Recensione Punisher War Journal

Civil War attraverso gli occhi del Punitore!

Articolo a cura di

Punisher War Journal

Questa è la seconda serie regolare del Punitore (scritta da Matt Fraction e dipinta da Ariel Olivetti) che affianca quella raccolta negli albi 100% Marvel Max, firmata Garth Ennis. In questo nuovo capitolo vediamo Frank “Il Punitore” Castle immerso nelle vicende dell’evento Marvel dell’anno: Civil War!. Venuto a conoscenza di alcune mosse, secondo lui “inaccettabili”, effettuate da Tony Stark, Castle non potrà fare a meno di schierarsi con i ribelli guidati da Capitan America.

Diario Di Guerra...

Il Punitore è come al solito sulle tracce di un mafioso, quando, sulla scena, irrompe Stilt-Man, ex supercriminale che adesso ha deciso di cambiar vita dando la caccia ai criminali con la sua nuova armatura potenziata. Dopo ad un breve faccia a faccia con quest’ultimo, Frank Castle, nonostante sia braccato niente di meno che dallo S.H.I.E.L.D, si mette sulle tracce dell’uomo che secondo lui sarebbe il responsabile del potenziamento tecnologico di alcuni supercriminali: Phineas Mason, il geniale riparatore. Le sue supposizioni si rivelano sbagliate, ma le informazioni ottenute lo conducono da Stuart Clarke, un tempo Rampage e inventore di armi per le Stark Industries. Evaso ormai da due anni dal raft (carcere di massima sicurezza per supercriminali) è ora un latitante. Tuttavia neanche questi è il colpevole dell’evasione e del potenziamento di alcuni supercriminali, ma, come sostiene lo stesso Clarke, colui che si è macchiato di tali azioni è Tony Stark in persona, con l’obiettivo di utilizzare contro la fazione degli “eroi ribelli” i loro stessi acerrimi nemici. Il Punitore allora, grazie ad un dispositivo fornitogli da Clarke, localizza alcuni di questi nelle fogne, li elimina e porta in salvo, in un rifugio dei ribelli, colui che stavano aggredendo: l’Uomo Ragno. A questo punto Capitan America si trova di fronte alle difficile scelta di inserire o no il Punitore fra le fila dei suoi uomini: da una parte il suo aiuto sarebbe di fondamentale importanza per la vittoria della sua fazione; dall’altra, invece, i modi di agire del Punitore vanno contro gli ideali di giustizia e legalità da sempre perseguiti e rispettati da Cap. Tuttavia quest’ultimo non può fare a meno di integrarlo nel gruppo ed, effettivamente, sul campo Castle mostra di fare la differenza. Ma per quanto tempo ancora il Punitore riuscirà a rispettare le regole impostegli dall’eroe stelle strisce?
Il quarto episodio dell’albo, invece, è una sorta di epilogo alla saga, dato che vi si celebra la veglia funebre di un supercriminale nel “Bar senza nome”. Qui si riunisce un gran numero di suoi “colleghi” per rendere omaggio al loro defunto compagno, ma una bruttissima sorpresa li attende...

Realizzazione

I primi tre episodi dell’albo sono tie-in ufficiali di Civil War che espandono il ruolo avuto dal Punitore nei numeri 5 e 6 del crossover. La trama rende al meglio la personalità di Castle, costretto a fronteggiare la numerosa serie di eventi prodotta dalla guerra civile. Questo grazie al fatto che, nelle parti della storia che lo coinvolgono, è lo stesso vigilante in prima persona a raccontare i fatti, proprio come se stessimo leggendo il suo diario di guerra. Ci troviamo così di fronte alla sua ben nota personalità, ma scopriamo un lato di essa prima d’ora sconosciuta. L’autore Matt Fraction, infatti, ci rivela che Castle prova una sorta di venerazione per l’ideale rappresentato da Capitan America, da lui incontrato durante l’addestramento da marine prima della guerra del Vietnam. Viene così marcato quel tratto della sua personalità che è alla base di ogni suo comportamento. Ogni azione eseguita dal Punitore, sebbene al di là del codice etico di qualsiasi supereroe, non fa altro che perseguire ed estremizzare l’ideale di giustizia incarnato in Cap.
I disegni di Olivetti ritraggono un Punitore dall’aspetto molto più duro e rozzo rispetto a quello presentatoci da altri disegnatori quali per esempio Texeira e Dillon. La tecnica utilizzata per la colorazione è molto particolare e curata nei minimi particolari.
L’ultimo episodio dell’albo è ispirato ad una vecchia saga di Capitan America ideata dal compianto Mark Gruenwald. La storia è resa molto piacevole da un sottile velo d’ironia, dal momento che a calcare la scena ci sono i più “famosi” supercriminali di serie B. Dato il carattere dei personaggi in questione, sono inevitabili scazzottate e scambi di insulti all’interno del bar dove sono riuniti, sebbene tutti loro siano lì a compiangere un loro “collega” ormai defunto. A dare il tocco finale alla particolarità della storia è sicuramente la sua conclusione inaspettata! Le tavole si distinguono da quelle precedenti sia nella colorazione che nei disegni, il tratto inconfondibile infatti è del mitico Mike Deodato Jr.

Tie-in

Con il termine tie-in si intende una storia che si rifà ad una saga principale, narrandola, solitamente, da un altro punto di vista.

Punisher War Journal Per i fan del Punitore questo è sicuramente un albo di un certo peso, dal momento che fa luce sulla presa di posizione di Castle in un universo Marvel sconvolto dalla Guerra Civile. Chi non segue assiduamente le avventure del vigilante, ma è interessato ai grandi eventi di Civil War può evitare di comprare questo speciale, considerato che i fatti di maggior peso sono gli stessi narrati nei sette volumi principali del cross-over.