Recensione Raiders

Ariel, il sacro calice dell'immortalità e tanti omicidi!

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Testi di Alessandra Zanetti
Se vi dicessimo che in un solo manga sono racchiusi un Indiana Jones accompagnato da un efebico fanciullo immortale, una zombie super-sexy dalla forza ineguagliabile, una ragazzina che le dà la caccia con l'aiuto di un La Cosa in versione putrescente e poi preti, vampiri... ognuno alla ricerca del sangue di Cristo e tutto ciò solo nel primo numero, ci credereste?
Ebbene sì, tutto questo esiste!
Si tratta di Raiders, un manhwa del coreano Park Jin-Jun, catalogabile nel genere horror-fantasy, ricco di scene di combattimento e un po' splatter affiancate da parentesi divertenti e vignette stilizzate. Ma scendiamo nei particolari.
Ariel è il solito ragazzino biondiccio e carino che dalla prima pagina intuiamo sarà il nostro protagonista. Insieme al famoso archeologo Langham si reca presso l'abbazia di Glastonbury per reperire il calice contenente il sangue di Cristo e portarlo in un museo: con il termine "reperire", si intende rubare, quindi non va lì a cuor leggero. Oltretutto i due incontreranno anche dei soldati a guardia della chiesa, ma certo non si tireranno indietro davanti allo scontro per ottenere la preziosa reliquia.

Ariel e Langham riescono a fuggire con la refurtiva, sebbene per poco perché si imbattono nella bella Lamia, affascinante donna avvolta in abiti succinti ma col piccolo difetto di puzzare di carne purtrefatta. Non si tratta di un'essenza puzzolente né di un cattivo odore corporeo naturale: Lamia è uno zombie e, come tale, puzza. In vita era stata una strega e la punizione divina per i suoi innumerevoli peccati è stata appunto la condanna a vivere per sempre cibandosi di carne umana. Per sfuggire a questo destino (di cui non ricorda la causa perché questo Dio un po' sadico le ha anche tolto memoria della sua vita precedente lo status di zombie), vuole impossessarsi del sangue di Cristo per poter mettere fine al suo supplizio.
Per raggiungere il suo obiettivo è disposta a tutto, ed essendo le sue capacità decisamente superiori a quelle di un archeologo e un ragazzino armato di Winchester con mirino, non impiega molto a metterli in difficoltà. Tra l'altro c'è da notare come l'arma scelta per combattere uno zombie sia proprio un Winchester: simpatica citazione tratta dal famoso pub di Shaun of the Dead, oppure semplice coincidenza?
Lo scontro sebbene non lungo temporalmente, occupa parecchie pagine: questa tendenza a dilungarsi nella rappresentazione è ricorrente nel manhwa.

Naturalmente ci sono anche eventi esterni a prolungare la lotta: ad esempio l'arrivo di Clarion e del suo mastodontico compagno, che cercano invano di uccidere la zombie e senza volerlo aiutano Ariel a salvarsi temporaneamente. A questo proposito, anche se non ci sembra giusto spoilerare la trama, è doveroso aprire una parentesi dedicata alla piccola Clarion, la giovanissima ma crudele cacciatrice di zombie affiancata da un colossale e silenzioso alleato.
Da una parte la vediamo piccola e graziosa, coi codini, vestita da scolaretta, costellata di accessori come ogni teenager che si rispetti, ma dietro questa frivolezza si nasconde una spietata assassina: a partire proprio dagli accessori, tutti a forma di teschio, si può intuire la sua natura ambivalente. Quindi la vedremo combattere strenuamente contro Lamia per poi sciogliersi in un brodo di giuggiole non appena incontra il gentile e affabile Ariel.
In generale i personaggi sono ben caratterizzati, nulla sembra lasciato al caso e, come già accennato, non mancano i momenti di tenerezza o ilarità.

Anche a livello stilistico le tavole sono estremamente dettagliate. Mai più di sei per pagina, e anche per questo motivo, scene apparentemente brevi diventano di svariate pagine. L'unico difetto è che non sono sempre chiare: l'estrema dovizia di particolari toglie limpidezza e immediatezza alla lettura. Ma d'altro canto costringe il lettore a osservare meglio la scena e a restarne ancora più impressionato.
Sebbene non siamo di fronte a un vero horror, né a qualcosa che introduca personaggi che già non siano nel nostro immaginario, nel complesso si tratta di un'opera molto completa: c'è azione, violenza, arti strappati, sangue a volontà, personaggi di ogni tipo, e anche un po' di shoujo.

Raiders Serie ancora in corso (sono usciti 6 volumi dal 2008 -sigh-), apprezzabilissima per i disegni e la scorrevolezza con cui si legge. Ogni volumetto consta di meno di 200 pagine, impaginate da sinistra a destra. Naturalmente il manhwa va preso con un sorriso e con un po' di superficialità, perché se da un lato alcuni possono trovare un “cast” del genere assolutamente epico e imperdibile, altri possono pensare sia solo un'accozzaglia di personaggi per far scena. Ma in entrambi i casi vale assolutamente la pena leggerlo!

8