Recensione Satoshi Kon Il cinema attraverso lo specchio

Primo libro pubblicato in Italia dedicato completamente all'analisi della figura artistica di Satoshi Kon

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La recensione di Millennium Actress (link), pubblicata all' incirca due mesi fa, rappresentava l'articolo ultimo con cui la redazione di Animeye sanciva la completa analisi della filmografia di Satoshi Kon (almeno per il momento). I fan più accaniti di Kon ed i più attenti appassionati di anime in generale, ricorderanno una news pubblicata sul nostro sito il 28 Gennaio di quest'anno, in cui veniva annunciata la presentazione di un libro "Satoshi Kon: Il cinema attraverso lo specchio". La redazione di Animeye ha messo le mani anche su questo libro. Andremo quindi a proporvi un'analisi dettagliata di questo testo, che raffigura un evento abbastanza rilevante in quanto si tratta della prima pubblicazione italiana, in cui viene studiata approfonditamente la figura artistica di Kon, attraverso l'analisi dei suoi film (Perfect Blue, Millennium Actress, Tokyo Godfather, Paprika) e della sua produzione televisiva (Paranoia Agent), grazie anche ad approfondimenti "trasversali" curati dai maggiori esperti nazionali ed internazionali di animazione giapponese.

Struttura

"Satoshi Kon: Il cinema attraverso lo specchio" è un libro strutturato sapientemente. Composto da una corposa introduzione; introduzione utile a dare una panoramica generale sulla biografia e sulla carriera di Kon, e da tre parti che esaminano dettagliatamente ogni aspetto dell'operato di questo autore.
La parte prima intitolata "Opere" è costituita dalle cinque (una per ogni film di Kon) migliori recensioni (nazionali ed internazionali) che, secondo gli autori del libro, riescono ad esprimere ed a far intuire ai lettori la vera essenza di ogni opera di Kon.
La seconda parte intitolata "Approfondimenti", come il titolo stesso suggerisce, è composta da diverse analisi e approfondimenti su ogni aspetto (contenuto,disegno,animazione,montaggio,musiche etc.) dell'operato di Kon. Tutti curati dai migliori esperti italiani di animazione.
La terza parte intitolata "Strumenti", utile come legenda, è composta da una dettagliatissima filmografia e da una completa bibliografia sull'autore, ovvero tutti i testi, nazionali o internazionali, reperibili sul mercato che trattano la figura artistica di Kon.

Non solo Kon...

Se dovessimo descrivere questo libro con un solo aggettivo, la scelta ricadrebbe sicuramente su "interessante". Interessante perché "Satoshi Kon: Il cinema attraverso lo specchio" non è un testo che tratta solo ed esclusivamente l'operato del poliedrico regista/autore, ma tratteggia e descrive l'importanza che l'animazione giapponese ha nella società moderna (nipponica e non), sia nei suoi aspetti positivi ma anche nei fenomeni negativi, quali ad esempio l'escapismo. A riguardo, importante è la teoria del Database Fantasyscape, esplicata nella recensione di Perfect Blue da Brian Ruh, una teoria che cerca di spiegare ogni aspetto dell'animazione giapponese e il modo in cui ogni individuo dovrebbe rapportarsi ad essa, partendo dal termine mukokuseki (la fisionomia occidentale di tutti i personaggi degli anime e dei manga) fino appunto all'escapismo provocato da essa. Database Fantasyscape nasce dalla fusione della teoria degli Scapes di Appadurai con la teoria del Database di Azuma, spiegarla in poche righe sarebbe riduttivo ed inutile, sopratutto sapendo che Ruh cerca di riassumerla in quaranta pagine di libro. Ovviamente essendo un testo sulla figura di Kon, viene esaminata ogni parte della sua vita e della sua carriera, a partire dagli inizi, come gli approfondimenti fatti da Mario A.Rumor sul Kon alle prime armi, sul Kon mangaka, in cui descrive i suoi primi passi nel mondo dei manga, dal leggendario Kakisen: La stirpe della sirena fino a World Apartment Horror. Affascinanti inoltre i saggi intitolati "Sogni di Memorie, Memorie di Sogni" e "L'infinita trama del reale", scritti rispettivamente da Raffaele Meale e Marcello Ghilardi, in cui si sviscera, come mai prima d'ora, sul ruolo di immaginario, sogno, verità nell'estetica di Satoshi Kon. Disgraziatamente sono presenti dei capitoli e delle affermazioni non troppo illuminanti (per non essere cattivi), un esempio è la recensione fatta da Alessia Spagnoli su Millennium Actress in cui, salvo alcuni buoni spunti come la visione, l'importanza e la rappresentazione che Kon da al ruolo della donna nei suoi film, troviamo dei paragoni troppo forzati e altri completamente inesistenti, come quello di paragonare Chiyoko all'Adèle Hugo di Truffaut. Altra comparazione completamente errata, ricorrente in più occasioni e commesso da diverse persone, è quello di paragonare il cinema di Kon alla corrente Surrealista, a nostro parere l'errore è quello di confondere il termine surreale (proprio di Kon) a quello di surrealista (esemp: Louis Bunuel), per chi conosce entrambi la colossale differenza è lampante. Con parole spicciole, "Satoshi Kon:Il cinema attraverso lo specchio" è un testo scorrevole, grazie alla sua struttura, ed interessante nel contenuto (particolarmente la teoria di Ruh), contenuto che sicuramente non farà gridare al miracolo o farà cambiare ideologie, non tanto dovute all'incapacità o alla poca profondità dei saggi scritti dagli autori del testo, quanto dall'argomento preso in considerazione, ossia il cinema di Kon, che brilla per molti aspetti, ma certamente non per il contenuto, ciò spiegato più volte nelle recensioni ai precedenti film di Kon fatte dalla redazione di Animeye.

Edizione

L' edizione è curata dalla "Associazione Culturale Il Foglio", casa editrice che spazia su diversi generi di testi, da gialli a testi di letteratura, da manuali d'uso a testi riguardanti cinema, dei quali molti riguardanti l'operato dei singoli registi come ad esempio Robert Rodriguez, Sam Raimi, Rob Zombie e Guillermo Del Toro. Mai però aveva pubblicato testi riguardanti registi di animazione giapponese (un altro primato), salvo il volume "Anime. Storia dell'animazione giapponese 1984-2007",scritto sempre da Andrea Fontana e Davide Tarò. "Satoshi Kon: Il cinema attraverso lo specchio" è composto da 264 pagine, rilegato in brossura (fresata), con copertina di cartoncino plastificato. L'unica pecca, a parer nostro, è quella di avere modiche immagini (in bianco e nero), che, sempre a nostro parere, con una buona scelta ed un uso più frequente, potevano aiutare ad approfondire la comprensione dell'operato di Kon. In breve, una buona edizione, essenziale.

La maschera di vetro Come abbiamo già fatto notare “Satoshi Kon: Il cinema attraverso lo specchio” è una pubblicazione estremamente interessante, seppur con qualche infelice argomentazione, che analizza sì a fondo questo autore, ma si preoccupa anche del ruolo che l’animazione giapponese ha nella società contemporanea. Un libro consigliato tanto ai fan del regista nipponico, quanto agli appassionati di animazione in generale.

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