Recensione Samurai Champloo

Samurai in salsa Hip-hop!

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Introduzione

E' da poco atterrata in Italia una delle serie più bizzarre degli ultimi tempi, un anime di primo piano che nel periodo della sua trasmissione era stato accompagnato da un discreto chiacchiericcio: Panini Video è lieta di presentarvi Samurai Champloo!
Motivo di quell'interesse risiede nell'elenco dello staff creativo di questa serie, dove spiccano i nomi di Shinichiro "Cowboy Bebop" Watanabe alla regia, Kazuto "El Hazard" Nakazawa al Character Design, Dai "wolf's Rain" Sato alla co-sceneggiatura e, infine, il soggetto e la produzione a cura della Manglobe.
Gli ingredienti per un risultato pregevole sembravano quindi esserci tutti, eppure il risultato finale non ci ha convinto del tutto. Andiamo a scoprire perché.

La serie: Lato A

Partiamo con la trama.
Giappone, fine periodo Tokugawa (1603-1867), nella taverna dove lavora la giovane cameriera Fu inizia un tafferuglio, in cui il giovane ed irruente spadaccino Mugen non vede ovviamente l'ora di infilarsi.
Poco dopo, per un caso del destino, il ronin Jin si ritroverà suo malgrado risucchiato nella stessa rissa, perché scambiato da Mugen come lo scagnozzo mandato a chiamare dal suo avversario, niente meno (non c'era forse da aspettarselo?) che il figlio del dispotico signorotto locale.
Dopo l'inevitabile devastazione del locale i due verranno catturati e, in seguito al loro diniego di piegarsi, condannati a morte per il giorno seguente.
Curiosamente sarà proprio Fu, la ragazza ora disoccupata, ad aiutarli nella loro fuga, ma ad una condizione, accompagnarla alla ricerca del "Samurai che profuma di girasoli"; sarà però solo grazie a una scommessa che i due acconsentiranno alla richiesta.
Questo l'incipit banale, per una serie che banale non è. Più che altro si tratta di un pretesto per la messa in scena di una serie molto episodica, fatta di puntate slegate fra di loro, dove la trama di fondo è assolutamente in secondo piano. Certo, vi sono alcuni episodi davvero deliziosi e un cast ricco di carismatici personaggi secondari,
ma se in un anime cercate intreccio narrativo, crescita psicologica dei personaggi, logica e verosimiglianza, allora Samurai Champloo non fa per voi.
Siete invece giunti a destinazione se stavate cercando una serie d'azione un po' "fool" dalle peculiari commistioni grafico-musicali, capace di uno stravagante mix tra il "japan fashion" moderno e quello medievale, condito da una colonna sonora a metà fra l'hip-hop e un DJ set giapponese.
A noi tutto questo è piaciuto solo a intermittenza, ma a qualcuno potrebbe anche sembrare geniale.

La serie: Lato B

Veniamo ora alla realizzazione tecnica.
Di produzione assai recente (SC è stato infatti trasmesso in Giappone tra il 2004 e il 2005), l'anime può vantare un una realizzazione in 16:9 e l'ormai canonica suddivisone a 26 episodi.
La regia, dal ritmo sincopato e caratterizzata da virtuosi "movimenti di macchina", è sicuramente molto apprezzabile e originale, sebbene sia a volte troppo autoindulgente.
Le animazioni e i fondali sono invece una vera e propria delizia per gli occhi, grazie anche alle azzeccate scelte cromatiche e agli splendidi colori.
Dobbiamo però segnalare che non tutti gli episodi sono allo stesso livello, sia visivamente che narrativamente.
Ora, è vero che questa critica è imputabile alla maggioranza delle produzioni animate, ma considerate le caratteristiche della serie (breve, recente, ad alto budget) e le credenziali dei creatori, ci saremmo aspettati qualcosa di più.
Da segnalare le coreografie mozzafiato di alcuni combattimenti.

Il DVD

Panini Video ha optato per una serializzazione in 6 DVD dal prezzo di 24.90€ cadauno.
Insieme alla prima uscita a tiratura limitata viene inoltre allegato un utile collector's box, non di tipo digipack ma più simile ad un doppio amaray, dove è possibile raccogliere tutti i dischi della serie, riducendo così l'ingombro rispetto alle 6 custodie.
Il primo disco, da 5 episodi, contiene un booklet con un'intervista ad uno degli sceneggiatori e un breve glossario.
Le codifiche audio proposte sono l'italiano in DD 5.1 e 2.0, più la traccia originale anch'essa in 5.1.
I sottotitoli nel nostri idioma sono ovviamente presenti così come da tradizione per la casa modenese.
Discreta la presenza di extra su disco, dove oltre alle solite sigle senza crediti e ai trailers, si segnalano ben 25 pagine di disegni preparatori. Gradevoli anche i menù animati.
Per quanto riguarda la qualità d'immagine ci troviamo davanti ad un quadro molto buono, anche se a volte è possibile notare un velo di compressione.
Infine il capitolo doppiaggio, che grazie a voci ben azzeccate unite ad un'ottima recitazione ottiene un risultato di altissimo livello.

Samurai Champloo Samurai Champloo è un prodotto estremamente peculiare, di quelli che o si amano o si odiano. Secondo noi il risultato finale è "solo" discreto, ma soprattutto inferiore alle aspettative: una serie che ci ha semplicemente intrattenuto ma non ci ha lasciato nulla dopo la sua visione. E non è che per noi essere "only entertainment" sia un inferiorità in se per se, ma lo diventa se non si ottengono prestazioni migliori di altri o se il risultato è altalenante. Ma forse qualcuno potrebbe apprezzare maggiormente le sue bizzarrie. L'edizione invece è quasi il massimo che si potesse desiderare. (auspicheremmo solo i 19.90€ a disco) Un plauso a Panini per i miglioramenti in fase di doppiaggio che abbiamo sentito ultimamente.