Recensione Punisher: Barracuda

Questa volta non sarà facile per Frank Castle...

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La vendetta del Punitore

The Punisher (conosciuto anche come Il Punitore) è l’ater ego di Frank Castle (originariamente Frank Castiglione, sì proprio così!), personaggio italo americano della Marvel Comisc creato da Gerry Conway, Ross Andru e John Romita Sr. nel lontano 1974 sulle pagine di Amazing Spider-Man 129.
All’origine della sua faida personale con il mondo criminale c’è lo scontro a fuoco tra famiglie malavitose in cui si ritrovò Frank assieme alla sua famiglia: la moglie Maria, la figlia Lisa Christie e il piccolo Frank David.
L’unico sopravvissuto è Frank che decide di vendicarsi e di vestire i panni del Punitore assumendo come simbolo l’inquietante teschio bianco che compare sul petto della sua uniforme.
Il Punitore nella sua prima missione risale ai membri delle famiglie coinvolti nel massacro di Central Park e li uccide uno ad uno ma la sua sete di vendetta non si è ancora placata.
Frank Castle decide di vestire permanentemente i panni dell’antieroe e inizia la sua carriera di giustiziere esordendo sulla testata dell’Uomo Ragno per arrivare fino ai giorni nostri quando a questo anti eore Marvel viene affiancata una sua "linea editoriale" per adulti, per l'appunto la serie Max he qui ospita l'eosrdio di Barracuda.

L'ora di Barracuda

Il Punitore degli esordi si è evoluto, è stato man mano caratterizzato da autori, sia psicologicamente che caratterialmente, e uno dei principali artefici della nuova primavera del personaggio è lo scrittore Garth Ennis che a suo dire si è molto divertito. Con questi presupposti comincia l’insolita avventura a Miami per il Punitore.
Gli appassionati della serie, i fan più duri o i cinefili più incalliti sicuramente ricorderanno che proprio questa città è stata usata come location del primo film dedicato a Frank Castle e diretto da Jonathan Hensleigh; in dirittura d’arrivo l’atteso sequel anche se con inatteso cambio di attore protagonsita.
Frank Castle va dunque “in vacanza" a Miami ma non per svago, la sua missione di fatto è un continuo work in progress.
Questa volta i suoi obiettivi sono i pezzi grossi della Dynaco Incorporated, i cui piani per arricchirsi sono destinati a causare migliaia di vittime. Punisher contro speculazione finanziaria dunque, un aspetto inedito, un nuovo tipo di avversario per il Punitore che nel corso degli anni ha combattuto contro mafia, corruzione, spaccio, prostituzione, neonazisti, super criminali e polizia.
Ai testi l’osannato Garth Ennis e ai disegni Goran Parlov, chiamato per questa nuova via del Punitore.
Ennis e Parlov dunque per l’ottavo numero della serie Max, serie che finora ha accontentato i palati forti dei Marvel fan e dei neofiti che hanno da subito potuto apprezzato l’estrema realtà e la crudezza delle storie di Ennis. Negli anni in cui ha scritto le avventure del Punisher, ha introdotto innumerevoli personaggi. Quando lo scrittore irlandese ha cominciato a occuparsi delle storie di Castle ha da subito vilipeso il codice super eroistico più ortodosso e sconvolto il suo ambiente, arrivando a usare una delle icone sacre, l’Uomo Ragno, come scudo umano contro il Russo, grottesco super villain inventato dallo stesso Ennis.
Ma strada facendo è nata la collana Max dove violenza e iper realismo la fanno da padrone e così accantonato il grottesco, Ennis introduce un criminale folle e violentissimo. Il suo nome è Barracuda.
Goran Parlov, il disegnatore, è in realtà una vecchia conoscenza per i lettori bonelliani avendo già prestato le sue matite a Ken Parker; ora è chiamato a rendere credibili graficamente le vicende di uno dei personaggi più violenti e cinici del comic doom mondiale.
Il Punitore scopre la lotta di classe e ha così nuovi nemici sulla sua strada: le speculazioni economiche e i cani da guardia del padrone.
Nella serie Max, per adulti, the Punisher ha sconfitto anche la continuità, gli eventi sono slegati dal monoblocco magmatico della granitica storia del personaggio eogni albo è di per godibile come lettura a parte, un vero e proprio successo.
Tutto ciò permette a questa "nuova costola" del Punitore di affrontare temi reali con violenza da Pulp magazine e allusioni sessuali impensabili in una "regolare" serie Marvel, tutte cose che in questo volume balzano subito agli occhi del lettore. L'avventua di Barracuda potrebbe anche essere considerata come parabola del tradimento, tradimento inteso in tutte le sue sfaccettature: a partire da quello matrimoniale, per arrivare a parlare di di amicizia o di affari (compare anche un esplicito tradimento sessuale)
Barracuda è un cattivo, senza sfumatore di grigio, ma è uno di quei cattivi che puoi incontrrare nella reltà: tutto quello che fa lo compie solamente per soddisfare la sua fama di denaro e di divertimento.
Fin dal principio si rivela un ostacolo duro per il Punitore, tant'è che gliele suona di santa ragione prendendolo pure a calci nelle parti basse.
Ma la vendetta è un piatto che Frank Castel conosce fin troppo bene: così risalendo dal fondo in cui il nero Killer l'aveva gettato si organizza per presentare il salato conto al nuovo predatore giunto in città.

Le carratteristiche del Barracuda

Riportare in auge un personaggio bistratto da sempre come il Punitore non è stata cosa semplice ma Ennis (lo stesso che ha contribuito a rendere grande Costantine sulla serie di Hellblazer) ci è riuscito in pieno.
Ha rimodellato in maniera perfettamente credibili un personaggio psicotico come Castle che non è più quello di intere tavole riempite da suoni di mitra e da onomatopeici "Budda Buda Budda Budda Budda" (e chi ha seguito l'evoluzione del personaggio nel tempo sa bene di che cosa si stia parlando).
Ennis, demiurgo disincantato ha reso 3D un personaggio che troppe volte in passato è stato reso piatto dalla sua folle sete di vendetta. I gesti e le parole del Punitore risultano qui credibilissimi.
Qui è ben supportato da quel talento di Goran Parlov, artista che non sbava nel tratto e che aiuta a rendere iper dinamica e sincopata l'evolversi della vicenda.
Solo meriti per questo albo dunque?
Se propiro si vuole trovare una pecca all'architettura di questa saga è la linearità, la velcità iper dinamica con cui tutta la vicenda si risolve. L'introspezione dei personagig è affidata alle loro battute, sta al lettore capire veramente con chi ha a che fare, non si sono nuvolette pesanti o didascalie esplicative. E l'azione è frenetica è convulsa.
Proprio come nella realtà, in fondo un Killer non perde tempo di sicuro a parlare con la sua vittima, esegue e scappa proprio come questo albo che si lascia leggere in un baleno.

Punisher: Barracuda Merita sicuramente un plauso la serie Max del Punitore, serie dove tutte le potenzialità di questo personaggio border line sono sfruttate a pieno regime. Ai tesi Ennis è sempre un precursore assoluto, capace di proiettare Frank Castle nella nostra realtà oggettiva. Realismo molto ben retribuito anche dalle pagine di Parlov, impeccabile nella sua cruda trasposizione di un Frank Castle esangue e battuto pronto a rialzarsi per continuare la sua missione. Barracuda è un albo da 8, un impeccabile aperitivo (buono per i neofiti per cominciare ad affrontare il personaggio) che vi lascerà con la voglia di averne ancora e poi ancora e poi ancora, come affamati barracuda.