Recensione Siamo in 11 !

Raffinato volume unico dalle interessanti tematiche fantascientifiche del 1975

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Introduzione

In origine la collana Storie di Kappa aveva come obiettivo la pubblicazione di serie brevi o volumi unici, "extra", dall'alto valore artistico. Volumi come Memories di Otomo o Gon di M. Tanaka.
Tutto questo prima di diventare un ricettacolo di tutto ciò che vende poco o ha cadenza "sporadica", e sebbene questo sia un lodevolissimo operato, che la sola Star Comics può vantare tra tutte le case editrici italiane, in molti oggi rimpiangono quella prima stagione ad alta qualità.
Questo discorso ci porta all'odierno numero di Storie di Kappa, il 131 del dicembre 2005, gradita eccezione in un panorama ancora carente.

Moto Hagio

Volume unico dal lussuoso formato, questo Siamo in 11! era stato piuttosto pubblicizzato dai Kappa Boys, che ne avevano scritto a lungo e dettagliatamente prima della sua uscita.
Pubblicato in Giappone per la prima volta nel 1975 questo fumetto è una delle opere più famose di Moto Hagio, autrice poco nota in Italia ma famosissima nel suo campo.
Elemento di spicco del famoso "gruppo 24", gruppo di 4 autrici nate tutte nel ventiquattresimo anno dell’era Showa (il 1949 per noi occidentali), inizia a pubblicare fumetti giovanissima nel 1969.
Grande fan di Tezuka e della fantascienza classica di Asimov e Bradbury, la Hagio usa la fantascienza per esplorare questioni legate all'identità sessuale nonché a tutte quelle problematiche legate alla cosiddetta "età di transizione" (come in certi romanzi della Le Guin).
Ma le sue storie sono ben lontane dal poter essere semplicemente definite come shojo o shonen ai.
Infatti per la complessità e la maestria narrativa di cui è capace nel 1985 ha vinto il Seiun Award, l'equivalente del premio nebula per la fantascienza Giapponese (letterartura in generale, non solo a fumetti!).
Proprio questa storia inoltre è stata trasposta in animazione nel 1986, lo stesso anno in cui ha anche fatto da chara designer per un film dello studio Mad house con la regia del famoso Rin Taro.

Siamo in 11!

L'albo è diviso in due parti.
Nella prima c'è la storia che dà il titolo all'opera, quella che troviamo più riuscita, sempre intrigante e ben congeniata, capace di creare quel mix tra intreccio e ritmo che fa divorare le pagine al lettore.
La seconda parte è una specie di seguito della prima, dalle atmosfere più Fantasy che Sci-fi, con tematiche da intrigo politico. Trama meno interessante e dal ritmo più claudicante che perde il confronto con la prima.
Il disegno, se da un lato dimostra i suoi anni incarnando lo stile degli shojo anni '70, dall'altro appare tutt'oggi perfettamente comprensibile e bello da vedere.
Questa in breve la trama della prima parte: in un futuro lontano la federazione spaziale terrestre dei 51 pianeti si è unita ad altre federazioni galattiche aliene; la classe dirigenziale di questa alleanza multi etnica viene formata dall'accademia cosmica.
L'ostacolo finale per essere ammessi tra quegli individui sopra la media non è un esame qualsiasi ma una test pratico di sopravvivenza.
La prova della squadra numero 1, composta da 10 individui di solo sesso maschile, sta per iniziare, ma quando gli aspiranti cadetti si accorgeranno di essere anomalmente in 11...sarà già troppo tardi!

Siamo in 11 ! Era abbastanza tempo che non usciva un volume unico di questo peso artistico, mi riferisco a quei piccoli gioielli auto conclusivi, come Popoya o La stirpe della sirena, che sempre più raramente il nostro mercato si azzarda a importare. D'altro canto era anche ora che in Italia venisse pubblicata un'opera tra quelle di Moto Hagio, sicuramente molto classiche ma ancora assai piacevoli da leggere. Dotato di una storia senza dubbio appassionante, questo volume dovrebbe piacere sia ai ragazzi che alle ragazze dai gusti un po' sofisticati. L'edizione abbastanza lussuosa che ci propone Star Comics calza bene a questo volume di ben 320 pg, peccato solo che carta e stampa non ne siano totalmente all'altezza, soprattutto in virtù dei 7€ del prezzo di copertina. Il valore intrinseco dell'opera però supera abbondantemente quella spesa. Consigliato a tutti gli amanti delle storie brevi di classe.