O.L). Nel 2001 viene affidato al celebre studio TMS (Lupin III, Occhi di gatto; solo per citarne alcuni) la realizzazione dell’Anime, suddiviso in due serie per un totale di 52 episodi, chiamate rispettivamente Project Arms e Project Arms 2° chapter. L’opera ripercorre quasi fedelmente la sua controparte cartacea, cercando di non tralasciare nessun elemento sia di rilievo che di contorno: data la sua natura orientata all’azione con forti componenti psicologiche, delle modifiche avrebbero snaturato l’opera e scontentato i fan più accaniti.

Alice nel paese delle nanomacchine

Ryo Takatsuki è un normale quindicenne giapponese; conduce una normale vita per quelli della sua età, insieme alla sua amica di infanzia Katsumi Akagi. La sua vita inizia a prendere un strana piega quando nella sua scuola si trasferisce un nuovo studente, Hayato Shingu, un ragazzo che nutre uno strano interesse verso i suoi confronti. La situazione tra i due precipita immediatamente e dopo un primo scontro che lascia Ryo pieno di dubbi ed incertezze, le cose si complicano ancora di più. Costretto alla ricerca della sua amica scomparsa, Ryo si troverà davanti alla scioccante verità sul suo braccio destro: un conglomerato di nano macchine atte alla distruzione dei suoi nemici chiamato ARMS. Lo scontro tra i due possessori di ARMS (Hayato ha come ARMS il braccio sinistro) viene interrotto da una misteriosi organizzazione chiamata EGRIGORI, il cui scopo è catturare tutti i possessori di ARMS. I due ragazzi, dopo i chiarimenti del caso, riescono a fuggire ed a portare con se alcune informazioni importanti, prima tra tutte il fatto che esistono altri due individui come loro. Inizia cosi la loro ricerca per ritrovare gli altri possessori; ricerca che avrà vita breve, infatti il terzo ARMS, Takeshi Tomoe (le ARMS in questo caso sono impiantate nelle gambe) è anch’esso un nuovo studente appena trasferito nella scuola dei nostri. Dopo i primi screzi, i tre si muoveranno per scoprire chi è veramente la potente società che gli sta dando la caccia e le sue motivazioni. Durante il viaggio, innumerevoli saranno gli scontri contro avversari pronti a tutto per impossessarsi delle ARMS, ma ancora di più saranno i forti legami che si instaureranno tra i vari protagonisti ed i comprimari, molti dei quali non propriamente scontati.

Segui il bianconiglio

Projetc Arms, grazie allo studio di animazione e soprattutto all’opera da cui è tratto risulta molto ben riuscito in tutte le sue parti: una storia appassionante piena di azione e personaggi mai fini a se stessi ma tutti con il proprio background e motivazioni; le animazioni sempre molto dettagliate, con una tendenza a migliorare con l’incedere della serie; le musiche non molto ispirate ma sempre appropriate al contesto in cui vengono applicate.
Il tutto è mirato a creare il giusto mix tra le scene di combattimento e quelle riflessive, queste ultime atte ad illustrare sentimenti e pensieri di ogni personaggio, secondari inclusi, facendo cosi capire allo spettatore che tutto quello che accade nell’anime ha un senso ed una spiegazione. Da notare come i vari conflitti interni con le ARMS (armi senzienti), con il proseguo della storia prendano sempre più campo ed importanza. Ultimo appunto sulla storia: i nomi delle varie ARMS sia amiche che nemiche sono tutti tratte dai romanzi di Lewis Carroll: “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”; solo per citare i principali: Jabawack, il Cavaliere, il Coniglio Bianco e la Regina di Cuori.
Purtroppo però non è tutto oro quello che luccica; verso la fine dell’anime, più precisamente dalla quarantesima puntata in poi, la serie tende a condensare e tralasciare un pò troppo eventi che avrebbero dovuto essere raccontati con un più ampio respiro.
I disegni appaiono molto duri e spigolosi; niente tratti morbidi tranne che per pochissimi elementi come alcuni volti femminili. Salta subito all'occhio, fin dalle prime immagini il massiccio utilizzo di colori e tavolozze scure, nero soprattutto, nei fondali e nelle scene notturne in esterni ed interni. Per il resto ci si trova davanti ad animazioni nella norma, senza l'utilizzo di particolari effetti e colorazioni complesse, con un buon character e mecha design.

Jabberwock, chi è costui?

Il jabberwock è una creatura mostruosa che appare in un poemetto scritto da Carroll ed apparso nel libro “Attraverso lo specchio”. Il poemetto narra le gesta di un cavaliere alla caccia di questo mostruoso essere. Il titolo della poesia, Jabberwocky, è diventata nella lingua inglese, grazie alle parole che la compongono, (molte delle quali inventate) sinonimo di “nonsense”. Lo stesso autore, attraverso il personaggio di Humpty Dumpty, ci rivela che alla base nelle parole apparentemente nonsense si cela un linguaggio cifrato matematico, all'interno del quale le sillabe corrispondono a numeri o segni algebrici.

“Era brilligo, e gli unsci tovi
giraschiavano e succhiellavano i pratiali.
Tutti eran mimsi i borogovi
e il momoratso ultrarraffava”

Edizione DVD

Questa produzione arriva in Italia grazie alla Yamato Video, che come in altre sue produzioni svolge un buon lavoro. L’opera è suddivisa in tredici DVD ognuno composto da quattro episodi oltre a numerosi extra tra cui interviste, galleries e video vari. Il video e la compressione sono più che buoni; l’audio si presenta con il classico Italiano Dolby Digital 2.0 coadiuvato dal DTS 5.1 e Dolby Digital 5.1 ricostruiti. Considerando il numero di volumi e di episodi appare un po’ eccesivo il prezzo ufficiale di 26,5€ (meglio quello dello shop di 21,40€) e la suddivisione di ogni DVD in solo 4 episodi.

Project Arms Project Arms ha tutto quello che gli serve per essere un ottimo anime: storia profonda e ricca di azione; buone animazioni con eccellenti tocchi di classe, musiche non molto ispirate ma sempre azzeccate. Uniche pecche i troppi salti e tagli della sceneggiatura nella parte finale dell’anime e l’eccesivo prezzo per soli 4 episodi. Dedicato a tutti gli amanti del genere azione e delle opere di Carroll.