Recensione Qp: Soul Of Violence

Il passato non è cosa che può esser facilmente dimenticata...

Articolo a cura di

L'opera

Pubblicato a partire dal 1999 per Shonengahosha in nove volumi, “QP” è frutto dell’ingegno di Hiroshi Takahashi, autore già noto in Italia per il più recente “Worst” (2002 - Akita Shoten) edito da Panini / Planet Manga.

La Storia

Ishida Kotori, detto “Kyupi” per la sua pettinatura, simile a quella di una mascotte di una marca di maionese assai nota in Giappone, è stato un giovane violento ed aggressivo durante tutta la sua infanzia.
Teppista alle medie e rissoso al liceo, rispettato e temuto da tutti per la facilità con cui attaccava briga oltre che per la sua forza erculea, Ishida ha sempre avuto un animo suscettibile ma al contempo è sempre stato un ragazzo molto ingenuo.
Coinvolto suo malgrado in un incidente che gli costò la detenzione in riformatorio, il giovane, scontata la pena, decide di tornare nel quartiere dove era cresciuto e di rifarsi una nuova vita abbandonando la strada percorsa in passato. E’ così che Ishida inizia a lavorare presso un benzinaio nella speranza di crearsi un futuro e nonostante le diffidenze iniziali, dovute anche al suo aspetto assai poco rassicurante, tutto sembra andare per il meglio fino a quando Toru, un ragazzo che lavora con lui, non viene pestato davanti ai suoi occhi da alcuni teppisti perché reo di aver abbandonato la loro banda dopo la morte dei suoi genitori.
Ishida non riesce a far finta di niente e, stanco di quei soprusi, decide di intervenire sbarazzandosi facilmente dei teppisti. Purtroppo la banda cui appartengono non resterà con le mani in mano, cercando ben presto vendetta per una simile offesa.
Il passato non è cosa che può esser facilmente dimenticata e quando il passato busserà alla sua porta Ishida si ritroverà costretto a risolvere i conti rimasti in sospeso con gli amici di un tempo...

L’autore

Nato il 12 Dicembre del 1965, Hiroshi Takahashi è uno tra i più noti autori di manga “picchiaduro”, fumetti cioè incentrati prevalentemente sul combattimento.
La sua serie di debutto “Crows” è stata pubblicata a partire dal 1991 su Shonen Champion per Akita Shoten, ed ha riscosso un enorme successo, al punto tale da spingere l’autore a realizzarne un sequel, “Worst”.
Tra le altre serie di successo possiamo citare “Kiku” ed il recente “Hey! Riki” realizzato in collaborazione con Kouichi Nagata; ciò che accomuna queste opere è il tema della violenza giovanile. Si tratta infatti di storie scanzonate, aventi per protagonisti dei ragazzi desiderosi solo di picchiarsi, in un susseguirsi di scontri volti a dimostrare semplicemente chi è tra loro il più forte.
Non troverete dunque messaggi nascosti o grandi disegni nelle opere di Takahashi, ma semplice violenza fine a se stessa, e non è detto che sia un male.
L’autore infatti non cerca di realizzare una lettura impegnativa ma piuttosto manga inverosimili con protagonisti allegri e spensierati al solo fine di rilassare il lettore.

Ma è davvero solo tutto un picchia picchia?

“QP” pur avendo numerosi elementi in comune con le altre opere di Takahashi presenta alcune timide differenze rispetto a queste ultime: il protagonista Kotori Ishida è un adulto costretto a fronteggiarsi con i fantasmi del suo passato e, nonostante i frequenti flashback riportino in auge una atmosfera spensierata e ilare, è possibile scorgere diversi elementi di rottura con gli altri lavori dell’autore: alle zuffe scanzonate proprie di opere quali “Worst” si sostituiscono in “QP” lotte feroci tra clan per il dominio del territorio ed il traffico di droga, a dei giovani desiderosi solo di vedere chi tra loro è il “più forte” subentra un protagonista costretto a fronteggiarsi con un passato scomodo.

Evidente dunque il cambio di rotta dell’autore, nonostante sia edulcorato dai costanti flashback presenti nel corso del fumetto e per quanto non si assista ad una atmosfera cupa e tenebrosa propria di titoli quali “Koroshiya 1”, siamo di fronte ad una narrazione certamente meno solare di quella presente in “Worst”.

L’edizione

Hazard è nota per la straordinaria qualità delle proprie edizioni, cui fa notoriamente da contraltare un prezzo sopra la media che ne rende proibitivo l’acquisto ai lettori più giovani. Fa quindi piacere notare come con quest’opera l’editore abbia voluto rischiare abbassando notevolmente il prezzo e riuscendo comunque a proporre un prodotto qualitativamente molto valido.
L’editing e l’adattamento delle onomatopee appaiono di ottima fattura, la sovracopertina è doppia e di qualità, stesso dicasi per le copertine morbide e resistenti e per la carta utilizzata, liscia e morbida, capace al contempo di assorbire perfettamente l’inchiostro. Se un appunto va fatto a questa edizione è forse l’eccessiva trasparenza di alcune pagine, elemento che, nonostante tutto, non disturba particolarmente la lettura e difficilmente verrà notato ad una prima occhiata.
Hazard riesce dunque a dimostrare come senza prezzi da capogiro sia possibile confezionare un prodotto davvero di lusso, capace di prendere a sberle gran parte dei lavori della concorrenza.

Qp: Soul Of Violence “QP” non è certamente un prodotto innovativo. Takahashi tratta in quest’opera una tematica, quella della violenza giovanile e del teppismo, che già si è vista in tanti altri manga (ad esempio in “Rookies” di Star Comics). L’edizione è di ottima fattura, e il manga si rivela un piacevole passatempo da alternare a letture più gravose e complesse. Consigliato a chi cerca un prodotto per rilassarsi e passare qualche momento spensierato.